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L’estate in quota è un palcoscenico

Dai Suoni delle Dolomiti al silenzio di Chamois (l’unico Comune d’Italia senza auto), la montagna si fa cultura. Così una perla alpina raggiungibile solo a piedi o in funivia, diventa il manifesto
di un nuovo modo di vivere la montagna, tra concerti e riflessione

Dimenticate la montagna come fresca destinazione estiva o mera meta per l’escursionismo mordi e fuggi. Oggi le terre alte d’Europa si riscoprono laboratori culturali a cielo aperto, capaci di fondere la maestosità della natura e al contempo diffondere musica, pensiero e arte.

Se appuntamenti storici come “I Suoni delle Dolomiti” in programma dal 24 agosto al 3 ottobre 2026 hanno sdoganato l’incanto dei concerti all’alba tra le vette del Trentino, la Valle d’Aosta ha una proposta che ridefinisce l’idea stessa di festival in quota: Alt(r)i Ascolti, una kermesse che va in scena dal 7 al 9 agosto 2026 a Chamois.

La cornice è di per sé un manifesto ambientale: Chamois è l’unico Comune d’Italia senza auto, una perla sospesa nel tempo raggiungibile solo a piedi o in funivia. Qui, la sesta edizione del festival trasforma il silenzio alpino in un’opportunità di ascolto profondo, intrecciando musica, sostenibilità e nuove narrazioni. Un programma totalmente gratuito che, sotto la direzione artistica della musicologa Luciana Galliano, restituisce alla montagna un ruolo attivo e non di semplice sfondo.

Un cartellone tra suoni globali, scienza e storie di riscatto

Il viaggio di Alt(r)i Ascolti si muove su più traiettorie, a partire da una proposta musicale che abbatte i confini geografici e temporali:

  • L’avanguardia: La ricerca elettronica e sperimentale della compositrice ucraina Katarina Gryvul.
  • Le radici: I canti e le danze del basso Medioevo eseguiti dall’ensemble Eufoné.
  • Il dialogo globale: Le sonorità africane, il jazz e l’afrobeat dell’Orchestra Multietnica Torino.

Camminare, sostare, ascoltare: il festival che ridefinisce la montagna d’estate

Tuttavia, il festival è anche un momento di riflessione concreta. La sostenibilità esce dai cliché teorici per farsi esperienza sul campo, grazie a una passeggiata etnobotanica con Francesca Castagnetti e alla visita guidata a un vero impianto geotermico al Lago Lod con l’ingegner Gregorio Tosi. Spazio anche all’emancipazione e alla sociologia del presente: dagli incontri letterari con Linda Cottino sulle pioniere dell’alpinismo femminile, alla proiezione del film Las Cholitas (le donne boliviane che scalano le Ande in abiti tradizionali), fino all’analisi dei “nuovi montanari” proposta dal sociologo Andrea Membretti.

Il teatro intimo del Collettivo Liberi Pensatori Paul Valéry, infine, porterà in scena il tema della fragilità e delle relazioni umane. Andare in montagna d’estate, oggi, significa anche questo: camminare, sostare e, soprattutto, saper ascoltare un mondo che cambia. Il programma prevede passeggiate botaniche, spettacoli teatrali, live musicali, incontri dibattito e, naturalmente, la grande festa di chiusura il 9 agosto 2026, vigilia di San Lorenzo.