GOURMET

Il tempo de LEMELÆ

Il ristorante nato solo tre anni fa sull’Altopiano di Asiago entra nella Guida Michelin

A Gallio, uno dei sette Comuni dell’Altopiano di Asiago, patria dello scrittore Mario Rigoni Stern, un piccolo ristorante nato solo tre anni fa ha recentemente conquistato un riconoscimento importante: LEMELÆ è stato, infatti, inserito tra le novità della Guida MICHELIN, nella categoria “Cucina creativa, contemporanea”.

Dietro il progetto c’è Andrew Lunardi, classe 1996, nato ad Asiago. Prima di tornare a casa, la sua formazione lo ha portato in giro per l’Europa: Danimarca, Svezia, Alto Adige, e poi Londra, tra cucine di alto livello e collaborazioni stellate, compresa quella con lo tristellato Norbert Niederkofler, che hanno lasciato un segno profondo sulla sua idea di cucina di montagna sostenibile.

Una delle creazioni dello chef Andrew Lunardi a Lemelae

Una cucina che parla il linguaggio (cimbro) del territorio

Gli ispettori MICHELIN descrivono LEMELÆ come un luogo dove la cucina è essenziale, sincera e guidata da una visione personale forte. La carta è volutamente contenuta, costruita attorno a tecniche di fermentazione e conservazione, con la brace come elemento centrale: fuoco vivo e forno a legna diventano gli strumenti con cui lo chef racconta prodotti identitari come la pecora di Foza. È una cucina che fonde la sensibilità nordica e scandinava, respirata durante gli anni di formazione all’estero, con l’anima dell’Altopiano di Asiago. Il menu cambia con le stagioni, seguendo il ritmo della natura più che quello del calendario, e porta in tavola boschi, pascoli e produzioni locali.

Un rapporto diretto con chi lavora la terra

Il cuore del progetto è il legame con allevatori, agricoltori e piccoli produttori della zona: niente grande distribuzione, ma un rapporto diretto e trasparente. Pecore, vacche, formaggi, uova, selvaggina, erbe spontanee e fiori arrivano dall’ambiente circostante, in un modello di economia locale e circolare che genera valore condiviso tra ristorante e territorio. Accanto ad Andrew Lunardi lavora il sous-chef Riccardo Tiella: insieme costruiscono una cucina sperimentale, fatta di studio e ascolto della natura. La stessa filosofia guida la carta dei vini, dedicata a piccole cantine e micro-produttori italiani e internazionali che condividono un approccio rispettoso della coltivazione e della vinificazione.

Sostenibilità, anche per le persone

Davanti al ristorante c’è un orto che segue la produzione stagionale e che, in estate, diventa uno spazio di incontro con gli ospiti. Ma la sostenibilità a LEMELÆ non riguarda solo l’ambiente: anche l’organizzazione del lavoro è pensata per il benessere e la crescita professionale del team. L’ingresso nella Guida Michelin arriva dopo appena tre anni di attività e segna una tappa importante per un progetto che ha saputo trasformare una contrada di famiglia in un punto di riferimento gastronomico. Un risultato che porta l’Altopiano di Asiago all’attenzione del pubblico nazionale e internazionale, confermando che la vera innovazione, a volte, nasce dal ritorno alle proprie radici.

Piatto in menù a Lemelae sull’Altopiano di Asiago.