Italy

Tommaso Mardegan: «Guardo l’Italia con occhi diversi»

È giovane, ha nuove idee e ha fondato un’agenzia che organizza viaggi in Italia, soprattutto per americani. Il suo motto? Stay curious

N2S Italia è una Destination Management Company (DMC*) che progetta viaggi su misura da Nord a Sud della Penisola. Come DMC non si rivolge direttamente ai viaggiatori, ma alle agenzie, specialmente americane, che organizzano i loro viaggi e cercano esperienze fuori dall’ordinario per i loro clienti.

In particolare N2S è specializzata nell’individuare ville e dimore da affittare, nella creazione di esperienze uniche, logistiche complesse, eventi e feste private per viaggiatori internazionali con budget importanti. Ma ciò che la distingue è il desiderio di dare anche un preciso punto di vista sull’Italia, sul suo stile di vita e sulla sua bellezza speciale, quella conosciuta da tutti e quella ancora da conoscere.

Ne abbiamo parlato con Tommaso Mardegan, uno dei fondatori.

Tommaso Mardegan in viaggio.

La vostra unicità?

«Sicuramente il nostro portfolio di ville e proprietà private. Le conosciamo grazie alle relazioni costruite negli anni con proprietari e famiglie che difficilmente affiderebbero le loro case a una piattaforma. Possiamo trovare la casa di un architetto in Puglia o di un artista famoso in Toscana, una torre di avvistamento a picco sul mare, la villa di una famiglia di imprenditori italiani sul Monte di Portofino. Questa specializzazione ci ha portato a sviluppare anche un’altra anima: le private celebrations. Organizziamo eventi, spesso per newyorkesi che scelgono di celebrare anniversari importanti con amici e famiglia in Italia. Ci dicono che siamo molto creativi, che pensiamo out of the box e che i nostri sorprendono anche chi conosce bene l’Italia. Cerchiamo di raccontare gli aspetti più autentici e meno prevedibili».

La foto qui sopra e le atre sotto sono fotogrammi del film che racconta il modo di viaggiare in Italia secondo Tommaso Mardegan e N2S.

Ci fa un esempio di quello che proponete?

«A Firenze preferiamo accompagnare i nostri ospiti alle Cappelle Medicee invece del David di Michelangelo. In Sicilia proponiamo una gita in barca, con il capitano che prepara la pasta alle vongole davanti allo Stromboli in eruzione, non di guardare l’Etna dalle solite terrazze di Taormina. Un nostro partner americano ci ha definiti dei maestri nell’equilibrare gli “high and low”, nel passare con naturalezza da un palazzo sfarzoso sul Canal Grande alla cantina di stagionatura di un casaro in campagna. A nostro avviso, proprio questo è il bello di un viaggio in Italia».

Come sono cambiate le richieste dei viaggiatori?

«Oggi gli interessi sono molto più segmentati. E sono molto più specifiche le richieste dei viaggiatori. Vogliono girare la Design Week di Milano con un architetto, fare i passi delle Dolomiti con un campione di bici, passare un pomeriggio nello studio di un restauratore all’opera. Il vero lusso oggi è l’ultra specializzazione. I viaggiatori più raffinati hanno bisogno di uno scopo. Vogliono tornare a casa con un bagaglio culturale, umano ed emozionale più ricco di quando sono partiti. Una parte fondamentale del nostro lavoro è la consulenza sul buon gusto e sullo stile di vita. In un mondo pieno di informazioni e tanta confusione, i nostri ospiti, che solitamente hanno infinite possibilità, cercano disperatamente delle linee guida».

Bisogna essere un po’ trend setter e un po’ psicologi?

«La nostra fortuna è che questo lavoro coincide con il nostro stile di vita. In azienda, siamo tutti grandi viaggiatori e, per nostra fortuna, non passiamo le giornate chiusi in un ufficio. Anzi, un ufficio non lo abbiamo nemmeno! Siamo un team di dodici persone che lavorano da remoto, distribuite dal Nord al Sud Italia, qualcuno ancora a Londra dove nel 2019 abbiamo cominciato il business.

