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New Generation Hospitality

Alcuni degli hotelier più innovativi d’Italia, coordinati da The Travel News e The Italy Insider, hanno raccontato quali sono i nuovi valori dell’ospitalità contemporanea

I protagonisti del talk “New Generation Hospitality” su palco del Teatrino di corte della Villa reale di Monza: da sinistra, Carlo Ducci, Luca Giuliano, Sara Maestrelli, Mikaela Bandini, Sara Magro, Salvatore Ferragamo, Valentina Dogliani, Marcella Tettoni.

Chi sono i protagonisti del turismo di qualità del futuro e quali sono i valori che lo contraddistinguono? Di questo si è parlato durante il talk dal titolo New Generation Hospitality, nato da un’idea del team di The Travel News e The Italy Insider, che si è tenuto recentemente sul palco di un piccolo gioiello architettonico: il Teatro di corte della Villa reale di Monza.

Questo appuntamento – inserito nel programma delle finali del Premio Emergente, il progetto di Luigi Cremona e Lorenza Vitali che da oltre vent’anni individua e valorizza i migliori talenti under 30 della ristorazione italiana – è stato moderato dalla giornalista Sara Magro, cofondatrice di The Travel News e The Italy Insider insieme a Teresa Cremona, e da Carlo Ducci, per oltre 25 anni direttore dell’attualità di Vogue Italia e Casa Vogue.

Insieme a loro sul palco, a portare la propria testimonianza diretta, hotelier nuovi del mestiere o ultima generazione di grandi famiglie di albergatori: Valentina Dogliani (Il Boscareto Resort & Spa a Serralunga d’Alba), Salvatore Ferragamo (Il Borro a San Giustino Valdarno), Luca Giuliano (Villa Paola e Capovaticano Resort Thalasso Spa in Calabria), Sara Maestrelli (Grand Hotel Minerva a Firenze, Pensione America e Villa Roma Imperiale a Forte dei Marmi, Violino d’oro a Venezia), Marcella Tettoni (Le Dune Piscinas, in Sardegna) e Mikaela Bandini di Area 8 Matera che recupera stabili abbandonati per farne luoghi di accoglienza nel Sud d’Italia.

Nel corso del talk si è parlato di alta ospitalità, fiore all’occhiello del nostro Paese, costituita da realtà straordinarie – come, appunto, quelle rappresentate sul palco monzese – guidate da proprietari capaci di ridefinire il settore, molto cambiato negli ultimi cinque anni, mettendo al centro i bisogni degli ospiti in equilibrio con ambiente, tradizione e cultura del territorio: un importante contributo per mantenere l’Italia in una posizione di eccellenza nel turismo internazionale. Insomma, una realtà che guarda al futuro, costituita da imprenditori che sono molto più che albergatori: svolgono, infatti, anche il ruolo di “mediatori culturali”  facendo conoscere ai propri ospiti – soprattutto gli stranieri, ma non solo – le caratteristiche uniche di un territorio, dalle specialità enogastronomiche alle tradizioni culturali, dalle bellezze artistiche ai valori della gente del luogo. A proposito di quest’ultima, l’albergatore-imprenditore svolge un’altra importantissima funzione: creare posti di lavoro per la comunità e formarla, in particolare i giovani, evitandone la “fuga” o incentivandoli a tornare nella terra d’origine dopo aver fatto esperienze altrove.

Di questo e di molto altro si è parlato nel corso del talk, condotto con uno sguardo culturale e umanistico per far emergere storie, esperienze personali e prospettive originali: un confronto autentico in cui la parola “lusso” non è mai stata pronunciata perché l’ospitalità raccontata va ben oltre: è, appunto, accoglienza, identità, senso del luogo.