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Il gusto del Sannio

Un itinerario enogastronomico e culturale per scoprire il Sannio grazie a “Praesentia”

La Campania non è certo solo pizza. È una regione straordinariamente ricca di diversità, con tradizioni gastronomiche secolari di altissimo valore, alcune ancora poco conosciute al grande pubblico.

Tra le iniziative che mirano a valorizzare questa eredità e a promuovere un turismo del gusto di qualità spicca “Praesentia”, un progetto della Regione Campania e dell’Agenzia Turismo Campania.

Il percorso, articolato in otto tappe, racconta l’identità più autentica della regione, favorendo la scoperta di un turismo enogastronomico che celebra la cultura popolare mediterranea.

Lo scorso 27 ottobre, tra le colline del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, Sant’Agata de’ Goti ha ospitato la settima tappa di “Praesentia, gusto di Campania. Divina”: una giornata dedicata a degustazioni, showcooking, talk e musica per rendere omaggio alla Mela Annurca, alla Falanghina e alle eccellenze dell’artigianato alimentare locale.

Un intreccio di storia, cultura e sapori che ha dato vita a un’esperienza unica per occhi e palato e che ha rappresentato, per molti, un’occasione preziosa per scoprire la bellezza e l’autenticità di questo straordinario territorio sannita.

Sant’Agata dei Goti
Sant’Agata dei Goti

Sant’Agata dei Goti

Il nostro viaggio alla scoperta del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche parte da Sant’Agata de’ Goti, un borgo di straordinario fascino adagiato su una rupe di tufo, custode di secoli di storia e tradizioni.
Il suo centro storico, un intreccio di vicoli, piazze e chiese, racconta l’anima autentica del Sannio. Tra i monumenti più rappresentativi spicca il Duomo di Sant’Agata, con la facciata romanica e gli interni impreziositi da opere d’arte di grande valore. Accanto ad esso, altre chiese storiche – come Santa Maria Maggiore, San Francesco e Santa Croce – arricchiscono ulteriormente il patrimonio religioso e artistico del borgo.

Da non perdere il Castello Ducale, di origini longobarde e ampliato dai Normanni nell’XI secolo: con le sue torri e le mura in pietra di tufo, è una testimonianza straordinaria dell’architettura militare medievale e delle famiglie nobili che nei secoli hanno governato la città.

Affresco nel museo diocesano

Il Museo Diocesano custodisce una preziosa collezione di arte sacra, con dipinti, sculture e paramenti liturgici. Tra le sezioni più significative, quella dedicata a Sant’Alfonso de’ Liguori, figura eminente nata proprio a Sant’Agata de’ Goti e considerato patrono della città, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore. Da non perdere  il suggestivo cunicolo affrescato dell’Episcopio, dove il santo era solito ritirarsi in preghiera: gli affreschi, datati al 1614 e attribuiti al vescovo Diotallevi, creano un’atmosfera di rara intensità.

La Cantina Mustilli

Durante la visita abbiamo avuto il privilegio di partecipare a una degustazione presso la Cantina Mustilli, storica realtà del territorio dove, negli anni Settanta, nacque la Falanghina, il celebre vino bianco campano che Luigi Veronelli definì “un autentico, prezioso gioiello”.
Fondatore della cantina nel 1962, Leonardo Mustilli è ricordato come il “Papà della Falanghina” per il ruolo determinante che ebbe nella valorizzazione di questo vitigno autoctono. Dalla prima vigna impiantata nel 1700 da Cesare Mustilli sulla collina di Santacroce ai tredici ettari attuali, la famiglia ha saputo coniugare tradizione e innovazione, mantenendo vivo il legame con il territorio.

Nel cuore del borgo, a Palazzo Rainone, la Cantina Mustilli ha oggi il suo quartier generale: un luogo di accoglienza e cultura del vino, con un wine bar, le storiche cantine scavate nel tufo a 16 metri di profondità e quattro camere impreziosite da affreschi e decorazioni settecentesche.

Le eccellenze della gastronomia locale

Lo showcooking di “Praesentia” è stato un momento di incontro e valorizzazione della cucina del territorio, grazie alla partecipazione di rinomati chef sanniti.
Tra i protagonisti, Luciano Villani, chef ambassador de La Locanda del Borgo, ha proposto un raffinato piatto di agnello Laticauda con sedano rapa e giardiniera di verdure, abbinato alla Falanghina del Sannio DOC Senete Janare Cru 2024 dell’azienda La Guardiense, sotto la supervisione di Domizio Pigna.
Teresa Buro, chef dell’Agriturismo Buro, ha invece presentato le sue pacche con ceci, funghi porcini, olio EVO e aglio, esaltate dal Vigna Cataratte Riserva Aglianico del Taburno DOCG dell’azienda Fontanavecchia di Torrecuso, guidata da Libero Rillo.

