EDITORIAL

Sport, stile, sapori: i must della Val Pusteria

Uno chef creativo che lavora da solo in cucina. Un hotel centenario rinnovato con gusto. Una rassegna di concerti in un palazzo asburgico. Montagne splendide e sempre più green, dove l’acqua per l’innevamento è pura e torna all’ambiente. Ecco un gioiello dell’Alto Adige

Le Dolomiti di Sesto viste dal comprensorio 3 Zinnen. ©ElenaBianco

La Val Pusteria negli ultimi tempi è stata citata dai media di tutto il mondo come terra del campione di tennis Jannik Sinner, nato a San Candido e cresciuto a Sesto Pusteria. Ma San Candido e Dobbiaco – le località più note di questa valle altoatesina – sono nel cuore di tanti da ben prima, per numerose ragioni. Anzitutto per gli sport invernali in tutte le loro varianti. Il comprensorio “3 Cime/3 Zinnen Dolomiti” (riferito alle Tre Cime di Lavaredo) ha 115 km di piste da discesa, e nella stagione 2024/25 si amplierà in senso internazionale collegandosi a Sillian in Austria: arriverà così a 160 km di piste. C’è poi il paradiso dello sci di fondo, che comprende la famosa Nordic Arena di Dobbiaco e oltre 200 km di piste per i fondisti. Non si contano, poi, i percorsi per le ciaspole nei boschi, le piste da slittino, e i sentieri per tutte le stagioni, come quello pianeggiante che conduce al Lago di Dobbiaco, ottima occasione per un piacevole forest bathing.
Tutto, in Val Pusteria, è all’insegna di una ormai consolidata politica green: impianti di risalita alimentati con energie rinnovabili, acqua pura per l’innevamento e restituita all’ambiente dopo il disgelo, comprensorio sciistico raggiungibile via treno, più varie certificazioni internazionali a comprovare  le scelte ambientaliste. Ma Val Pusteria significa anche cultura: è imperdibile la Collegiata di San Candido, chiesa del XII secolo che costituisce il più importante edificio romanico delle Alpi orientali. E sempre affascinante è la stagione dei concerti a Dobbiaco, incentrata sulla musica di Gustav Mahler, che amava molto questa valle e compose qui due sinfonie e il celebre Lied von der Erde, il Canto della Terra.

Ristorante Tilia in mezzo alla neve a Dobbiaco . ©Elena Bianco
Il ristorante Tilia di Chris Oberhammer, in mezzo alla neve a Dobbiaco. ©ElenaBianco

La stagione dei concerti a Dobbiaco si tiene nell’imponente Grand Hotel asburgico, oggi Centro Culturale della cittadina. Mentre l’ex caffetteria del Grand Hotel è stata trasformata in un gioiello brillante dalle pareti di cristallo: è Tilia (nome latino del Tiglio), il ristorante di Chris Oberhammer, chef di grande personalità che in cucina non vuole nessuno: «avere collaboratori da istruire mi disturberebbe, preparare i miei piatti da solo mi risulta più facile perché posso anche improvvisare». Perfezionista nelle sue creazioni mai banali – nei sapori come nelle presentazioni – chef Oberhammer lavora per pochi: il Tilia ha solo quattro tavoli, ovviamente da prenotare. Dirige le danze in sala Anita Mancini, maître, sommelier di vini e di acque, moglie di Chris, nonché padrona di casa di squisita gentilezza.
La cucina di Oberhammer si genera da sé mentre prepara i piatti, come fa un jazzista quando improvvisa: per questo non esiste un menù. Dipende da cosa lo chef troverà quel giorno dagli agricoltori e allevatori dell’Alto Adige con cui collabora e si confronta per ottenere prodotti che davvero esprimano la sua terra. Ma dipende anche dall’estro e dal palato del momento, e dalla sua capacità di mixare i sapori di montagna con prodotti cosiddetti “alloctoni”. Ecco allora che un ricco caviale Beluga o una marina ricciola si fondono col caprino di montagna e il cavolo cappuccio rosso: non un piatto a km 0 ma comunque un “unicum”, perché concilia i diversi e sembra fatto “qui e ora” per quel singolo commensale. E spesso lo è.

La piscina nella Spa del Post Hotel di San Candido. ©Alex Filz
La piscina nella Spa del Post Hotel – Tradition & Lifestyle di San Candido. ©Alex Filz

Quella stessa ispirazione così pusterese – rinnovarsi e aprirsi al mondo mantenendo ben salde le proprie radici – si evidenzia nella storia quasi centenaria del Post Hotel – Tradition & Lifestyle di San Candido. Tutto iniziò nel 1926 quando nonno Wachtler aprì una pensione nel centro della cittadina; da allora la famiglia Wachtler ha assicurato la continuità ma ha anche rinnovato più volte l’albergo, sia nel decor sia nel concept. Quasi un secolo dopo, il Post Hotel – Tradition & Lifestyle si presenta come un elegante boutique hotel con suite di design e vocazione “adults only” (ragazzi a partire dai 14 anni). L’intento è offrire agli ospiti una piena tranquillità, agevolata dal Secret Garden nonché dall’ isola pedonale che circonda la struttura. Il relax è assicurato pure dall’appena ridisegnata Spa con piscina, nuove aree benessere e sala fitness. Non a caso l’hotel oltre al romantico target di coppia punta anche sulla formula workation attiva. La formula contempla varie agevolazioni per chi desidera lavorare qualche giorno circondato da quiete e bellezze naturali ma anche (perché no?) farsi una sciata approfittando dei vicini impianti di risalita. Quanto al pubblico delle famiglie con bambini, a loro è riservato il Post Alpina – Family Mountain Chalets.

Una suite del Post Hotel - Tradition & Lifestyle di San Candido.
Una suite del Post Hotel – Tradition & Lifestyle di San Candido. ©Alex Filz