Alla discesa dall’aereo, Andrée non si capacita di trovare l’estate a dicembre. Il clima è mite, una leggera brezza agita le palme che le ricordano la Costa Azzurra. Lungo la strada che costeggia la baia, sontuose dimore sfoggiano un’architettura mediterranea. La Querida, al 1095 di North Ocean Boulevard, alta costruzione bianca dal tetto di tegole rosse, non si discosta dalla regola. Joe e Rose Kennedy hanno acquistato questa casa nel 1933 e hanno poi aggiunto, negli anni, un campo da tennis e una piscina. Residenza invernale della famiglia, dove i figli raggiungono i genitori per le vacanze scolastiche di Natale e Pasqua, ha visto l’infanzia di nove fratelli e sorelle e resta il loro porto sicuro.
Andrée riceve un’accoglienza calorosa da parte del personale: la cuoca Mathilda Heldal, la governante Luella Hennessey, al servizio della famiglia dall’infanzia dei maggiori, Evelyn Jones, la tata dei piccoli, e la segretaria del signore, la signorina Janet des Rosiers, che parla francese. È colpita dall’eleganza e dalla premura di Rose nei suoi confronti. La padrona di casa ha una perfetta padronanza del francese e le presenta uno a uno i membri della famiglia, prima di affidarla alla loro cuoca. La casa è al completo, ci sono tutti i figli, anche Rosemary, che sua sorella Kathleen è andata a prendere in clinica. Il signor Kennedy scherza sul cibo francese, sui piatti riempiti a metà nei ristoranti che lasciano i loro stomaci americani affamati. Anche lui si rivolge ad Andrée in un francese fluente e la sua risata contagia i figli. Andrée nota la piega impeccabile dei pantaloni e le scarpe bicolori. Si perde un po’ tra i vari nomi, spesso sostituiti da diminutivi o soprannomi affettuosi. Su una chaise longue da giardino, sistemata nel salotto, Jack si riposa, con la moglie al suo fianco; saluta Andrée con un gesto e la ringrazia per i biscotti al cioccolato portati da Helen in ospedale.
La prima impressione che ho avuto della casa non è mai cambiata nei 20 anni passati al loro servizio. Una famiglia numerosa, calorosa, molto unita ma aperta. Amici, medici, preti, il tavolo era immenso e ogni giorno dovevamo aggiungere posti. Sorridenti, semplici e contenti di stare insieme. La casa era grande e bella, certo, ma non ingessata, anzi comoda, adatta ai grandi raduni, meno lussuosa di quello che si potrebbe immaginare. I corridoi erano pieni di valigie, borsoni, scarpe e racchette da tennis da tutte le parti, un ambiente rilassato, chiassoso e gioioso. Fratelli e sorelle che si ritrovavano, facevano confusione e parlavano forte. Adulti tornati bambini nella casa di famiglia, premurosi con i genitori, giocosi con i piccoli e i due cani sempre al loro seguito. Una bella famiglia, era un piacere guardarli…
Mi ricordo di quel primo Natale, dello stupore, tornata in cucina, di non sentire all’improvviso più nessun rumore oltre la porta. Evelyn mi aveva allora spiegato l’importanza per la signora del momento di preghiera e di raccoglimento prima di ogni pasto. Quel giorno ho imparato l’importanza della religione nella vita della signora Kennedy.
I Rogers hanno prenotato una camera in un hotel di Palm Beach per tutta la settimana. Rose propone all’amica di alloggiare la sua cuoca, che condividerà la camera con la tata. Partendo dalla colazione servita in terrazza o dalla preparazione dei cestini da pic-nic, una vera tradizione di famiglia, fino all’organizzazione delle cene dove arrivano amici e collaboratori, la cucina di Palm Beach è una piccola impresa in moto da mattina a sera. La signora Kennedy bada a tutto: i menù, l’ora dei pasti, i turni del personale. Andrée nota i promemoria che si appunta sui suoi giacchini per non dimenticare nulla. Evelyn, al loro servizio da molto tempo, racconta che quando i figli erano adolescenti la madre era talmente impegnata e in apprensione che il giorno in cui non sapeva più dove attaccarli, aveva deciso di metterne su di lei!
