GOURMET

Il giovane Rosso

Red Montalcino è il primo evento dedicato a un vino più «semplice”, alternativa beverina al famoso Brunello, con 40 anni di storia

Il borgo di Montalcino, in Val d’Orcia. Su questa collina nascono il famoso Brunello e il Rosso, pronto in un anno. @iStock | Foto di istock

Dici Montalcino e ti viene in mente il Brunello, uno dei vini più pregiati e rinomati d’Italia. Ma le colline di quest’angolo di Toscana sono anche il terroir del Rosso di Montalcino, un’altra doc che, a 40 anni dalla sua nascita nel 1982, è matura per proporsi come alternativa più giovane e accessibile sia dal punto di vista economico che enologico.

A tal scopo, l’11 giugno 2022 è stata organizzata la prima edizione di Red Montalcino, evento voluto dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino con una tavola rotonda sulle sue potenzialità, due master class tecniche e un’esposizione di 75 produttori che hanno portato in degustazione le loro migliori annate.

La cena di gala conclusiva è stata realizzata in collaborazione con Food for Soul, l’organizzazione no profit fondata da Massimo e Lara Bottura per sensibilizzare alla riduzione degli sprechi alimentari e sostenere l’inclusione sociale. In armonia con i princìpi del progetto, la cena è stata preparata con ingredienti di scarto come pane raffermo e bucce di verdure, e le eccedenze sono state donate ad associazioni ecclesiastiche e di carità.

Come il Rosso supporta il Brunello

Come spiega Gabriele Gorelli, primo e unico Master of Wine italiano: «Il Brunello arriva a ottobre e ora di aprile è già esaurito. Il resto dell’anno Montalcino sparisce dalle enoteche, dalle tavole, dalle carte. Grazie al Rosso invece può essere presente tutto l’anno. Non solo questo vino ha durata maggiore nell’arco dell’anno, ma è un vin de plaisir contemporaneo che mette d’accordo i consumatori inesperti e i grandi appassionati».

«In un certo senso, il Rosso di Montalcino unisce l’utile al dilettevole, perché da un lato rappresenta un’evoluzione del territorio, dall’altro garantisce una bevibilità mai scontata né banale, apprezzata da tutti». E continua «Il Rosso di Montalcino è un vino dalla grande variabilità anche nel breve raggio: ogni produttore ha messo a punto uno proprio stile “Maison”, che garantisce alle etichette identità specifiche e caratteristiche ricorrenti».

Pronto in un anno, invece di cinque

All’inizio del Novecento a Montalcino vivevano 50 mila persone (oggi sono poco più di 5600), e 16 famiglie da sole possedevano 10 mila ettari di terra, quasi la metà del totale, curati da famiglie contadine. Terminata la mezzadria, i nuovi piccoli proprietari non potevano permettersi di aspettare troppo prima di monetizzare investimenti e lavoro. Perciò il Rosso, pronto in un anno invece dei cinque necessari per il Brunello, è stato un motore di rilancio per l’economia locale negli anni Cinquanta. E rappresenta un unicum nel panorama enologico essendo nato in un momento in cui la normativa europea non permetteva di ottenere due denominazioni dallo stesso territorio e della stessa varietà.

Il riconoscimento della doc ha aiutato a dare al vino maggior peso specifico, e oggi il Rosso riscuote successo anche all’estero, come confermano le vendite degli ultimi anni, con un potenziale di crescita incoraggiante. Ogni anno si producono 4-4,5 milioni di bottiglie di Rosso destinate a Italia, USA e Canada con prezzi in costante crescita.