Un appuntamento imperdibile per degustare, sotto la guida di esperti sommelier, le denominazioni che hanno reso famoso il Piemonte in tutto il mondo: dal’11 al 17 settembre torna la Douja d’Or, Salone nazionale dei vini promosso da Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Banca d’Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti in collaborazione, tra gli altri, con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio Asti Docg e Moscato d’Asti Docg.
Spostandosi tra piazze animate, palazzi storici e cortili nascosti della città piemontese, si potrà fare un’esperienza imperdibile: non solo l’assaggio di più di 400 etichette – dalle bollicine ai bianchi, dai rosé ai rossi, dagli aromatici ai passiti – ma anche la scoperta di luoghi unici dal punto di vista artistico. Infatti, come spiega Riccardo Origlia, assessore al Turismo e manifestazioni, «per Asti il vino non è soltanto una grande eccellenza produttiva: è parte della nostra identità, della nostra storia, del paesaggio e della cultura della città e del territorio. È un patrimonio che coinvolge generazioni di produttori, imprese, ristoratori e operatori e che rappresenta una componente importante della nostra economia e della capacità di farci conoscere nel mondo e attrarre visitatori. La Douja d’Or nasce e cresce proprio da questo legame. È la manifestazione con cui Asti celebra il suo rapporto con il vino e lo porta nei luoghi più iconici della città, trasformandolo in un’occasione di incontro, conoscenza e promozione. Questa edizione rafforza ulteriormente questa vocazione, coinvolgendo il territorio e proponendo, accanto alle degustazioni, cultura, gastronomia, musica e nuove esperienze».
Intenso il programma proposto durante la manifestazione dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che, in uno spazio dedicato allestito a Palazzo Alfieri, permetterà ai visitatori di approfondire la conoscenza del patrimonio enologico monferrino: tutto questo grazie ad appuntamenti appositamente pensati, tra i quali un evento speciale dedicato alla mixology e alle nuove tendenze di consumo del vino. In Piazza San Secondo, invece, sarà ospitato il Consorzio Piemonte Land che, per la durata della Douja d’Or, proporrà la degustazione di una selezione di vini in rappresentanza di tutti i territori della Regione e delle sue 60 denominazioni.
Anche quest’anno sarà fondamentale la collaborazione del Consorzio del Vermouth di Torino che, a Palazzo Ottolenghi, presenterà una selezione di vini aromatizzati per promuovere l’unicità dell’importante Igp – il Vermouth, appunto – che il Consorzio stesso è chiamato a tutelare. L’area degustazioni sarà condivisa con il Consorzio Asti Docg e Brachetto d’Acqui Doc creando un contesto di grande prestigio e visibilità per queste denominazioni. Senza dimenticare che, per tutta la durata della Douja d’Or, sarà attivo un ristorante realizzato in collaborazione con la Scuola alberghiera di Agliano Terme e Asti, con menu appositamente studiati per valorizzare i vini del territorio.
Last but non least, l’edizione 2026 del Salone nazionale dei vini ripropone la consolidata collaborazione con l’Associazione per il Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente che dal 2014 si occupa della gestione e valorizzazione di questo territorio unico tutelato dall’Unesco. Collaborazione che si concretizzerà in 4 masterclass internazionali dedicate ad altri paesaggi del vino riconosciuti come Patrimonio mondiale, dall’isola vulcanica portoghese di Pico alle rive del lago Fertö / Neusiedlersee (al confine tra Austria e Ungheria),
alle storiche colline ungheresi di Tokaj. La quarta lezione sul vino avrà come protagonista l’italiana Piana Rotaliana, il “giardino vitato d’Europa”, che pur non avendo il riconoscimento Unesco condivide con i primi tre territori la viticoltura quale elemento fondamentale del paesaggio.
Come sottolinea Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato, «la Douja d’Or è un appuntamento che racconta molto bene la capacità del nostro territorio di trasformare il vino in un’esperienza. Il vino è certamente una grande eccellenza produttiva, ma per chi arriva da fuori è anche una porta d’ingresso per conoscere paesaggi, borghi, cultura, gastronomia e persone. In un momento in cui il settore è chiamato a confrontarsi con nuovi consumatori, nuovi linguaggi e mercati in continua evoluzione, occasioni come la Douja diventano ancora più importanti: sono spazi nei quali raccontare la qualità del nostro vino, creare una relazione con i visitatori e avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla cultura del bere consapevole e alla conoscenza dei nostri territori».
Per maggiori informazioni: https://www.doujador.it