HOSPITALITY

Si viaggia per stare bene

A Synergy, il convegno dedicato ai retreat, il dibattito sul wellness supera il concetto di spa con viaggi di consapevolezza ed esperienze olistiche. Appuntamento in Croazia nel 2026

Momenti di Synergy The Retreat Show. Foto courtesy dell'evento.
A sinistra workshop vocale, sopra bagno rigenerante nell'acqua ghiacciata

Non si contano ormai le fiere e conferenze sul turismo. Dopo le intramontabili Iltm e Pure, ne sono nate tante – Duco, Do Not Disturb, True, eccetera, tutte in edizioni qui quo qua. Più o meno si basano sulla più semplice regola del mercato: da una parte gli espositori – in questo caso albergatori, territori, fornitori di servizi turistici – dall’altra gli ambitissimi buyer, a caccia di nuove destinazioni per i loro clienti, i viaggiatori di tutto il mondo. Vale anche per i giornalisti del settore, interessati a scoprire nuove realtà, e molto ambiti dalle piccole proprietà per un po’ di visibilità.

Insomma orientarsi e scegliere dove andare è diventato impegnativo. Dopo averle viste più o meno tutte, mi sono lasciata trasportare dall’intuito accettando, un po’ a occhi chiusi, l’invito a Synergy, il primo travel show dedicato ai retreat e ai viaggi di benessere, fondato da un’italiana: Laura Montesanti.

Devo riconoscere che l’intuito spesso ci azzecca. Sono arrivata all’evento a Pula, vicino a Cagliari, a digiuno di informazioni (mea culpa), la sera tardi, in tempo per festa di apertura sulla spiaggia. C’erano persone che dipingevano su una tela collettiva, altre che guardavano la luna piena sul mare, altre che ascoltavano il concerto di pianoforte. Atmosfera hippy, a piedi scalzi, serenità diffusa. Si stava bene, proprio quel concetto che la fiera era preposta a raccontare. Il giorno dopo, al sole sardo che non ti abbandona in nessuna stagione, sono iniziati i lavori con appuntamenti one to one, conferenze, workshop con lo scopo di spiegare come stare bene deve essere sempre il primo impegno verso noi stessi e di conseguenza gli altri.

Il Meditation Tree con i pensieri per guidare la meditazione. Foto courtesy dell’evento.

I retreat sono infatti una formula di viaggio di tendenza, che va al passo con la sempre maggior attenzione dei viaggiatori per il proprio benessere. Il viaggio è un’occasione per coltivare una passione, per mettersi alla prova e superare i propri limiti. In quest’ottica, crescono le proposte di esperienze trasformative, rigenerative e olistiche, che uniscono la scoperta di una destinazione alla scoperta di sé stessi. E le previsioni parlano chiaro: con un numero sempre maggiore di viaggiatori che mette al primo posto il proprio benessere, non stupisce la previsione secondo la quale l’industria globale del wellness raggiungerà un valore di circa 1,35 trilioni di dollari entro il 2028. Ciò che prima era un’aggiunta facoltativa e frivola alla vacanza è diventato uno dei principali motori della spesa turistica, se sempre più persone cercano esperienze che nutrano mente, corpo e spirito.

Le spa hanno conquistato il mercato, e raggiunto livelli molto alti di programmi, strumenti e terapisti. Piscina, zone umide e trattamenti sono il minimo comune denominatore dell’alta ospitalità moderna, ma i retreat rappresentano un ulteriore approfondimento. Sono un’esperienze intenzionali di pausa dal mondo esterno, progettate per ritrovare equilibrio, benessere e consapevolezza — un viaggio verso la propria versione più centrata. Non è la semplice vacanza, ma un viaggio con uno scopo interiore, dedicato al benessere, alla consapevolezza, alla crescita personale o spirituale. E di solito si svolge in luoghi immersi nella natura, con un programma di attività che dura più giorni e con la guida di istruttori, terapeuti, coach, insegnanti che accompagnano nel percorso.

La passeggiata per vedere l'alba nella campagna intorno al Resort Is Molas.
Dipinto collettivo alla festa di apertura di Synergy The Retreat Show. Foto courtesy dell'evento.

Ecco a Synergy hanno riunito strutture e retreat leader (gli specialisti che conducono i ritiri) straordinari, con i quali ogni incontro è stato una sorta di seduta dimostrativa di quello che potrebbe succedere seguendoli in qualche angolo delizioso del mondo. Ho parlato con persone illuminate, come Joao che combina cammino, natura e mentorship i suoi cammini epici, e Kornelia che usa la quarzite d’argento del giacimento nella minuscola e sperduta valle dove vive. Monica che usa la voce come strumento esistenziale, mentre Nessy, che ha espiato la sua storia di emigrazione con il canto, ora insegna a usarlo come strumento di conoscenza interiore. Dall’altra parte c’erano alberghi nati in modo estemporaneo o seguendo un sogno o un’idea strampalata che poi si è dimostrata giusta, come il visionari Marcello Murzilli che più di dieci anni fa aveva capito il potenziale di viaggiare da soli e dei retreat: «Ora finalmente, lo hanno capito tutti e l’Eremito funziona bene», dice. C’è anche chi lavora con gli ospedali proponendo una riabilitazione olistica, chi crea programmi di rigenerazione profonda nel Pelopponeso, che possono davvero cambiare la vita, e chi invita i suoi dipendenti a provare i percorsi di benessere in prima persona. Tra bagni nel ghiaccio, passeggiate all’alba, lezioni di yoga, tre giorni sono volati.

Il prossimo appuntamento con Synergy The Retreat Show è in Croazia dal 29 settembre al 2 ottobre 2026.