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Il red carpet si mangia

Il nuovo piatto dello chef delle star Tino Vettorello e il suo diciassettesimo Festival al Lido di Venezia

C’è il tappeto rosso, per eccellenza, che tutti conoscono, quello calpestato dalle star sotto i flash dei fotografi. E da questa 83^ edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ce n’è anche un altro, che si trova a pochi passi di distanza dal Palazzo del Cinema: è quello che lo chef Tino Vettorello ha deciso di portare in tavola. Per la diciassettesima volta consecutiva, infatti, l’imprenditore trevigiano firma la cucina della Mostra del Cinema al Lido di Venezia.

Diciassette anni non è un numero qualsiasi: nei Sacri Tarocchi il 17 è, guardacaso, proprio la Stella, The Star, il successo; in termini cronologici sono quasi due decenni passati a osservare come cambiano il pubblico, gli ospiti, i ritmi del festival della Settima Arte. «La cucina deve trovare un linguaggio sempre nuovo – osserva Vettorello – pur mantenendo saldo il rapporto con Venezia e con il territorio veneto».

Luci, motore, assaggio! Il nuovo “Red Carpet” di Chef Vettorello alla Mostra del Cinema

La vera novità di quest’anno a firma di Tino Vettorello si chiama  proprio Red Carpet ed è  una tartare di branzino della Valle del Lovo, decorata germogli di laguna, insaporita da polvere d’olio e maionese al Prosecco Superiore. Dietro la ricetta c’è, come sempre, una storia. Il tappeto rosso, per chi lo fotografa da lontano, è il simbolo indiscusso della Mostra del Cinema. Per chi lavora ogni giorno in Terrazza Biennale, a pochi metri di distanza dal Palazzo delle proiezioni, è invece una presenza costante, quasi familiare. «Il red carpet è il luogo più fotografato della Mostra, ma per chi lavora in Terrazza è anche una presenza quotidiana» –  spiega lo chef. «Ho quindi voluto portarlo nel menu senza limitarmi al nome: il rosso è disegnato nel piatto con un gel di fragola, le star sono il branzino, i germogli della laguna e il Prosecco. È il nostro modo di raccontare il Festival dalla cucina».

Un leone d’oro e un rombo verace per George Clooney

Tra le proposte di Tino Vettorello c’è poi un piatto che porta il nome di un attore amatissimo, e che quest’anno assume un peso diverso. Il Rombo alla Clooney esiste già da tempo nei menù di Vettorello, ma nel 2026 la sua presenza si intreccia con un momento speciale: il Leone d’oro alla carriera che la Biennale ha assegnato a George Clooney proprio in apertura di cerimonia. «È una coincidenza che rende il piatto ancora più legato a questa edizione».

Lo chef Tino Vettorello con l’attore George Clooney

Omaggio a Venezia e al Veneto

Alla Terrazza Biennale, di fronte al red carpet, la brigata di cucina di Tino Vettorello propone per la sera tre percorsi degustazione, ciascuno con una propria voce. Venezia 83 guarda al cinema e ai suoi riti partendo dall’acqua: Laguna comprende quindi piatti come la tartare di ricciola al frutto della passione e il bacalao a bassa temperatura. Cavallino racconta invece gli orti veneti, con crespelle di verdure e la burrata dedicata a Lady Gaga. «Ogni menù è un modo di attraversare il Veneto», racconta Vettorello. Ogni percorso ha una propria identità, ma tutti raccontano il territorio attraverso prodotti e suggestioni differenti».

Dietro le quinte, una squadra che non si ferma. Anzi: si  … Mostra

A pranzo, invece, la proposta cambia registro e si fa più semplice, alla carta, tra pesce e alternative vegetali – dal baccalà mantecato allo spaghetto al nero con granchio blu, ormai un classico firmato Vettorello. Tuttavia, dietro a ogni piatto servito, a ogni cena e ogni evento che anima la Terrazza durante la Mostra del Cinema, c’è un lavoro che raramente si vede. «Un evento di questa portata richiede organizzazioni differenti, spesso a poche ore di distanza», confida lo chef. «Dietro ogni servizio lavora una squadra numerosa, chiamata a muoversi con precisione in uno dei periodi più intensi dell’anno». Tino Vettorello, chef e imprenditore trevigiano, è chef ufficiale delle aree food della Mostra dal 2010. Ha cucinato a Berlino, Cannes, alle Olimpiadi invernali e ai Mondiali. Nel 2024 Forbes Italia lo ha inserito tra le 100 eccellenze italiane del food