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Weekend a Osimo

La mostra Da Rubens a Maratta di Vittorio Sgarbi è un’occasione per scoprire le marche meno note e la cucina barocca. Fino al 30 settembre

La mostra Da Rubens a Maratta di Vittorio Sgarbi è un’occasione per scoprire le marche meno note e la cucina barocca


Fino al 30 settembre, Osimo ospita Da Rubens a Maratta, una grande mostra sul barocco marchigiano a cura di Vittorio Sgarbi. Nelle sale di Palazzo Campana e del Museo Civico di Osimo sono esposte oltre 100 dipinti, arazzi, sculture e oreficerie sacre, che permettono di scoprire il Seicento marchigiano e di valorizzarne l’immenso e sommerso patrimonio culturale, opera di grandi gli artisti: Rubens, Maratta, Pomarancio, Mattia Preti, Solimena, Vouet, Guido Reni, Guercino, Gentileschi, e molti altri, tutti maestri di dimensione universale, espressione di un barocco non locale ma da capitale dell’arte.

“Il Comitato Scientifico – fa rilevare il professor Papetti ha operato un’ampia ricognizione volta anche a far riemergere dall’ombra opere dimenticate o inedite, che testimoniano la vitalità del territorio marchigiano in campo artistico, prendendo in esame un’area che spazia dalla zona costiera, con le importanti realtà di Osimo, Ancona, Camerano, Loreto, Senigallia e Fano, fino alle valli dell’entroterra, con le storiche cittadine di Fabriano e Sassoferrato.

Valga per tutti l’esempio dell’arazzo del Museo Diocesano di Ancona eseguito su cartone di Rubens, un arazzo la cui smagliante bellezza ne fa uno dei capolavori in mostra più attesi. Esso è parte di una serie di quattro tappezzerie tessute nelle Fiandre per conto della Confraternita del Sacramento di Ancona che le pagò una cifra spropositata. “Tutte e quattro le tappezzerie sono state conservate gelosamente per 400 anni per essere esposte soltanto una volta all’anno, durante le feste religiose alle quali fanno riferimento i soggetti rappresentati. Questo è il segreto della loro eccezionale conservazione: infatti non hanno subito i danni dovuti alla continua esposizione ai raggi solari che falsano e sbiadiscono i coloranti usati per la lana”, spiega lo storico dell’arte Stefano Papetti.

In mostra quindi si vede l’arazzo com’era appena uscito dall’atelier che lo ha tessuto. Le stesse lumeggiature eseguite con filati in oro e argento conservano la freschezza del passato, fatto del tutto straordinario. La maggior parte, infatti, dei pur bellissimi arazzi che possiamo vedere al Quirinale, agli Uffizi, nei Musei Vaticani o al Palazzo Reale di Torino sono invece penalizzati dalle trasformazioni subite dai colori, che risultano oggi scoloriti o alterati (soprattutto i verdi) dalla luce.

La mostra mira a ricostruire la complessa trama di relazioni che, rendendo gli artisti locali consapevoli e partecipi di quanto si andava realizzando nelle principali città italiane, fecero diventare le Marche attive protagoniste del rinnovamento dell’arte italiana e dell’affermazione del Barocco.

Catalogo SILVANA Editoriale
a cura di Vittorio Sgarbi
dal 29 giugno al 30 settembre
ingresso: intero € 8,00

La mostra Da Rubens a Maratta inaugurata il 29 giugno è l’occasione per un viaggio o un weekend a Osimo, piccola città attorniata da magnifici paesaggi e fuori dai percorsi più battuti in estate. Il centro storico, racchiuso tra antiche mura intervallate da porte imponenti, con le sue caratteristiche stradine, conserva un fascino raro che si scopre visitando i palazzi storici aperti eccezionalmente nel periodo della mostra. Come il barocco Palazzo Gallo con l’affresco “Giudizio di re Salomone” del Pomarancio, chiamato dal vescovo dell’epoca a decorare anche la Sala del Tesoro e la cupola della Basilica di Loreto.

Tante le chiese, dalla Basilica di Giuseppe da Copertino, comunemente chiamata Chiesa di San Francesco del XIII sec.. a San Marco che conserva un Guercino dietro l’altare maggiore. Tra gli edifici civili bellissimo il Teatro Nuova Fenice, uno dei più bei teatri storici delle Marche e con una stagione sempre molto vivace.

Piazze scenografiche, veri e propri salotti cittadini come la piazza del Duomo, San Leopardo, in conci di pietra e dalle forme romanico-gotiche. Bellissimi i portali e la lunetta e con un’interessante cripta del 1100. Accanto il Battistero anch’esso del XII sec.: bellissimo il soffitto a cassettoni. E ancora, la piazza dell’antico Palazzo Comunale con il Lapidarium all’interno del cortile.

C’è poi un’altra Osimo, una città che corre sotterranea e silenziosa, fatta di cunicoli e gallerie, scavate nel corso dei secoli. Di grande interesse le Grotte del Cantinone, sotto il convento francescano, che conservano incisioni e figure dall’iconografia misteriosa.

Oltre la preziosa Osimo, la mostra è l’occasione per scoprire i bei dintorni con percorsi piacevolissimi tra natura, arte, artigianato ancora autentico, buona cucina di territorio, ottimi vini, paesaggi di grande piacevolezza ben conservati. Non dimentichiamo che siamo nella Riviera del Conero.

DOVE DORMIRE

La Commenda (via Della Commenda 1, Osimo, tel. 071 7103360). Country house immersa nel verde, dettagli raffinati, relax e splendidi paesaggi

G Hotel (via Sbrozzola 26, tel. 071 72119). Struttura moderna di design in posizione strategica appena fuori Osimo

MANGIARE

In contemporanea alla mostra DA Rubens a Maratta, a Osimo si servono menu ispirati ai piatti barocchi rivisitati in chiave contemporanea. La mostra è anche l’occasione per riscoprire le pietanze ricche e sfarzose dei pranzi dell’epoca. Per tutta la durata della mostra i ristoratori di Osimo creano diversi menu ispirati al periodo degli artisti esposti. Piatti “d’autore” preparati con zafferano, maiale speziato, acqua di rose, aromi agrodolci, condimenti al mosto, e altri ingredienti in voga nelle cucine del Seicento. I menu barocchi si trovano in  11 ristoranti della città.

Al ristorante Gustibus si può assaggiare il potage di pollo con crostini all’arancia e verdure fritte, all’Osteria dell’Arco Vecchio si gusta invece l’anatra all’arancia e meringa, mentre alla Tavernetta del Corso troverete la zuppa di cicerchie.

Gustibus (piazza Comune 11, tel. 071 714450). Arredi moderni, cucina di territorio con leggere rivisitazioni. Bel dehor sulla piazza

Osteria Moderna (via Macelli 19, tel. 071 714566).  Nell’edificio dell’antico mattatoio una neo osteria di nuova generazione

La Tavernetta del Corso (Corso Mazzini 74, Tel. 071 714727). Ambienti caratteristici fitti di formaggi, salumi tipi e ottimi vini: l’ideale per un aperitivo, uno spuntino, l’acquisto sfizioso.

INFO TURISTICHE, PRENOTAZIONI, VISITE GUIDATE

Ufficio Turistico: tel. 071 7236088, iat@osimoturismo.it