C’è una Palermo che si svela piano, lontana dai percorsi più classici e stranoti. È una città che, attraverso la manifestazione “le Vie dei Tesori”, la si può guardare con occhi nuovi: alla ricerca di cortili segreti, cripte sotterranee, mostre permanenti di arte contemporanea, palazzi misteriosi talvolta purtroppo in stato di abbandono, giardini celati dietro antichi portoni. Luoghi dove la memoria si intreccia con la voglia di rinascere.

Tra le tante sorprese, un itinerario speciale conduce nel cuore del Palazzo delle Poste, straordinario esempio di architettura razionalista, edificato tra il ’29 e il ’34, firmata Angiolo Mazzoni, che si apre al visitatore una mostrando il fascino del Futurismo, tra linee architettoniche, arredi, oggetti e quadri del periodo. Le linee, i giochi di luce e la monumentalità degli spazi diventano cornice perfetta per un dialogo con le avanguardie del Novecento, che proprio in Sicilia trovarono eco e interpretazioni originali. L’ambiente più bello di questo palazzo è certamente la Sala delle conferenze, con opere di Benedetta Cappa, moglie di Filippo Tommaso Marinetti: cinque pannelli su tela dedicati alle comunicazioni terrestri, marine, aeree, telegrafiche.

Notevole la scultura in bronzo, simile ad una bomba, di Corrado Vigni. Grazie a “Le Vie dei Tesori”, una manifestazione che rende accessibili luoghi non abitualmente fruibili, il palazzo apre al pubblico con visite guidate nel weekend del 15-16 novembre.

Palermo non è solo arte e cultura. È anche gusto, convivialità, eccellenza gastronomica. In occasione del convegno GENSY 2025 “Nutrire il corpo, coltivare l’anima: un viaggio tra cibo, vino e ospitalità”, che si è tenuto presso il Grand Hotel et Des Palmes, questo mese la città si è trasformata in una vetrina del meglio che la cucina siciliana sa offrire, grazie alla rete degli chef della Sicilia di Ulisse. Maestri del gusto, custodi di antiche tradizioni e interpreti contemporanei di un patrimonio millenario, gli chef hanno proposto menu che raccontano l’isola attraverso sapori, profumi e materie prime d’eccellenza. Dalle erbe spontanee dei Nebrodi ai gamberi rossi, dagli agrumi dell’entroterra alle mandorle di Avola, ogni piatto è diventato un racconto, una narrazione creativa di identità e territorio.

La Sicilia di Ulisse è un’associazione, fondata nel 2002 e oggi composta da un’ottantina di soci, tra ristoranti, pasticcerie storiche, hotel di charme e cantine partner, ha come missione la valorizzazione del territorio siciliano attraverso enogastronomia e accoglienza. In occasione di Gensy 2023 sei ristoranti si sono messi in bella mostra con dei menu davvero speciali. Sono il Ristorante MEC (Palermo) – chef Carmelo Trentacosti, Gagini Restaurant (Palermo) – chef Marco Massaia, il Ristorante Grand Hotel et Des Palmes (Palermo) – chef Giuseppe Sole, l’Osteria dei Vespri (Palermo) – chef Marco Carella e Gianmaria Pacuvio, Ristorante Limu (Bagheria) – chef Nino Ferreri, I Pupi (Bagheria) – chef Tony Lo Coco (Presidente dell’associazione).

Dopo le scoperte enogastronomiche il tour di Palermo si chiude con un classico, mai da sottovalutare: la visita all’orto botanico, vera meraviglia naturale in città, ben gestita dal suo Direttore Prof. Roberto Schicchi. Accanto a Villa Giulia e a pochi passi dal mare, sorge su dieci ettari uno dei giardini botanici più antichi e affascinanti d’Europa: l’Orto Botanico di Palermo, fondato nel 1789 dall’Università degli Studi di Palermo. Punto di riferimento internazionale per la ricerca botanica, grazie anche al clima mite della città, e alla bassa falda acquifera che alimenta le sue piante provenienti da ogni parte del mondo. Le sue collezioni comprendono oltre 600 tipologie di piante, molte delle quali esotiche: palme, ficus monumentali, piante acquatiche e medicinali convivono in un mosaico di colori e profumi. Tra gli esemplari più celebri spicca il monumentale Ficus macrophylla subsp. columnaris, con radici aeree che sembrano sculture naturali, l’albero più esteso d’Europa.

Il cuore dell’orto è il neoclassico Gymnasium, progettato da Léon Dufourny alla fine del Settecento, affiancato dal Tepidarium e dal Calidarium, antiche serre che custodiscono specie tropicali e subtropicali. Una passeggiata tra i viali alberati dell’Orto Botanico è un viaggio nel mondo, tra piante provenienti dall’Africa, dall’Australia e dalle Americhe, testimonianza viva dei secoli di scambi culturali e scientifici che hanno caratterizzato Palermo.
Info:
www.leviedeitesori.com
www.lasiciliadiulisse.it
www.ortobotanico.unipa.it