Viaggiamo, andiamo a eventi, coltiviamo relazioni e, cosa molto importante, ci manteniamo curiosi. Curiosità che ci spinge a fare costante ricerca, a testare le cose prima di proporle. Con gli anni si sviluppano un certo fiuto e i criteri per riconoscere la qualità e ciò che vale davvero, senza inseguire mode e tendenze.

Nel rapporto con il nostro ospite entrano in gioco l’empatia e l’intuito, per capire cosa vuole davvero. Le stesse doti servono per costruire le relazioni con chi ti aprirà la porta o ti aiuterà a gestire situazioni delicate.

Dopo tanti anni, riconosci a distanza alcuni profili, soprattutto quelli di altissimo livello. Attenzione che chi sembra laid back, potrebbe poi rivelarsi un pignolo che si lamenta persino del colore degli asciugamani sulla barca. Dopo averne viste di tutti i colori, abbiamo imparato anche ad anticipare esigenze e aspettative».

Per raccontare la vostra Italia, avete girato un film

«Siamo partiti per otto giorni di riprese, dal Nord al Sud Italia con una troupe di dieci persone e tre minivan: un’avventura rock & roll. L’idea è nata quasi per gioco con mio fratello Davide, regista e direttore della fotografia, per un desiderio personale, professionale, oserei dire culturale, di raccontare e guardare l’Italia con un’estetica nuova e originale. Ne uscirà una sorta di manifesto sulla bellezza del nostro Paese, come la percepiamo noi».

Ci può anticipare la trama?

«È la storia di una famiglia di Manhattan in vacanza in Italia, totalmente disconnessa dalla realtà e chiusa in un mondo digitale, che man mano si risveglia dal suo torpore quando si trova al cospetto delle Dolomiti, si immerge nell’incanto della laguna di Venezia o dell’arte antica di Roma, si adagia alla vita lenta del Golfo di Napoli. È un progressivo lasciarsi andare per riconnettersi con sé stessi e con gli altri, ritrovando il piacere di stare insieme.
Siamo convinti che l’educazione al bello induca un’evoluzione personale e una miglior conoscenza di sé stessi, un processo che si innesca a contatto con la cultura, l’arte, la natura, le persone che si incontrano. Il viaggio è uno straordinario strumento di crescita e trasformazione. Teoria che si riflette anche nel nostro motto: “Real People, Inaccessible Places”. La bellezza ci rende liberi. Per dirla alla Dostoevskij: «la bellezza salverà il mondo».

Ti contatta una famiglia di americani che sono già stati in Italia più volte. Dove suggeriresti di andare?

«A Ponza e Palmarola, consigliatissime in bassa stagione. Sono facilmente raggiungibili eppure i nostri ospiti americani le conoscono poco o per nulla. Oppure proporrei il Veneto meno turistico – Asolo, le ville palladiane, le colline del Prosecco – che, insieme a Venezia e alle Dolomiti, crea una visione nuova di un territorio molto conosciuto. Comunque penso che la vera differenza non la faccia la destinazione, ma il modo in cui la si vive. Anche un posto famoso può essere una scoperta se lo si guarda con gli occhi giusti».

n2sitalia.com

* DMC è una compagnia turistica che lavora su uno specifico territorio, ed è il referente delle agenzie internazionali che devono organizzare un viaggio per i loro clienti in quel territorio. Una DMC non si rivolge ai viaggiatori, ma grazie al suo portfolio e ai suoi contatti è un fondamentale aiuto operativo locale per realizzare itinerari, trovare le migliori soluzioni di soggiorno, indicare i posti e le persone giuste in base alle richieste. In sintesi potremmo dire che la DMC è “l’uomo all’Havana” delle agenzie di viaggio.