Provare per voi

Considerazioni su come scegliamo notizie e suggerimenti per i nostri lettori. Ci vogliono grande responsabilità e un po’ di leggerezza

Sara Magro, foto di Francesca Romano

La fortuna ha voluto che il meteo fosse quasi estivo, la compagnia (un terno al lotto, come sempre) piacevole, il Verdura Golf & Spa Resort, una guida bella e straordinariamente educata, gentile, elegante, very British nonostante le origini al 100% italiane. A Irene Forte, stagista nell’hotel siciliano della collezione di papà (Sir Rocco Forte), è toccato in sorte (poveretta!) di accompagnare cinque giornalisti non troppo facili, chi per provenienza, chi per aspirazioni future, chi per passato indigesto. Eppure fin dal primo incontro, lei non sembra preoccupata, accetta i naturali pettegolezzi sul Royal Wedding, rivelando con garbo che le imputate in questione (le figlie di Andrew) sono sue amiche, due ragazze simpatiche e alla mano; non come il principe Harry, un conoscente più che un amico, che è un tipo poco affidabile; anche su Pippa conferma i gossip della stampa internazionale: anche nell’upper class londinese è  considerata un’arrampicatrice sociale senza scrupoli. Su Filippa Middleton, la più chiacchierata della cerimonia, cade il silenzio. A qualcuno è crollato un mito: quel ventre piatto sotto le pieghe canoviane dell’abito bianco ha perso in un attimo molto del suo fascino. Lei sorride e noi rimediamo: «Dopotutto sono solo dei ragazzi, frequentano i campus e fanno fatica a entrare nel copione rappresentativo della monarchia».

Irene è sportiva, studia letteratura francese e italiana, parla (almeno) tre lingue, ama Parigi, porta con la stessa grazia tacchi 12 o mocassini rasoterra, e qualunque cosa indossi è perfetta. La soprannominiamo Principessa, ed è per due giorni a nostra disposizione, le possiamo chiedere qualunque cosa. Conosce ogni angolo del resort, ci vive da un paio di mesi per farsi le ossa nell’hôtellerie prima di entrare a pieno titolo nel management, e non sgarra su orari e doveri. Con noi è puntuale, ci accompagna per suite, piscine e spa alla guida del caddy. Il posto è bellissimo e con il sole, ancora di più. Difficile trovare difetti.

Siamo un Velvet, un vanityfair.it, un Luxury 24, un Giornale, thetravelnews.it e due brave Pr. Siamo in missione per i nostri lettori, per verificare se un luogo merita viaggio e spesa. Tutti credono che il nostro sia un lavoro privilegiato, lo è, ma parzialmente. Per fare un buon servizio, bisogna adottare criteri di oggettività (per quanto possibile) e non osannare tutto solo perché si ha il privilegio di essere ospite, e che ospite! Infatti, quando è ora di criticare, la penna si scioglie pensando a chi si è fatto in quattro per farti apprezzare un posto costruito con passione e fatica. Dopo più di dieci anni che faccio questo mestiere, sono arrivata alla conclusione che non ci sono luoghi perfetti, nemmeno nella categoria extra lusso: la sabbia importata, il wallpaper esagerato, troppa enfasi a una cucina buona ma non eccezionale. Poi mi fermo, mentre la penna comincia a sfoderare l’artiglio di inchiostro, mi rendo conto che l’eccezionale non è la dimensione umana, né necessariamente la sua aspirazione. Penso che a furia di dire, toccare, assaggiare, si rischia di diventare maniaci della perfezione e si perde di vista l’obiettivo, cioè stare bene (e non all’erta). Ci sono hotel, resort, spa, cucine, piscine ben fatti, con studio, rispettosi del territorio, inseriti in un contesto piacevole, con un giusto rapporto qualità/prezzo, senza entrare troppo nei dettagli. Il nostro compito è assicurare, con onestà ed esperienza, che ci sono tutti i presupposti per una bella vacanza. Tempo, compagnia, umore e altre variabili permettendo.

Sara Magro