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Il Carro di Mirabella

Un obelisco da 25 metri trascinato da un carro di buoi per un rito di origini pagane che si rinnova ogni anno

Un obelisco da 25 metri trascinato da un carro di buoi per un rito di origini pagane che si rinnova ogni anno

Di Teresa Cremona

Nel sabato che precede la terza domenica del mese di settembre a Mirabella Eclano (Avellino) si festeggia il rito del Carro. La ‘macchina della festa’ è un magnifico obelisco alto 25 metri, montato su un carro trainato da 6 coppie di buoi, e mantenuto in equilibrio da funi tirate da centianaia di funaioli che il Timoniere comanda e guida con i soli gesti, affinché tirando e allentando le funi non si ribalti. Il Carro è rimontato ogni anno in contrada Sant’Angelo e poi trainato dai buoi e guidato dai funaioli, scende verso il Borgo di Mirabella con un percorso di circa 4 ore, ricco di momenti di suspense e seguito dalla partecipazione di migliaia di persone.

Questa Festa di origine pagana, che si interruppe nel Medioevo ma che rimase nella tradizione orale, rinacque spontaneamente nel Seicento, poi nel 1869 Stanislao Martini, un artigiano napoletano residente a Fontanarosa, progettò e realizzò un obelisco di sette piani, alto 25 metri e con una facciata di eccezionale bellezza. Di fronte all’importanza dell’opera, la Civica Amministrazione si assunse l’onere di provvedere alla sua conservazione, manutenzione e rifacimento.
 Oggi la manutenzione e la realizzazione delle parti che vanno rinnovate è opera di Giotto Faugno, che discenda da una famiglia di grande tradizione artigiana. infatti l’aspetto attuale dell’obelisco lo si deve a suo nonno Luigi Faugno, che nel 1927 modificò il Carro, lo ricostruì dandogli la forma che ancora conserva.

L’obelisco ha una struttura di sostegno in legno, che all’estermo è rivestirta di fili sottili di paglia intrecciata in modo artistico, con volute, ricci, capitelli, archi e nicchie, palmette, colonnine, trafori che simulano intarsi. La paglia dorata diventa duttile e morbida, si piega, si inarca, si flette, si torce, in un merletto dalle decorazioni complesse, con evidenti riferimenti stilistici all’architettura barocca. Interamente realizzato a mano, è espressione di un artigianato che diventa arte. La base del carro è invece rivestita di spighe di grano che montate su garza cadono morbide come un tessuto.