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Verona verso le Olimpiadi: un viaggio tra mura, colline e vigneti

Le Olimpiadi invernali, con i 2 eventi organizzati in città, sono l’occasione per riscoprire un territorio ricco e variegato come quello del veronese

Verona si prepara ad accogliere il mondo in vista delle Olimpiadi Invernali e lo fa riscoprendo la propria anima più autentica: una città che si racconta camminando, salendo, attraversando secoli di storia e spingendosi fuori dalle mura, fino ai paesaggi aspri e luminosi della Lessinia e quelli più dolci della Valpolicella. La città in occasione delle Olimpiadi invernali ospiterà due grandi eventi: il 22 febbraio la cerimonia di chiusura dei giochi e il 6 marzo la cerimonia di apertura di quelli paraolimpici; un ruolo non da poco per la città scaligera. L’arena di Verona sarà la protagonista dei due eventi: per la prima volta nella storia olimpica, una cerimonia ufficiale si svolgerà all’interno di un monumento storico patrimonio dell’umanità.

Le mura austriache

Il punto di partenza per scoprire Verona è un insolito trekking urbano sulle mura magistrali, un percorso ad anello di circa 9 km che svela il volto militare della Verona scaligera. Da Castelvecchio, simbolo della potenza dei Della Scala, si raggiunge Porta Palio con il suo stile bugnato rustico, capolavoro rinascimentale di Michele Sanmicheli, per poi proseguire verso il Bastione di San Zeno. Camminando in quota, tra il verde, lo sguardo abbraccia il paesaggio urbano: i tetti rossi, l’Adige che disegna anse lente, le torri che emergono come sentinelle. È una passeggiata dove storia e presente convivono, raccontando il ruolo strategico della città nel controllo delle vie alpine. Le fortificazioni più esterne, di forma squadrata, vennero erette durante la dominazione austriaca. Qui passarono infatti molti eserciti, anche Napoleone entro in città, nel 1796, passando per la porta San Zeno con un esercito di 15.000 soldati non trovando opposizione dei veronesi, in netta inferiorità militare.

Particolare di una porta del centro storico di Verona

Il centro storico è un susseguirsi di icone: il balcone di Giulietta, meta romantica per eccellenza,  seppur storicamente discussa, le Arche Scaligere, gotiche e solenni dove è sepolto, tra gli altri, Cangrande della Scala, già citato da Dante nella divina commedia, l’Arco dei Gavi, un tempo smontato e  poi ricollocato, testimonianza dell’antica Verona romana sotto la quale passò la prima strada costruita dai legionari in città, ancora visibile. Tra una visita e l’altra, una sosta gastronomica e per lo shopping diventa imprescindibile: la Piazza delle erbe, fragrante e piena di bancarelle, è un assaggio semplice e identitario di un luogo unico al mondo, per i suoi palazzi ricoperti da affreschi e per la sua atmosfera. Una curiosità della piazza: al cento sorge un capitello, detto La Berlina, utilizzato per dettare le misure ai commercianti come il pollice, passo, braccio, pertica, mattone etc.  Le chiese completano il racconto spirituale e artistico della città: Sant’Anastasia, con i suoi affreschi (dove si nasconde nella parete sinistra anche il volto di Dante Alighieri) e la maestosità gotica; San Fermo, doppia e misteriosa con un soffitto con una struttura lignea a carena di nave rovesciata e una pinacoteca trecentesca composta da 416 busti di santi; San Zeno, capolavoro del romanico, legata profondamente alla storia e all’anima veronese. Dal basso del centro storico si sale verso l’alto con la funicolare di Castel San Pietro, un breve viaggio che regala una delle vedute più suggestive di Verona.

San Zeno

Da qui l’anfiteatro romano, l’Arena, appare in lontananza come il cuore pulsante della città, mentre poco distante il ponte romano, Ponte Pietra, ricuce le due sponde dell’Adige come fa da duemila anni.

