Italy

La Primavera degli 80 anni

I nuovi modelli della mitica Vespa Piaggio innovano tecnologia, frenata e tecnologia senza alterare l’estetica

Nata con il brevetto di Piaggio il 23 aprile 1946, la Vespa, compagna di scampagnate e avventure da generazioni, compie ottant’anni e li celebra con due modelli storici rivisitati – Primavera e Sprint S – che tornano con modifiche su dettagli, uso quotidiano e tecnologia, senza cambiarne lo stile originale.

Le novità partono dall’estetica con cerchi da 12 pollici con disegno a cinque razze sdoppiate, mentre sulla Sprint S compare una griglia laterale a cinque feritoie che richiama modelli più sportivi. La cresta sul parafango della Primavera è più sottile, la “cravatta” sullo scudo è stata ridisegnata e la sella ha un rivestimento diverso. Torna il gancio sotto il manubrio, comodo per appendere borse, sacchi e altri contenitori.

L’intervento più concreto riguarda però la frenata. Per la prima volta sulle small body 125 e 150 arriva il doppio freno a disco: anche al posteriore, al posto del tamburo, con Abs di serie. Un aggiornamento che incide sulla gestione del mezzo più di qualsiasi modifica estetica.

Sul fronte tecnologia debutta il sistema senza chiave, utile anche per individuare il veicolo nei parcheggi. Nuovo anche il cruscotto: linee classiche, ma display Full Lcd. Con Vespa Mia si integrano telefono, musica e navigazione. La versione Primavera Tech mantiene invece il display Tft a colori.

La gamma resta doppia: motori termici da 50, 125 e 150 cc e versioni elettriche, con batterie estraibili per i modelli ciclomotore.

Più che un cambio di rotta, un aggiornamento mirato: Vespa lavora su ciò che serve, senza rinunciare alla sagoma storica.