I piatti ordinati non comportano particolari difficolta per Andrée, i gusti della famiglia sono semplici e poco vari. Insalate di ogni sorta, manzo o pollo al barbecue, regno del signor Joe e del figlio Bobby, frutta e gelati, senza dimenticare il dolce, la torta al cioccolato della loro infanzia, la celebre Boston cream pie, un pan di Spagna ricoperto di uno spesso strato di crema al cioccolato e farcito con crema pasticcera oppure la sua variante, ricoperta di glassa al cioccolato. Bisogna cucinare in quantità, i figli, maschi o femmine che siano, sono tutti grandi sportivi: vela, tennis, touch football sul prato o sulla spiaggia con accesso diretto dal giardino. Rientrano in casa affamati, non esitano a passare dalla cucina, a sollevare un coperchio o a sgraffignare ridendo un pezzo di crostata sotto lo sguardo divertito della cuoca, che li conosce bene.
Persino da adulti, laureati a Harvard, senatori, giornalisti o politici che siano, tutti fanno in modo di non farsi beccare dalla madre, che non scherza con la puntualità a tavola né con il divieto di stuzzicare passando dalla cucina prima che sia ora!
Un pomeriggio, mentre gli altri sono usciti in mare, Andrée si ritrova a dover servire il signor Jack. Un’ala della villa adibita a ospedale gli è dedicata, un medico e un’infermiera sono sempre a disposizione. Convalescente e ancora debole, trascorre le giornate sulla sedia a rotelle o su una chaise longue di fronte al mare; ha scelto come studio un piccolo anfratto circondato dall’oceano e dalla spiaggia, dove si mette a lavorare quando è bel tempo. Un tavolo pieghevole è stato allestito in questa sorta di nicchia naturale dove i suoi collaboratori e il suo assistente, Ted Sorensen, si sistemano di fronte a lui su uno sgabello da spiaggia. Il posto funge anche da atelier da quando sua moglie è riuscita a farlo interessare alla pittura che lo rilassa e, dice, calma i suoi dolori. È qui che Andrée gli porta un bicchiere di latte e dei biscotti al cioccolato. È stupita dalle abitudini alimentari di questa famiglia che consuma ogni giorno litri e litri di latte. A ogni pasto, in accompagnamento a qualsiasi piatto! Niente vino né birra, le bottiglie di latte vengono messe in tavola come fossero caraffe d’acqua.
Se avessi servito latte ai bevitori del bistrot di Venterol, mi avrebbero rinchiusa a Valréas insieme ai pazzi e tuo nonno avrebbe guidato il furgone!
Non c’è molto spazio per poggiare il vassoio, la scrivania improvvisata è coperta di documenti tenuti fermi da ciottoli, mentre lui scrive su una tavoletta, con il foglio di carta tenuto da una pinza fermacarte. Evelyn ha insistito: non bisogna disturbarlo, è impegnato nella scrittura di un libro di cui la signora va molto fiera: ≪Un libro sul coraggio in politica, mia cara Evelyn, è magnifico≫. Andrée si chiede se il signor Camus conoscesse gli Stati Uniti, Palm Beach è così lontana da Cabris. @ Valérie Paturaud, 2024 Slow Food Editore @ 2025
IL LIBRO
Valèrie Paturaud, La cuoca dei Kennedy
Slow Food Editore Collana AsSaggi, 18,90 €
La vita di Andrée Imbert va di pari passo con la grande storia del secolo scorso, dall’occupazione nazista alle vicende dei Kennedy, dal Vietnam all’atterraggio di Armstrong sulla luna. Abbandonata alla nascita davanti a una chiesa di Marsiglia, ha trascorso l’infanzia da una famiglia all’altra, trovando la sua passione nella cucina. Un’arte che le ha consentito di lavorare per le famiglie più in vista, dai fratelli Lumière ai Rogers. Quando questi ultimi partono per gli Stati Uniti, Andrée li segue. E lì comincia a lavorare per i Kennedy, dove resterà per vent’anni a preparare torte di compleanno, creare i menù delle cene di gala, ma anche a seguire le campagne elettorali e altre gioie e drammi della famiglia più famosa d’America nel Novecento.

