HOSPITALITY

Una baita in Val Gardena

Sessantasei rifugi, quasi tutti a gestione familiare da generazioni, un circuito di ospitalità che racconta l’anima autentica delle Dolomiti

Il divertimento sugli sci diventa davvero un piacere quando si accompagna a un buon pranzo in una baita o in un rifugio lungo le piste. Nelle Dolomiti della Val Gardena ci sono sessantacinque rifugi, quasi tutti sono a gestione familiare da generazioni.
Ognuno di essi propone un’offerta unica che spazia dai piatti tradizionali fino alla cucina più sofisticata. Il menu è sempre completato da un’ampia selezione di vini, prevalentemente altoatesini.

Tra i posti più suggestivi ricordiamo i seguenti indirizzi:

Il Rifugio Emilio Comici, a 2150 metri, direttamente sul mitico Sellaronda, è famoso per le specialità di pesce fresco, grigliate, tortelli all’astice, spiedini e zuppe di pesce. Inoltre, sono qui organizzate cene a tema «special nights», seguite da una discesa notturna.



La Baita Daniel, sul Monte Seceda a 2230 metri, è un locale tipico per specialità come i canederli, con spinaci, con formaggio o erbette, rotondi con funghi, speck o grano saraceno e dessert, come quello alla ricotta, ripieno di cioccolato o patate e prugne, fragole o albicocche. 

La Baita Curona si trova sulla pista la Longia, che dal Seceda conduce verso Ortisei con una vista spettacolare sull’Alpe di Siusi e lo Sciliar. Qui si gustano specialità di carne alla griglia del maso, speck e salsicce di produzione propria. Da provare i Krapfen con marmellata di castagne o papavero e il delizioso “Kaiserschmarren” caramellato.

La Baita Saslonch si trova, invece, all’imbocco della pista “3” che dal Ciampinoi porta a Selva. In stile tirolese e con terrazza panoramica, offre zuppe tradizionali di ogni genere e piatti di selvaggina. Per finire, i canederli di lievito di birra e la marmellata di mirtilli rossi.

La Baita Vallongia è sulla pista “5”, che dal Ciampinoi porta alla ski area Plan de Gralba e verso il Sellaronda. Qui un assoluto must sono le salsicce bianche bavaresi con senape dolce e il tradizionale “brezen”. Ogni giorno, dalle ore 15, omelette col cioccolato.



La caratteristica Baita Ciampac è fatta interamente di tronchi di legno e si trova all’imbocco della Vallunga. Raggiungibile a piedi da Selva o con gli sci dal Dantercepies. Nei pressi della baita c’è anche il centro fondo con tre anelli, di cui uno lungo 12 km che porta all’interno del parco naturale Puez-Odle. Numerosi i piatti tradizionali nella carta, senza paragoni il “Kaiserschmarren” con diverse marmellate.



Infine, vini selezionati e champagne, a 2400 metri, presso la baita Sofie, sempre sul Monte Seceda. La cantina, regno di Markus Prinoth, offre una vastissima selezione di vini e specialmente di champagne. Molte le etichette altoatesine presenti come l’Arunda rosé, spumante prodotto nella cantina “Reiterer” di Meltina, a 1200m s.l.m.

Oltre ai rifugi sulle piste, in Val Gardena mangiare bene non è difficile: la cucina locale vanta una ricca tradizione con ingredienti tipici dal gusto intenso.

Si può provare la buona cucina in un gran numero di ristoranti tradizionali, pizzerie e locali gourmet che hanno conquistato stelle Michelin e cappelli da cuoco di Gault Millau.I menu sono caratterizzati dall’incontro tra tipicità alpina e leggerezza mediterranea.

In Val Gardena sono due gli indirizzi che promettono le massime gioie per il palato: l’Alpenroyal Grand Hotel a Selva di Val Gardena con Mario Porcelli, cuoco stellato e  l’Anna Stuben dell’Hotel Gardena a Ortisei con lo chef stellato Reimund Brunner. Entrambi i cuochi interpretano e fondono la cucina delle due culture con raffinatezza.

Informazioni:

www.valgardena.it

instagram: @dolomitesvalgardena #valgardena #postcardfromvalgardena.