Le pacche con ceci e funghi porcini

Olio e continuità culturale

Il pomeriggio è proseguito con una degustazione guidata dedicata all’olio extravergine d’oliva del Sannio, con un focus sulla cultivar Ortice, tra le più rappresentative del territorio.
L’incontro ha messo in luce un prodotto simbolo della tradizione agricola beneventana, celebrato già da Virgilio nelle Georgiche per la sua qualità e la sua radicata presenza nel paesaggio.
Tra i protagonisti, Patrizia Iannella, olivicoltrice dell’azienda Torre a Oriente di Torrecuso, ha presentato il suo pluripremiato Il Cuore d’Ortice, guidando i partecipanti in un viaggio sensoriale tra storia, territorio e gusto. Il Sannio vanta la DOP Colline Beneventane, che comprende 52 comuni, dalle aree del Tammaro e del Fortore fino al Taburno e al Partenio, con produzioni che raggiungono anche i 650 metri di altitudine.

Salumi, formaggi, dolci e la Mela Annurca

Il percorso tra le eccellenze del gusto è proseguito con la preparazione dal vivo del celebre Torroncino di San Marco dei Cavoti, curata da Antonio Autore del rinomato Torronificio Autore.
La tradizione norcina del Beneventano è stata rappresentata dal Lonzardo di suino di razza casertana del Salumificio Tomaso di Faicchio e dal pregiato Prosciutto di Pietraroja della Prosciutteria Di Biase, proveniente dal borgo divenuto famoso anche per il ritrovamento del piccolo dinosauro “Ciro”.

La degustazione è proseguita con il Caciocavallo sannita del Caseificio Marcantonio di Cusano Mutri, servito con gli ortaggi dell’azienda agricola Amelia Tassari di Sant’Agata de’ Goti e interpretato dallo chef Giuseppe D’Addio nella sua originale “Padellaccia sannita”.
In chiusura, spazio ai lievitati del Foro Pane e Gastronomia e dell’Agriturismo Buro, tra cui spicca la tradizionale ‘Nfrennula, il tarallo salato a forma di otto, simbolo della creatività e dell’identità gastronomica del Sannio.

Il dessert “La Dolce Regina delle Mele”, ideato da Aniello Di Caprio e Peppe D’Addio di Dolce & Salato in collaborazione con il Consorzio Mela Annurca IGP guidato da Giuseppe Giaccio, ha celebrato la regina delle mele campane in tutta la sua eccellenza.
Dopo la degustazione, gli ospiti hanno potuto gustare il caffè solidale preparato da Le Lazzarelle, cooperativa della Casa Circondariale di Pozzuoli, e brindare con il Nurchito, liquore alla Mela Annurca prodotto da Alambicco Rosso di San Marco Evangelista: il perfetto suggello di una giornata in cui gusto, tradizione e impegno sociale si sono intrecciati in un’esperienza autenticamente campana.

Benevento, la città delle streghe e della luce

Immancabile, nel percorso di scoperta del Sannio, la visita a un’altra perla del territorio: Benevento.
Prima di immergersi nel centro storico, la prima tappa è dedicata a un marchio simbolo della città — il celebre Liquore Strega. Nella storica sede alle porte di Benevento, l’ingegnere Giuseppe D’Avino accoglie i visitatori con un sorriso, accompagnandoli nel museo aziendale dove un allestimento accurato racconta la storia della famiglia, della produzione e persino degli imitatori del leggendario liquore.

Il museo Strega

Un marchio che, sin dagli anni Trenta, si è distinto per una straordinaria strategia di comunicazione e marketing, testimoniata dai manifesti pubblicitari firmati dal futurista Fortunato Depero.
Il liquore nasce da una ricetta segreta che combina erbe e spezie locali — tra cui la menta selvatica del Sannio — con ingredienti esotici; la sua inconfondibile tonalità gialla deriva dallo zafferano.
L’azienda non è solo un simbolo della tradizione liquoristica italiana, ma anche promotrice del celebre Premio Strega, istituito negli anni Cinquanta dagli Alberti, storici proprietari del marchio, e oggi uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi d’Italia.

