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Paca scrive un nuovo capitolo nel fine dining

Da Prato alle vigne di Carmignano, lo chef Niccolò Palumbo firma una cucina che valorizza territorio, ospitalità e filiera locale

Da settembre il ristorante Paca 1 stella Michelin, aperto a Prato nel 2019, si trasferisce tra le vigne di Carmignano, in Tenuta Ceri dove lo chef firmerà l’esperienza fine dining, ma anche le colazioni per gli ospiti delle suite e il banqueting per gli eventi. Per lo chef Niccolò Palumbo questo trasferimento è un’evoluzione. Con il nuovo ristorante si apre una lettura più ampia del territorio: entroterra, orto, animali da cortile, selvaggina e fornitori selezionati per prossimità e cucina in modo che vigna e ospitalità dialoghino in modo diretto.

Anche Tenuta Ceri, fondata nel 2006 dall’architetto Luca Ceri e oggi guidata dal figlio Edoardo, avvia un’evoluzione importante della propria identità: non più soltanto azienda vitivinicola, ma progetto di destinazione che amplia la propria offerta e mette a sistema produzione vinicola, cantina, degustazioni, ospitalità con sette suite e proposta gastronomica.

La Tenuta si sviluppa su circa 40 ettari nel territorio di Carmignano, con 15 ettari vitati, 6 ettari di oliveti e una superficie restante distribuita tra bosco e seminativo arboreo: una tenuta agricola radicata nel territorio, costruita sull’equilibrio tra produzione, tutela dell’ambiente e continuità con il paesaggio toscano. Il cuore operativo della proprietà è la nuova cantina, ultimata nel 2021. Oggi la guida della cantina è affidata a Edoardo Ceri, che ha consolidato il profilo qualitativo dell’azienda, come confermano anche i riconoscimenti ottenuti: Cantina Emergente per il Gambero Rosso nel 2023 e Produttore Emergente per Doctor Wine nel 2024.

L’area hospitality, nascerà dal recupero di una casa colonica di metà Settecento in un equilibrio tra memoria rurale e linguaggio contemporaneo. Il progetto di interior design rifletterà anche il percorso professionale di Luca Ceri, architetto e fondatore della tenuta: una fusione di stili, stratificazioni e riferimenti che mantiene però saldo il legame con la Toscana e con la memoria delle case contadine. Il risultato sarà un ambiente capace di mettere in relazione passato e presente, memoria agricola e linguaggio contemporaneo, rafforzando l’identità di Tenuta Ceri come destinazione in cui cucina, vino, ospitalità e paesaggio trovano una nuova forma comune.