Nel centro storico di Teano, nel cuore della Campania meno raccontata, in un antico palazzo recentemente ristrutturato, ha aperto Il Quinto Elemento, wine bistrot con camere e giardino.
Il nome riprende il concetto aristotelico della quintessenza: ai quattro elementi – terra, aria, fuoco e acqua – caratterizzati dal mutamento e dalla corruttibilità, Aristotele aggiungeva l’etere descritto come immutabile, eterno, incorruttibile, privo di peso e caratterizzato da un movimento circolare perfetto. Nel Medioevo, per gli alchimisti la “quintessenza” era la sostanza purissima che racchiudeva la forza vitale dei corpi. Ma nel film di Luc Bresson, Il Quinto Elemento (Leeloo), è un essere supremo dalle sembianze di una ragazza con i capelli arancioni di nome Leeloo, che rappresenta l’amore, l’unica forza in grado di salvare l’universo. Per sapere quale di questi significati abbia ispirato il progetto di bisogna chiedere ai patron Maurizio Landolfi e Gloria Cinquegrana.
Al civico 64 di Vico Viola, a pochi passi dalla storica Porta Napoli, la più antica tra le porte superstiti della città medievale, si è accolti dal portone ad arco di una casa in pietra. Nelle sale interne un camino passante per la stagione fredda e poi il giardino con alberi di agrumi, essenze mediterranee e la grande pergola per le cene all’aperto con affaccio sui tetti, le cupole e i campanili della cittadina. La cucina è affidata ad Anna Merlino: cuoca ed esperta sfoglina e panificatrice.
I quattro elementi danno il nome anche ai quattro percorsi gastronomici: Terra, il più tradizionale, è un omaggio ai prodotti del territorio; Fuoco per chi predilige un gusto prevalentemente piccante; Acqua è il percorso che dà spazio anche ai prodotti del mare; Aria è dedicata ai vegetariani. Il vino è il quinto elemento, la sintesi alchemica dei quattro.
Terra, Aria, Acqua e Fuoco sono anche i nomi delle quattro camere con bagno, al primo piano del palazzo adiacente, che coniugano il confort con il fascino dell’architettura storica degli ambienti.
Il Quinto Elemento è un nuovo indirizzo, un’occasione per esplorare una Campania poco battuta e poco raccontata, dove la natura ha accolto una storia millenaria. Alle pendici del complesso vulcanico di Roccamonfina, terra fertile, culla di vini antichi e di grande qualità, Teano fondata nel IV sec a.Cr., all’incrocio tra la Via Latina e la Via Appia (dal 2024 Patrimonio Unesco) fu un crocevia di scambi economici e culturali. Rimangono le testimonianze del Teatro Romano (II sec.d.Cr), del Castello di origine longobarda che ospita il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum, della basilica di San Paride ad Fontem, edificata su resti di epoca romana.
Intorno il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, un paradiso naturale che alterna maestosi boschi di castagni a piccoli borghi storici. A circa 20 km c’è Capua con il suo centro storico, a 35km l’imperdibile Reggia di Caserta, patrimonio Unesco dal 1997.
Il Quinto Elemento
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