Italy

Come una Gubana

«Opus Loci – Territorio da vivere»: viaggio di scoperta in Friuli Venezia Giulia
regione che, come il suo dolce simbolo, avvolge e sorprende strato dopo strato.
Dalla periferia al centro, fino alle pieghe dei borghi

Ci sono dolci che raccontano un territorio meglio di qualsiasi guida turistica. La Gubana, per esempio, parla quella lingua di confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia fatta di frutta secca e Slivovitz: è un impasto mediamente dolce che avvolge; un rotolo che custodisce dentro di sé una storia di usanze, frontiere e incontri.

L’impasto della Gubana, il dolce simbolo del Friuli Venezia Giulia (foto di Germana Cabrelle)

A prima vista la Gubana sembra semplice — è rotondeggiante, compatta, avvoltolata su se stessa, chiusa e riservata, come sanno essere i friulani — ma una volta sfornata basta affondare un coltello da pane (sì, va tagliata con la lama seghettata)  per scoprire che dentro custodisce il calore di un’anima genuina, verace e intensa che sprigiona tutta la morbidezza di cui la sua natura è capace.

Gubana appena sfornata (foto di Germana Cabrelle).

Strato dopo strato, la Gubana svela il suo cuore schietto: gherigli di noci, pinoli tostati, uvetta sultanina, aromi e profumi che arrivano da lontano e che si sono mescolati nel tempo alle tradizioni di casa. Ogni morso è una sorpresa, un equilibrio tra dolce e deciso, tra memoria contadina e tracce di rotte mercantili, imbevute di distillato. È un abbraccio di pasta che racconta il viaggio, l’apertura e la contaminazione fino alle Valli del Natisone.

Sconfinando con Fabrizio Nonis

Così è anche il Friuli Venezia Giulia: da fuori appare composto, raccolto, chiuso e quasi schivo. Ma basta entrarci — meglio se accompagnati dai giusti ambasciatori come lo chef “Beker” Fabrizio Nonis, identificato dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine e da Promo Turismo FVG come Cicerone d’eccellenza a Cividale e Udine — per scoprire, con una visione integrata, l’identità di questa regione che vanta cinque siti Unesco ed è una spirale di elementi diversi e diversificati, una girandola di proposte e un vortice di attrazioni che vivono, convivono e si completano.

Cividale del Friuli (foto di Germana Cabrelle)

Come la Gubana, la vera essenza del Friuli Venezia Giulia non è in superficie, nella crosta esteriore, ma al centro, nel cuore della sua farcitura umana e culturale, dove il tempo ha amalgamato tradizioni, storie e sapori in un’armonia che sa di famiglia e di lontananza insieme. Al centro e nel fulcro i capoluoghi; nelle pieghe dei bordi i suoi borghi: per questo sono sostantivi con assonanze tanto affini.

Ingredienti di identità

Questa è una regione di sostanza e consistenza: le montagne aspre che proteggono, le pianure fertili che lavorano, il mare ventoso che dà il respiro. Il fascino del Friuli Venezia Giulia risiede esattamente in questa offerta variegata, capace di affascinare chi sa guardare oltre l’apparenza.

Con Fabrizio Nonis abbiamo intrapreso un itinerario in più tappe, che unisce gusto e buon gusto, cultura e identità, sperimentando come questa terra sappia raccontarsi agli occhi del visitatore con le giuste dosi di creatività, gli ingredienti di sostanza e profondità, esattamente come la ricetta del suo dolce più rappresentativo. A ogni giro, una sorpresa.

Villa Claricini in Friuli Venezia Giulia (foto di Germana Cabrelle).

Qui c’è la lingua che cambia sfumatura da provincia a provincia; c’è il vino del Collio e dei Colli Orientali; ci sono le mani che preparano il frico e quelle che costruiscono itinerari, ricostruiscono paesi e accolgono i turisti.

Va da sé che c’è anche l’eco di altre lingue, di popoli passati, di valichi che però non hanno mai davvero diviso: semmai hanno aggiunto strati, come mani diverse che partecipano allo stesso impasto di una Gubana. Ciascuna con il proprio gesto.

Opus Loci: il Friuli Venezia Giulia che si rivela a chi sa ascoltare

Ogni volta che si torna in Friuli Venezia Giulia si scopre un dettaglio nuovo: una località nascosta, un monumento sconosciuto, un gesto d’ospitalità che giunge inaspettato.  Al turista attento e desideroso di fare conoscenza, il Friuli Venezia Giulia srotola il suo patrimonio di arte, architettura e artigianato, confidandosi. E dai piccoli centri ai paesaggi di periferia sussurra emozioni.

Insegna in ceramica all’esterno di  locale tipico di Cividale del Friuli (foto di Germana Cabrelle).

Dietro la discrezione friulana c’è una ricchezza che non ha bisogno di ostentare: basta solo avere la pazienza di voler conquistare l’essenza dei luoghi – Opus Loci per definizione – per scoprire che questo lembo d’Italia di confine è un luogo geografico dove le differenze si incontrano in un abbraccio di culture e potenzialità. E si mescolano fino a diventare valore anche per gli stessi attori della promozione. Istituzioni e imprese in primis.