Italy

Drogheria Scubla 1921: sussurri di spezie e tempo

A Cividale, dopo 43 anni, la serranda dello storico negozio si è rialzata.
E questa volta, dietro, non c’è soltanto il passato

Quarantatré anni sono tanti: per cambiare una città, far sparire mestieri, trasformare le abitudini e lasciare che un negozio diventi memoria. Non abbastanza, però, per cancellare l’odore del caffè tostato diventato caratteristico di una bottega. A Cividale del Friuli, in Corso Mazzini, quel profumo è infatti rimasto intrappolato nelle pareti, traccia olfattiva ostinata di un passato ancora vivo.

L’esterno della drogheria Scubla 1921 di Cividale del Friuli.

Ed è proprio da lì, da questa suggestione, che riparte la storia della Drogheria Scubla 1921, tornata a vivere negli stessi ambienti originari grazie a Enrico Coser, vignaiolo della cantina Ronco dei Tassi di Cormòns. Drogheria Scubla 1921 non è e non vuole essere una rievocazione e nemmeno un negozio trasformato in museo, ancorché all’interno ci siano ancora  il macinacaffè color rubino, i legni e i barattoli di una volta. È piuttosto un luogo che prova a fare una cosa più difficile: prendere la memoria sul serio e riproporla in veste contemporanea.

Particolari al bancone della drogheria Scubla 1921.

Il passato rimesso in funzione

La storia di questo negozio comincia nel 1880, quando in questo spazi c’era la Torrefazione Moschioni. Nel 1921 arrivò l’insegna Scubla e, per decenni, la bottega fu uno dei punti di riferimento della città. Poi la serranda si abbassò. Per 43 anni. Il tempo, però, non ha avuto la meglio sugli interni. Sono rimasti tali la bottega, il retrobottega e una cantina sotterranea così interessante da essere stata inserita in passato tra le tappe delle Giornate FAI.

Gli scaffali con le spezie di drogheria Scubla a Cividale.

Legni, scaffali, barattoli: la disposizione degli arredi e degli oggetti conserva la familiarità teatrale delle drogherie di una volta. A Drogheria Scubla 1921 ci sono 130 spezie, tra sali, pepi, peperoncini e miscele; quaranta tè; conserve, oli, aceti, mieli, composte, cioccolato. E soprattutto c’è il caffè, che qui non è semplicemente uno dei prodotti in vendita, ma il fil rouge della storia del luogo. Le miscele di Brasile, Colombia ed Etiopia sono prodotte dalla Torrefazione Goriziana e macinate nella vecchia macchina color rubino, tornata nuovamente al lavoro. Il passato, insomma, è stato rimesso in funzione.

La seconda vita della drogheria

Drogheria Scubla 1921 è in qualche modo, l’indirizzo del pizzicagnolo del nuovo millennio. Dietro il bancone c’è la regia di Federica Comentale, sommelier con un percorso nell’alta ristorazione, maturato in luoghi come Hiša Franko, Alchemist e La Subida. Federica accompagna chi entra tra gli scaffali con la stessa attenzione con cui un tempo costruiva abbinamenti e carte dei vini. In dispensa si trovano sardine portoghesi, giardiniere lavorate con il fresco, sottoli e conserve, salumi e formaggi del territorio.

I contenitori originali di drogheria Scubla 1921 in centro a Cividale.

Il banco cambia con le stagioni e accoglie anche le affinature firmate La Casera di Eros Buratti, tra i nomi italiani di riferimento nel mondo delle affinature. E poi i vini: friulani, italiani, internazionali. La spesa può cominciare con un formaggio e finire dall’altra parte del mondo. Accanto alle selezioni più ricercate convivono anche prodotti artigianali dai prezzi accessibili. Perché l’idea di Enrico Coser non era costruire un tempio dell’eccezionale, bensì riportare nel centro di Cividale una bottega in cui entrare anche semplicemente per fare la spesa. In un’epoca in cui i negozi di prossimità hanno progressivamente lasciato spazio ad altre forme di acquisto, Scubla 1921 recupera i valori dimenticati: chiedere, farsi consigliare, assaggiare con gli occhi prima ancora che con il palato. E così, la vecchia drogheria, è tornata a riavere un futuro con una sensibilità nuova:  tempo, curiosità e il piacere di una conversazione.