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Omaggio alle Olimpiadi

Claudio Sadler, pioniere dell’alta cucina milanese, presenta il nuovo resident chef e invita il collega stellato di Cortina per una cena che sa di inverno e di montagna

Da sinistra Graziano Prest (del Ristorante Tivoli a Cortina); Giacomo Lovato, nuovo resident chef del Ristorante Sadler, una stella Michelin; Claudio Sadler, fondatore del ristorante, oggi al pianterreno di Casa Baglioni, a Milano.

A Milano, tutto parla di Olimpiadi. I Giochi invernali di Milano Cortina 2026 sono alle porte. Si comincia il 6 febbraio, fino al 22, poi si riprende il 6 marzo fino al 15 per le Paralimpiadi. E ogni angolo della città è un richiamo a questo appuntamento straordinario, che passerà alla storia della città. Terrazze per fare l’après ski invece del solito aperitivo milanese, menù a tema nei ristoranti, eventi e appuntamenti, oltre ovviamente alle gare di Pattinaggio di figura all’Ice Skating Arena e di hockey su ghiaccio nella nuovissima arena Santa Giulia.

Medaglione di cervo con purè di porcini secchi, cavolo nero e senape in carpione.

Tra tanti ristoranti e hotel appena inaugurati, c’è anche chi coglie l’occasione della ribalta milanese per presentare alcune novità. Lo chef Claudio Sadler, una stella Michelin, ha appena annunciato l’ingresso di Giacomo Lovato, già suo allievo, come resident chef del suo ristorante al pianterreno dell’hotel Casa Baglioni. Ospite della serata Dolce Altitude ispirata alla montagna e all’inverno è stato Graziano Prest, chef del ristorante Tivoli di Cortina, altra stella Michelin, che ha cucinato insieme a Sadler e Lovato un menù  lombardo-veneto: ravioli di ossobuco, cervo con porcini e cavolo nero, dessert ispirati alle Dolomiti e vini della cantina Ferrari Trento. Di stagione anche le varianti vegetariane, con un risotto ai funghi saporitissimo e un carciofo che esemplifica la passione di Lovato per le verdure di stagione.

In questa nuova fase del ristorante, che nel 2023 si è spostato dal Naviglio Pavese al cinque stelle lusso Casa Baglioni, Sadler continua a essere presente, soprattutto come mentore, garantendo l’evoluzione naturale di un indirizzo che ha fatto la storia dell’alta cucina a Milano.