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Paradiso Dahlak

Un libro da sfogliare per vedere l’arcipelago del Mar Rosso con due guide d’eccezione Giuseppe De Marchi, Giampaolo Montesanto e Guido Traverso

Un libro da sfogliare per vedere l’arcipelago del Mar Rosso con due guide d’eccezione Giuseppe De Marchi, Giampaolo Montesanto e Guido Traverso


di Luciano De Angelis (fondatore di A.S.P.E. – Associazione di Solidarietà con il Popolo Eritreo)

L’Eritrea e Genova, un binomio inscindibile, uno stretto legame che parte da lontano, dalla seconda metà dell’800, e che ha determinato la nascita del Paese sul Mar Rosso così come si è evoluto negli ultimi 150 anni.

Forse non è un caso che simbolicamente si riannodi questo filo che unisce la Liguria all’Eritrea anche con un libro pubblicato a Genova. Un’opera bella da sfogliare, perché si è immediatamente rapiti da immagini straordinarie, e da leggere, perché racconta il meraviglioso e sconosciuto arcipelago delle Dahlak, la “regione delle perle” studiata dal naturalista genovese Arturo Issel nel 1870; un arcipelago situato al largo di Massawa, la “perla del Mare Rosso” di antica memoria.

Giuseppe De Marchi, Giampaolo Montesanto e Guido Traverso hanno svolto un accurato e approfondito lavoro di esplorazione e di ricerca sulle isole Dahlak e sul mare che le circonda, prendendo in esame tutte le peculiarità dell’arcipelago, un monumento naturale alla biodiversità per le innumerevoli specie vegetali e animali che lo abitano. Come scrivono gli autori, le Dahlak si trovano in un invidiabile stato di conservazione, ma in un delicato equilibrio più volte insidiato dalla sete di conquista e oggi, per la loro posizione lungo la via del petrolio, nuovamente minacciate da un modello di sviluppo non interessato alla conservazione dei “Beni dell’Umanità”.

Il libro non deve essere letto come una mera guida turistica per un turismo assai improbabile, almeno per come questo termine viene inteso oggi. Infatti, su queste isole non esistono ancora, fortunatamente, villaggi turistici né alcuna di quelle comodità che ci paiono indispensabili. Non c’è luce elettrica, l’acqua dei pochi pozzi scarseggia e il clima è quasi sempre torrido. C’è però il mare, uno dei più belli e incontaminati del mondo, ci sono pochi villaggi di pescatori, un paesaggio desertico e, la notte, una volta celeste incombente.

Quindi, per consentire un approccio più consapevole, al viaggiatore (non al turista) che decidesse di intraprendere questa avventura, mi sembra utile proporre qualche riferimento storico su questo Paese. Forse non tutti sanno che lo Stato dell’Eritrea è il frutto della dominazione italiana all’epoca delle colonie. La colonia, così detta “primogenita”, fu fondata dagli italiani nel gennaio 1890 e le venne dato il nome di Eritrea che, secondo l’etimologia dal greco antico, significa “Terra del Mare Rosso”. L’avventura coloniale italiana ebbe inizio proprio a Genova. Poco dopo l’apertura del Canale di Suez, nel 1869, da Genova salpò la nave “Africa” dell’armatore Raffaele Rubattino alla volta della baia di Assab per prendere possesso del primo lembo di territorio in terra straniera, acquistato per suo conto dal frate-esploratore genovese Giuseppe Sapeto. Certamente, è stata un’avventura fatta di molte ombre (spesso ignorate anche da alcuni studiosi), specie quando Mussolini decise di invadere l’Etiopia facendo uso di gas e ordinando fucilazioni di massa per costruire nel 1936 l’impero dell’ A.O.I., Africa Orientale Italiana (Somalia, Eritrea, Etiopia). Ma le decine di migliaia di famiglie italiane emigrate in Eritrea hanno lasciato, comunque, tracce profonde. Esiste dunque un legame antico tra i due Paesi e, nonostante le disavventure coloniali, l’Italia resta ancora un punto di riferimento culturale anche per quelle generazioni che non hanno vissuto e subito la dominazione italiana.

Spero che queste righe possano far nascere a chi intendesse recarsi alle isole Dahlak la voglia di visitare e di conoscere meglio anche il resto del Paese: riceverà in cambio emozioni indelebili e potrà percorrere e scoprire un pezzo di storia rimossa che in parte ci appartiene.

Isole Dahlak Un arcipelago del Mar Rosso eritreo
di Giuseppe De Marchi, Giampaolo Montesanto, Guido Traverso
Erga Edizioni, Genova, maggio 2013, pag. 240, 18 euro