Una città metafisica tra storia e arte

Definita dallo scrittore Domenico Rea “la città metafisica”, Benevento è un piccolo gioiello perfettamente conservato, dove il fascino del passato convive con un’anima vivace e contemporanea.
Fu teatro di epiche battaglie tra Sanniti e Romani, che dopo la vittoria la ribattezzarono Maleventum, poi Beneventum, in segno di buon auspicio.

L’Hortus Conclusus

La città è anche intimamente legata all’arte contemporanea grazie a Mimmo Paladino, esponente della Transavanguardia Italiana, che nel 1992 realizzò, insieme agli architetti Roberto Serino e Pasquale Palmieri e al lighting designer Filippo Cannata, l’opera Hortus Conclusus.
Allestita negli orti dell’antico convento di San Domenico, è un luogo sospeso tra arte e spiritualità: uno spazio di riflessione, pace e memoria, dove simboli antichi e moderni si incontrano in un perfetto equilibrio di forme e colori.

Castello Ducale
La Rocca dei rettori

Per visitare Benevento si parte da Piazza Castello, dominata dalla Rocca dei Rettori, per poi raggiungere l’imponente Arco di Traiano — eretto nel 114 d.C. per celebrare l’apertura della Via Traiana, che collegava Roma a Brindisi — e la splendida Chiesa di Santa Sofia, gioiello dell’architettura longobarda dell’VIII secolo e Patrimonio UNESCO, esempio sublime dell’arte medievale europea.

La città delle streghe

Benevento è anche terra di leggende, segreti e magia. Secondo la tradizione popolare, le Janare — termine dialettale per “streghe” — si riunivano di notte sotto un albero di noce, dopo aver attraversato i cieli a cavallo di scope e caproni. Una memoria antica, ancora viva, che trova oggi espressione in JANUA – Il Museo delle Streghe, inaugurato nel 2017 all’interno di Palazzo Paolo V. Grazie a un allestimento suggestivo e multimediale, il museo accompagna i visitatori in un percorso tra mito e realtà, raccontando le Janare come donne sapienti, conoscitrici delle erbe e dei segreti della natura, perseguitate perché ritenute una minaccia alla medicina ufficiale maschile.

Museo delle janare

Un documento straordinario di quell’epoca è il libro “Della superstiziosa noce di Benevento” (De nuce maga, 1640), scritto dal protomedico beneventano Pietro Piperno, che racconta la tensione tra scienza e saperi popolari, medicina e magia.

Il gusto del Sannio: la Locanda Radici

Il viaggio nel Sannio si conclude in un luogo dove il gusto diventa memoria e identità: la Locanda Radici di Melizzano. Fondata nel 2016 dallo chef Angelo D’Amico insieme al fratello Giuseppe, ingegnere, maître e sommelier, la Locanda è un progetto che unisce cucina, territorio e ospitalità in un equilibrio naturale, specchio del carattere genuino del suo ideatore.

Dessert della locanda Radici

L’azienda dispone di un orto di un ettaro curato dal padre Lorenzo e di un uliveto che permette di produrre autonomamente gran parte dei vegetali e l’olio extravergine serviti ai clienti.
Qui ogni piatto è un viaggio tra reminiscenze sannite e memorie di famiglia, pensato per imprimere nel cuore e nel palato il gusto autentico del territorio.

Tra i piatti del menu stagionale spiccano l’uovo croccante con mozzarella di bufala e tartufo nero, il risotto alla zucca e vaniglia con estratto di alloro, caciocavallo, noci e liquirizia, e il dessert cioccolato, castagne e fichi. Il tutto accompagnato da vini identitari del Sannio — naturali, eleganti, ottenuti da vitigni autoctoni come la Camaiola e la Falanghina — per un’esperienza gastronomica che racchiude l’anima più autentica della Campania interna.

la campagna del Sannio
Le colline del Sannio con vigneti ed uliveti

Info:

www.praesentiacampania.it

www.spaziostrega.it

Dormire:

Tenute del Gheppio – Via Santa Maria Impesole, 5 82030 Dugenta (BN)
Tel. 0824 906057 – Camere, piscina e una bella Spa, oltre una cantina ed una osteria dedicata ai sapori locali www.tenutedelgheppio.com

A tavola per bere e mangiare:

www.locandaradici.it

www.mustilli.com