Italy

Lonato del Garda e i tesori nascosti

Dalle possenti mura della rocca, alla Fondazione Ugo Da Como
una splendida vista del lago di Garda

La cupola della basilica di San Giovanni Battista, la torre maestra, la rocca: Lonato del Garda potrebbe essere già riassunto così, con tre elementi architettonici distintivi di varie epoche.

La cupola della basilica di Lonato del Garda (foto di Germana Cabrelle)

Lonato, il borgo bresciano prossimo alle acque del lago di Garda

Ma c’è molto di più da scoprire in questo antico borgo bresciano adagiato sulle colline moreniche, prossimo alle acque del lago e incastonato nella pianura.

Casa del podestà – Fondazione Ugo Da Como (foto di Germana Cabrelle)

C’è innanzitutto la Fondazione Ugo da Como.

Casa del podestà – Fondazione Ugo Da Como, interni della residenza (foto di Germana Cabrelle)

Fondazione Ugo Da Como: bellezza e cultura aristocratica

Si tratta del complesso monumentale voluto dall’omonimo senatore bresciano che comprende la casa museo del podestà con l’annessa biblioteca, la rocca visconteo-veneta e gli edifici a impronta medievale.

Una autentica cittadella della cultura.

Fondazione Ugo Da Como (foto di Germana Cabrelle)

Ma vediamo in dettaglio ciascuna di queste meraviglie.

La Torre Civica o Torre Maestra

Sorge nell’antico borgo di Lonato del Garda, fu costruita nel 1555 ed è alta 55 metri.

Torre Maestra di Lonato del Garda: costruita nel 1555 è alta 55 metri.

La Rocca visconteo-veneta

La rocca di Lonato era considerata dagli strateghi veneziani un modello di fortificazione.

Nella rocca ha sede il museo civico ornitologico Gustavo Adolfo Carlotto.

Rocca di Lonato (foto di Germana Cabrelle)

La casa museo Ugo Da Como

Nei primi anni del Novecento, quella che fu la sede del potestà veneto, divenne la dimora del senatore Ugo Da Como.

Interni della casa museo – Fondazione Ugo Da Como (foto di Germana Cabrelle)

Oggi è un’importante testimonianza del gusto alto borghese per l’abitazione.

Biblioteca della Fondazione Ugo Da Como (foto di Germana Cabrelle)

Oltre 50 mila volumi antichi e rari

Si compone di venti ambienti completamente arredati, di una straordinaria biblioteca con oltre 50 mila volumi antichi e rari, fra incunaboli ed edizioni uniche e tra questi vi è anche il libro più piccolo del mondo.

Il libro più piccolo del mondo (foto di Germana Cabrelle)

Dove si trova il libro più piccolo del mondo?

Si trova esattamente nella biblioteca della Fondazione Ugo Da Como ed è un codice di Galileo Galilei sulla teoria eliocentrica.

Il minuscolo volumetto misura un centimetro e mezzo e ogni lettera è stata composta e impressa con un stampino a piombo.

Il codicillo di Galileo Galilei sulla teoria eliocentrica, misura 1,5 cm. (foto di Germana Cabrelle)

Realtà aumentata

Forte di questo patrimonio di grande spessore, Lonato del Garda ha oggi in animo di aprirsi ancor più all’attrazione turistica avvalendosi della tecnologia di ultima generazione.

Realtà aumentata (foto di Germana Cabrelle)

Ha provveduto quindi alla digitalizzazione di parte dell’archivio Ugo Da Como e alla realizzazione di tre percorsi in realtà aumentata, tutti intorno alla fortificazione, per far immergere i visitatori nell’autentico spirito dell’epoca di riferimento.

Entrata al percorso di realtà aumentata (foto di Germana Cabrelle)

La realtà aumentata non è il virtuale, anzi: si rimane in contatto con la realtà, ma tramite un’azione editoriale c’è una visione immersiva attraverso degli occhiali digitali da indossare, dai quali si può scegliere la lingua e il percorso.

Percorso ricompreso nella realtà aumentata (foto di Germana Cabrelle)

Ad accompagnare in tour è Isabella d’Este, impersonificata nel video, da una  ragazza in costume d’epoca.

Il percorso sulla sommità della rocca di Lonato (foto di Germana Cabrelle)

L’intento dell’amministrazione comunale – ha spiegato il sindaco di Lonato del Garda Roberto Tardaniè di adottare e pianificare misure e interventi appetibili che possano guardare sempre più al futuro, affinché si possano porre le basi per un programma ampio e articolato di riqualificazione e promozione del nostro territorio, che tanto ha da offrire a coloro che scelgono di inserirlo come tappa del proprio viaggio”.

Interni della casa Fondazione Ugo Da Como (foto di Germana Cabrelle)