Arrivo a Villa Spalletti Trivelli dopo un lungo viaggio transcontinentale. Per entrare devo suonare, come in una casa privata. Due scale parallele conducono al salone, l’ambiente più caratteristico che rivela il gusto dei proprietari, la loro passione per i viaggi, soprattutto in Oriente.
Di proprietà della famiglia dei conti Spalletti Trivelli, oggi la villa è gestita dalla quarta generazione, Andrea e Raimonda Spalletti Trivelli. L’idea di trasformare la dimora storica di famiglia in una residenza di lusso nasce nel 2004 da Giangiacomo Spalletti Trivelli e da sua moglie Susanna, figlia del campione di equitazione Raimondo d’Inzeo.
“La villa è stata costruita dove un tempo sorgeva la casa di Tito Pomponio Attico, editore amico di Cicerone”, mi racconta Giacomo Spalletti Trivelli. “La mia bisnonna è stata dama di compagnia della Regina Margherita di Savoia”.
La residenza ha un legame molto forte con la storia romana. Sono molti gli aneddoti che trascrivo: protagonista di primo piano per la storia della dimora è Gabriella Rasponi, vedova del Conte Venceslao Spalletti Trivelli, senatore del Regno, e nipote di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone.
Nei primi decenni del Novecento, la villa diventò un salotto artistico-culturale di primo piano a Roma, frequentato da personaggi di spicco dell’epoca, tra cui Romualdo Bonfaldini, Sidney Sonnino e Rabindranath Tagore, premio Nobel per la letteratura nel 1913.
Suite, benessere e ristorazione
Villa Spalletti Trivelli fa parte della famiglia degli Small Luxury Hotels of the World e si trova in una posizione privilegiata per esplorare l’Urbe. Il giardino all’italiana invita al relax. Dal rooftop si può ammirare la città, con lo smartphone pronto per alcuni scatti panoramici.
La spa ha saune e un hammam progettato dopo un viaggio in Turchia. La biblioteca privata vanta una vasta collezione di libri antichi e manoscritti.
La scelta tra camere e le suite con mobili d’epoca e tessuti pregiati, offre anche un intero appartamento, l’”Esquilino”, di proprietà della famiglia Spalletti Trivelli: 110 mq, arredato con dipinti originali e oggetti d’antiquariato del conte.
Il ristorante è nelle mani dello chef Marco Russo: offre piatti della tradizione romana, con ricette tratte dal ricettario di famiglia, dove spiccano le polpette al limone.
I vini arrivano da una tenuta a Piegaro, nei pressi di Perugia. Tra questi, il Sariano bio, premiato con una medaglia d’argento ai Decanter World Wine Awards 2014 e un bianco, l’Arale. A questi si aggiungono anche un rosato ed un muffato (hanno ottenuto due bicchieri sulla Guida del Gambero Rosso).
Le esperienze sensoriali
Villa Spalletti Trivelli ha lanciato il format delle esperienze sensoriali. Tra queste, l’evento Imprinting, Arte & Wine Un viaggio tra Arte e Vino: 10 opere x 10 vini. I “viaggiatori” sono stati immersi in un viaggio sensoriale a libera interpretazione dove hanno dialogato con 10 opere tra le più significative e riconosciute dell’artista internazionale David Phoenix, pittore contemporaneo in mostra presso il Moma di New York, con una degustazione di 10 vini tra Francia e Italia, selezionati e abbinati ad hoc per ogni opera. La conversazione e il confronto culturale prendono forma tra queste nobili mura: ecco allora che il soggiorno a Villa Spalletti Trivelli diviene un’esperienza olistica che lascia un ricordo indelebile nei viaggiatori, coinvolgendo i cinque sensi.
Villa Spalletti Trivelli, Via Piacenza, 4, Roma.