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A San Valentino regala un albero

Piantate e coltivate dai contadini che vivono in Africa, America Latina e Asia, le specie vegetali acquistabili sulla piattaforma Treedom contribuiscono alla salvaguardia del pianeta e al benessere delle comunità locali

foto Treedom

«La relazione fra uomini e piante è un tema impegnativo: riguarda qualcosa la cui vera essenza sfugge alla gran parte di noi, nonostante sia così semplice da poterla descrivere con una sola parola: dipendenza. La vita animale dipende da quella vegetale. Senza le piante l’intera vita animale sarebbe impossibile. (…) Passiamo il nostro tempo davanti allo schermo di un computer da pochi decenni e dentro stanze illuminate dalla luce elettrica da 3-4 generazioni, ma prima siamo stati agricoltori per circa 500 generazioni, e per qualcosa come 20.000 generazioni cacciatori-raccoglitori intimamente connessi al mondo naturale e, quindi, alle piante che ne rappresentano la quasi totalità. (…) In realtà, benché la nostra sia una storia di relazione con le piante, intenti a immaginarci come una specie ormai posta al di fuori e, ovviamente, sopra alla natura, le abbiamo cancellate dal nostro orizzonte, diventando ciechi di fronte a questo mondo da cui dipendiamo».

Piante di mangrovia – foto Treedom

Sarebbe opportuno fermarci un attimo a riflettere sulle parole scritte da Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale dell’Università degli studi di Firenze, nel suo ultimo e istruttivo libro Fitopolis, la città vivente (Editori Laterza). Non c’è, infatti, alcun dubbio che, come la scienza ha ormai ampiamente dimostrato, le piante fanno bene al mondo e da loro dipendono le possibilità di sopravvivenza delle generazioni future. Basti pensare, per esempio, che gli alberi sono in grado di raffreddare l’ambiente, effetto che in un periodo di riscaldamento globale non è affatto secondario, e contribuiscono alla pulizia dell’aria assorbendo diversi agenti inquinanti. Per questo motivo sono importanti iniziative come quella voluta dall’azienda italiana Treedom che realizza progetti agroforestali, piantando alberi – curati in prima persona da contadini locali, tra Africa, America Latina e Asia – con l’obiettivo di innescare un miglioramento ambientale e sociale all’interno delle comunità con le quali collabora in tutto il mondo.
In occasione di San Valentino, Treedom invita a sorprendere le persone amate regalando loro un albero che, proprio come gli affetti più cari, richiede cura, pazienza e attenzione costanti per crescere bene. Proprio per simboleggiare l’importanza del legame a due, per la festa degli innamorati l’azienda ha pensato a coppie di alberi che si possono scegliere attraverso la piattaforma treedom.net: mangrovia e mangrovia, banano e caffè, arancio e leucena che verranno coltivate dai contadini delle comunità locali di Treedom nel mondo. In questo modo sarà possibile rendere omaggio all’amore scoprendo al contempo l’impatto positivo e virtuoso che Treedom è stata concretamente in grado di innestare. Un esempio per tutti?  Le storie di alcuni dei contadini coinvolti in Tanzania, Paese dove Treedom ha costruito il suo primo vivaio: il cuore pulsante dei progetti, dove avviene la produzione di piantine di alta qualità e dove si realizza il fondamentale processo di trasferimento di competenze alle comunità locali, per esempio le persone delle quali parleremo tra qualche riga.

Una piantina di mangrovia - foto Treedom
Una piantina di mangrovia – foto Treedom

Per quel che riguarda la prima coppia, ovvero la foresta a mangrovia, si tratta di un ecosistema tropicale che offre rifugio, cibo e luogo di riproduzione a numerose specie animali. Uno dei mangrovieti di Treedom si trova appunto in Tanzania, nella località di Mtimbwani, dove Amanzi insieme alla sua famiglia allargata si dedica con passione a proteggere e preservare le numerose specie floristiche e faunistiche che ne fanno parte. Grazie ai progetti sviluppati dall’azienda italiana, il mangrovieto – che ospita ben 46.000 esemplari piantati grazie alle adesioni – è diventato un luogo ideale per l’allevamento dei pesci, importante fonte di guadagno non solo per Amanzi, ma per tutta la comunità di pescatori locale.

Germana, contadina del villaggio di Kikelelwa, ai piedi del Kilimangiaro – foto Treedom

Anche banano e caffè sono una coppia vincente. Il primo, che può crescere fino a un’altezza di 7 metri, con le sue grandi foglie protegge le piante più piccole dall’eccessiva esposizione solare: una su tutte il caffè, specie dai cui semi si ricava l’omonima bevanda, che per svilupparsi ha appunto bisogno d’ombra. Spinta dallo stesso senso di cura e protezione che lega il banano al caffè, Germana ha chiesto con grande determinazione e conoscenza di partecipare al progetto del primo vivaio di queste piante creato da Treedom nel villaggio di Kikelelwa, ai piedi del Kilimangiaro. Germana è consapevole che i frutti del suo lavoro contribuiranno a sostenere l’istruzione di sua nipote riservandole, quindi, un futuro migliore.

Shirima e la sua famiglia – foto Treedom

Per concludere, l’ultima coppia è composta dall’arancio, un sempreverde che produce succosi frutti e piccoli fiori bianchi e verdi molto profumati, che spesso cresce proprio al fianco della leucena, pianta azotofissatrice, che arricchisce il terreno e permette agli altri alberi vicini di vivere rigogliosi. 
Così come queste due specie vegetali prosperano fianco a fianco, anche Shirima e la sua famiglia crescono insieme e collaborano ai progetti Treedom in Tanzania, nel villaggio di Kikelelwa, dove sono attivamente coinvolti e grazie ai quali hanno la possibilità di guadagnare soldi dalla vendita dei frutti e affrontare la vita di tutti i giorni con più tranquillità.
Ciascuna coppia di alberi potrà essere accompagnata da un messaggio personalizzato da dedicare alla persona amata e, attraverso la piattaforma, sarà poi possibile ricevere aggiornamenti sul progetto e dai luoghi in cui questo si realizza.

www.treedom.net