Italy

Zavattini e i maestri del ‘900

A Brera in mostra la collezione privata di Cesare Zavattini, 1500 opere e gli autoritratti dei grandi pittori del ‘900

A Brera in mostra la collezione privata di Cesare Zavattini, 1500 opere e gli autoritratti dei grandi pittori del ‘900

di Enrico Saravalle

Tutti lo conoscono come uno dei maggiori esponenti del neorealismo cinematografico, come sceneggiatore e giornalista, commediografo e narratore. Pochi, però, sanno che Cesare Zavattini (è di lui che si sta parlando) fosse anche un appassionato collezionista d’arte. E la sua collezione a, quella che il celebre Za realizzò in circa quarant’anni, è davvero unica, per la quantità dei quadri (circa 1500), prima di tutto, e poi per le loro dimensioni che, tassativamente, non potevano superare gli 8 centimetri per 10: “Non potendo permettermi quadri grandi perché costano troppo – scherzava Zavattini – ripiego sui piccoli.” Nasce così il suo collezionismo di “opere minime” che a poco a poco riempiono e tappezzano le pareti della sua casa romana.

Se le dimensioni dei quadri non si discutevano, gli artisti avevano, però, ampia libertà nella scelta di materia, tecnica e soggetto. Ed ecco allora le stanze di Via Merici riempirsi di decine e decine di piccole cornici che racchiudono nature morte, paesaggi, soggetti astratti, ritratti. Ma soprattutto autoritratti: “A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto – raccontava Zavattini – così ho anche gli autoritratti di quasi tutti i pittori italiani nelle dimensioni che io ho indicato”. Così per anni Zavattini si confronta con i volti assorti o sorridenti, tristi o felici di Fontana e Burri, Balla e De Chirico, Savinio e Capogrossi, Rosai e Casorati, Sironi e Mafai, Soffici e De Pisis… insomma il gotha della pittura italiana del secolo scorso. Ogni dipinto è un’opera singola e autonoma, un esemplare prezioso nella produzione degli autori, ma contemporaneamente fa parte di una serie, anch’essa unica nel suo genere. Purtroppo dopo decenni di raccolta e di committenze, nel ‘79 Zavattini è costretto, per ragioni economiche, a vendere questa “enciclopedia della pittura del Novecento”, che viene quindi smembrata e in parte dispersa. Ma un consistente nucleo di ben 152 dipinti, tutti gli “autoritratti”, diventa proprietà della Pinacoteca di Brera a Milano.

Conservati per anni in deposito e recentemente sottoposti ad accurato restauro – e ripristino delle cornici originali, perdute al momento della vendita – gli inediti “Autoritratti minimi” vengono presentati per la prima volta al pubblico in una mostra dedicata alla storia della collezione e ai rapporti fra Zavattini e il mondo dell’arte.

A corredo dei quadri, poi, viene esposto anche un ricco corpus di testimonianze, lettere, cartoline, brochure, inviti, interviste e documentari. In contemporanea con la mostra, dal 29 maggio e per tutto il mese di giugno, la Cineteca Italiana presenterà allo Spazio Oberdan una rassegna dedicata a Cesare Zavattini. Saranno proposti quindici titoli tra i quali tutti i suoi più importanti lavori da sceneggiatore – da Sciuscià a Ladri di biciclette, da Bellissima a Umberto D a Miracolo a Milano. (Calendario della rassegna e info su www.cinetecamilano.it e su http://mic.cinetecamilano.it)

A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto. Zavattini e i Maestri del ‘900
Pinacoteca di Brera
via Brera 28, Milano
tel. 0272263/257
www.brera.beniculturali.it

Orari: da martedì a domenica, dalle 8.30 alle 19.15 (la biglietteria chiude alle 18.40)
Ingresso: intero 10 €, ridotto 7 €.
Il catalogo è pubblicato da Skira.