Intorno alla città, il paesaggio cambia gradualmente. Sulle prime colline e lungo le rive dell’Adige si sviluppa una storica tradizione di olivicoltura, favorita dal microclima mite del Garda e dalla protezione dei rilievi. Gli oliveti che circondano Verona producono oli delicati, caratterizzati da note erbacee e mandorlate, parte integrante dell’identità agricola locale e spesso presenti nella cucina tradizionale. Da degustare l’Olio EVO Valpolicella DOP (fruttato, agrumato, ideale su pesce) e il Garda DOP Orientale (fruttato, mandorla dolce, su carni bianche, verdure), oli prodotti da diverse cultivar come il Grignano, varietà autoctone, si tratta di oli rinomati per la bassa acidità, ricchezza di antiossidanti e profumi distintivi.

I Monti Lessini

Salendo di quota in circa 40 minuti si raggiungono i Monti Lessini, un ambiente sorprendentemente selvaggio. A Camposilvano, il Museo Geopaleontologico racconta un passato marino attraverso fossili e reperti scientifici.

Museo Geopaleontologico

Il museo nasce grazie al Cav. Attilio Benetti che, spinto da curiosità, passione e grande abilità, divenne specialista autodidatta in paleontologia, raccogliendo personalmente nel territorio circostante innumerevoli fossili. Nel museo è esposta un’ampia collezione di ammoniti di oltre 400 milioni di anni fa: conchiglie a spirale appartenenti a molluschi cefalopodi simili agli attuali nautilus. Sono inoltre visibili resti di rettili marini, come gli ittiosauri, e una delle piste di dinosauri meglio conservate delle Prealpi: le orme di un dinosauro carnivoro bipede, attribuite all’”icnogenere Kayentapus”, impresse su particolari depositi calcarei circa 200 milioni di anni fa.

Dal museo partono diversi sentieri che permettono varie escursioni, tra cui quella nella suggestiva Valle delle Sfingi. Qui si incontrano monoliti di pietra dalla caratteristica forma a fungo, che ricordano le sfingi egizie. Queste singolari formazioni sono il risultato del diverso grado di erosione carsica delle due rocce che le compongono: il Rosso Ammonitico e l’Oolite di San Vigilio.

Lessinia- Valle delle Sfingi

Alle spalle del museo inizia un sentiero delimitato da una staccionata che, in circa 500 metri, conduce all’anfiteatro naturale del Covolo di Camposilvano: una grande caverna parzialmente crollata, profonda oltre 80 metri, formatasi a seguito di fenomeni carsici. Le leggende locali narrano anche di una visita di Dante Alighieri, che proprio qui avrebbe trovato ispirazione per la descrizione dei gironi dell’Inferno nella Divina Commedia.

Laboratorio di pasta fresca

Il rientro verso sud conduce a Negrar di Valpolicella, tra vigneti e cantine. La sosta alla Trattoria Caprini restituisce la dimensione conviviale della cucina veronese. Qui all’ottima cucina del territorio si organizzano eventi di degustazione e workshop di gastronomia, come il laboratorio di produzione della pasta fatta e poi stesa e tagliata a mano, un imperativo della trattoria.

A San Pietro in Cariano, la Pieve romanica di San Floriano aggiunge un ultimo tassello storico prima della conclusione enologica: la degustazione presso la cantina La Dama racconta la Valpolicella attraverso vini che sono espressione diretta del territorio. Tra i vini indimenticabili: L’Amarone, il Valpolicella ripasso e il sorprendente, Recioto, vino dolce tradizionale di questi territori.

Azienda vitivinicola La Dama
Azienda vitivinicola La Dama

In questo itinerario, Verona si presenta come città-cerniera tra mondi diversi. In vista delle Olimpiadi, non solo vetrina internazionale, ma punto di accesso a un sistema territoriale variegato, dove storia, paesaggio e tradizioni produttive costruiscono un’identità solida e contemporanea.

                                                                                                                                      fotografie di Andrea Foschi

Info:

www.visitverona.it

www.trattoriacaprini.it

www.ladamavini.it

https://hotelduetorri.duetorrihotels.com/