Ora che a Venezia si è acceso l’albero di Natale per l’Avvento, il ristorante Local guidato dallo chef Salvatore Sodano – confermato anche per il 2026 con una stella Michelin come il Quadri di Alajmo, Oro Restaurant, Wistèria e la new entry ai Agli Amici Dopolavoro dello chef udinese Emanuele Scarello e il due stelle Glam di Donato Ascani – ha festeggiato il decimo anniversario nella città lagunare. Il nome – Local – è una dichiarazione d’amore e di intenti: esprimere e far conoscere la vera essenza veneziana attraverso una cucina contemporanea che attinge dalla laguna e ammicca al mondo. Al ristorante Local ogni dettaglio, dal pavimento in terrazzo veneziano con inserti di murrine di Murano, fino al logo e all’ambientazione raffinata, racconta un’estetica coerente e profondamente legata alla città anfibia per definizione.

Cucina come percorso artistico
Al ristorante Local, il pasto non è solo degustazione: è narrazione per definizione. Ogni piatto, infatti, viene presentato con una piccola business card, poggiata su un minuscolo leggìo in legno posizionato davanti, che lo descrive sinteticamente. A fine degustazione, questi cartoncini formano una piccola collezione che immortala l’esperienza vissuta in sequenza, come un diario gastronomico da portare via per ricordo.
Il menù può essere di 7 o 9 portate. Si parte con una pagnotta artigianale a base di farro, segale e lievito madre da intingere nell’olio extravergine d’oliva per fare scarpetta, per poi passare ai tradizionali cicchetti veneziani, proposti come entrée.
Tra i primi piatti spiccano le eliche con carciofi, rognoni ed erbe amare, realizzate con le celebri castraure di Sant’Erasmo, tipologia di carciofi che crescono solo nella laguna veneta. Tra i secondi troviamo la lingua con ricci di mare e cavolo rapa, ispirata a un antico ricettario veneziano; ma c’è anche il pescato del giorno, sottoposto a una frollatura che ne esalta sapore e consistenza. I formaggi provengono da piccoli produttori selezionati, come quelli scoperti da Sandro, amico della titolare Benedetta Fullin, che percorre l’Italia alla ricerca di eccellenze casearie.
Vino e infusi: doppio abbinamento sensoriale
A rendere unica l’esperienza al ristorante Local è anche il pairing proposto dal maître sommelier Manuel Trevisan, che accompagna ogni piatto non solo con il vino, ma anche con infusi caldi e analcolici scelti dal tea sommelier Matteo Canu. Ogni bevanda è studiata per replicare o esaltare le note aromatiche del piatto, offrendo un’alternativa raffinata e sorprendente.
La stagionalità è la bussola in cucina, e non mancano fermentazioni e tecniche innovative che rispettano le materie prime, senza mai snaturarle ma anzi esaltandole. Lo chef Sodano, di origini campane e con un percorso internazionale nel proprio curriculum, affiancato dal sous chef Davide Cauz, porta in tavola una cucina che unisce rigore tecnico e spirito intuitivo, memoria del territorio e apertura verso contaminazioni globali.
Divertissement finale con mini coni gelato
Quando sembra che l’esperienza abbia toccato il suo apice, ecco il colpo di scena: il carrello dei formaggi, seguito da quello dei distillati Capovilla e… i coni gelato. Sì, ogni ospite può guarnire da sé il proprio dessert, con un gesto giocoso e spontaneo che chiude il pasto con leggerezza.
Il saluto finale? Un bigliettino con stampato “Grazie mille”, riportante le firme di tutti i membri del team, dallo chef, ai cuochi di brigata, fino al personale di sala. Un cadeau semplice, eppure pieno di significato, che lascia un ricordo tangibile della serata: il gusto diventa memoria, e la memoria catalogata come bellezza.