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I segreti del Lago Antorno

Spettacolari piste per slittino, camminate panoramiche con le ciaspole, foreste che donano il silenzio a chi lo cerca. E piste da sci quasi vuote. Quest’angolo del Cadore sembra “la montagna di una volta”

Il lago Antorno coperto di neve e le spettacolari Tre Cime di Lavaredo. ©Marco Restelli

Le Tre Cime di Lavaredo, luogo simbolo delle Dolomiti Patrimonio Unesco, sono agognate dai visitatori durante tutto l’anno: il gioco sta nell’andarci quando non c’è nessuno o quasi.  In estate ignorate chi sale in automobile: raggiungete le Tre Cime sui sentieri per il trekking oppure pedalate per 30 km sulla recente ciclabile che parte dai laghi di Auronzo e Misurina.

D’inverno invece, quando per fortuna non si può salire in auto, il gioco è questo: si sale in motoslitta partendo dallo Chalet Lago Antorno (1866 m.) e una volta arrivati ai piedi delle Tre Cime al Rifugio Auronzo (2330 m.) si scende in slittino. Facendo una pista da slitta fra le più lunghe, divertenti e panoramiche di tutte le Alpi. Ovviamente si può salire e scendere anche con le ciaspole o gli sci da alpinismo. Fino a tornare all’incanto bianco del Lago Antorno coperto di ghiaccio e neve. Dove, da un’altra prospettiva, si gode il tramonto su montagne magnifiche come i Cadini.

Tramonto sui Cadini visti dal Lago Antorno
Tramonto sui Cadini visti dal Lago Antorno. ©Marco Restelli

Meno famoso del Lago di Misurina e quindi meno frequentato, il Lago Antorno non è però meno bello o meno panoramico del suo “fratello maggiore”. Antorno inoltre ha anche un altro vantaggio: sulle sue rive c’è un’unica struttura, l’omonimo Chalet, né altri alberghi né case. D’inverno quindi neve e silenzio sono sovrani, come nella montagna di una volta. Lo Chalet Lago Antorno si trova sulla riva occidentale dell’omonimo lago e conserva oggi un po’ del fascino ruspante d’un tempo, quando era chiamato Rifugio: caldi ambienti in stile alpino, ottima cucina tipica cadorina, clientela “di montagna” e non di semplici turisti, e un proprietario storico, Mario, che conosce tutto del Cadore e può raccontare personaggi e leggende.

Ma lo Chalet ha saputo anche rinnovarsi nel tempo e oggi dispone pure di tre suite di design per una clientela più esigente, desiderosa magari di un bagno di fieno. Al mattino, quando la temperatura è abbastanza bassa, c’è chi pattina volteggiando sul lago ghiacciato. Mentre la sera, prima di cena, si può scendere a prendere un aperitivo nel capoluogo di questo ramo del Cadore: Auronzo.

Lo Chalet Lago Antorno
Lo Chalet Lago Antorno di fronte al lago ghiacciato e innevato. ©Marco Restelli

Auronzo di Cadore, a sua volta, è un ottimo punto di partenza  per andare a passeggiare nella Foresta di Somadida, 1676 ettari di Riserva Naturale Orientata estesi nella Val d’Ansiei e comprendenti anche la strada fra Auronzo e Misurina. Questa grandiosa, solenne foresta è amata perché fa il dono del silenzio a chi lo cerca. In particolare d’inverno, quando l’unico rumore udibile è il fruscìo degli uccelli o il lieve scricchiolìo, qua e là, delle ciaspole sulla neve.

Non a caso proprio qui il regista Ermanno Olmi girò il film Il segreto del Bosco Vecchio, tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati e interpretato da un sorprendente Paolo Villaggio. Mentre in anni recenti la Foresta di Somadida ci ha fatto un altro dono: nel cuore di Somadida la forestale e scrittrice Paola Favero ha scoperto una delle rarissime foreste primarie d’Italia, che è stata battezzata Bosco Vetusto di Col Nero.

Risalendo la strada della Val d’Ansiei si arriva poi a Misurina, “la Perla”, dove la storica seggiovia del Col de Varda conduce fino al Rifugio Col de Varda (2.106 m.). Qui gli amanti della sci potranno “farsi le gambe” su piste facili, belle, panoramiche e…semivuote! Si potrà così fare un utile allenamento prima di affrontare piste più impegnative, e godersi in relax la vista di capolavori naturali come il Cristallo e il Popena. Sempre senza folla.

La seggiovia di Col de Varda con la vista del Cristallo e del Popena. ©Marco Restelli