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Malanotte sì

La tenuta vinicola Bonotto delle Tezze diventa, una volta all’anno, atelier d’arte contemporanea denominato Officina Malanotte

Negli spazi di Officina Malanotte il candore dei muri e le stanze svuotate lasciano parlare le opere d’arte.

Siamo nella Tenuta Bonotto delle Tezze, nel trevigiano, dove è in svolgimento la seconda edizione di una mostra che abbina arte contemporanea e cultura del vino.

Allestimento artistico a Officina Malanotte.

Una stanza tutta per sè

Si chiama Officina Malanotte e fa incontrare  personalità del mondo dell’enologia con appassionati di arte. Lasciandoli esprimere in ambienti dedicati.

I vigneti di Tenuta Bonotto delle Tezze seguono il corso del fiume Piave.

Qui nascono etichette come il Col Real, Rive di Collalbrigo Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene Docg e il Malanotte del Piave Docg.

Qui ha sede anche Officina Malanotte e ha ospitato nella propria residenza quattro affermati artisti.

Opere in mostra a Officina Malanotte.

Si tratta di Jingge Dong di Pechino, Laura Pugno piemontese di Trivero, il goriziano Aleksander Velišček e Lucia Veronesi di Mantova.

La cantina Bonotto delle Tezze come residenza d’artista

I quattro artisti hanno lavorato per tre settimane attorno al cortile della cantina Bonotto delle Tezze – le ex stalle e il vecchio granaio ora impiegato come sala per appassimento dell’uva – trasformandoli nel proprio atelier.

Il cortivo cinquecentesco è tuttora il centro della vita lavorativa della cantina Bonotto, dove si affacciano gli uffici, le cantine di vinificazione e affinamento, oltre all’enoteca.

È anche il cuore pulsante di Officina Malanotte.

Un luogo naturalmente eletto a fulcro di relazioni, convivialità e piacere, nel quale potersi confrontare, a fine giornata, rilassandosi di fronte a un bicchiere di vino.

Un progetto artistico e culturale

Il progetto artistico e culturale Officina Malanotte è stato così un’esperienza anche di socialità convivenza.

Ciascun artista si è espresso con il proprio talento e le caratteristiche che connotano la sua arte.

Jingge Dong ha lavorato su nuovi dipinti su tela, alcuni dei quali di grandi dimensioni, in cui si possono riconoscere dettagli di uomini, animali, oggetti e porzioni di paesaggi.

Il dipinto Made in Italy, per esempio, rivela un nuovo interesse dell’artista verso situazioni del mondo del lavoro e delle realtà produttive.

Dong si è concentrato sulle fabbriche del tessile in cui lavorano, spesso in una condizione di sfruttamento, gli immigrati cinesi che producono per le grandi aziende della moda.

Comprendere il mondo attraverso l’arte

Laura Pugno ha invece optato  per il paesaggio, la natura e i processi di interazione con la presenza antropica.

A Officina Malanotte l’artista ha eseguito dei veri ritratti a dei blocchi di ghiaccio collocati sulla carta.

In particolare ha rappresentato il soggetto nel suo continuo cambiamento mescolando il pigmento con l’acqua prodotta dal suo stesso scioglimento e contribuendo, in questo modo, ad accelerare il processo di liquefazione.

Officina Malanotte e l’allestimento delle opere.

Lo spazio in cui ha lavorato l’artista, inoltre, raccoglie sui vetri alcune delle notazioni sul processo e delle suggestioni che l’artista ha voluto fissare con la scrittura.

Annotazioni su vetro dell’artista Laura Pugno a Officina Malanotte.

Aleksander Velišček ha sviluppato una nuova serie di opere su tela a partire da alcuni celebri ritratti di Rembrandt, il cui titolo, Trempée de lumière, è ispirato da Il capolavoro sconosciuto di Honoré de Balzac.

L’opera evidenzia il potere seduttivo della riproduzione elettronica del dipinto, ma anche i suoi limiti dovuti alla sua fissità e alla sua immaterialità.

Il riflesso cancella e costringe l’osservatore a cambiare punto di vista e a rallentare la visione, in opposizione alla dittatura dell’immagine digitale diretta, veloce e univoca.

A Officina Malanotte Velišček ha ridipinto il soggetto, fuori scala, coprendo parte della superficie con un riflesso bluastro, che simula l’effetto di accecamento che avviene quando guardiamo un’immagine su un display.

Lucia Veronesi ha realizzato delle sculture in tessuto cucendo insieme ritagli di stoffa, stampe, vecchie lenzuola e tende usate dalla famiglia Bonotto.

Ma anche tute da lavoro e tessuti tecnici impiegati nell’azienda insieme ad altri materiali di risulta.

L’installazione dell’artista Lucia Veronesi a Officina Malanotte.

Tutti gli artisti presenti a Officina Malanotte hanno al proprio attivo mostre personali e collettive in fondazioni e gallerie.