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Hallstatt made in China

La cittadina del Salisburghese è stata rifatta, uguale, a Huizhou, in Cina. All’inaugurazione, il sindaco del vero borgo austriaco

La cittadina del Salisburghese è stata rifatta, uguale uguale, a Huizhou, in Cina. All’inaugurazione presente il sindaco del vero borgo austriaco


Di Elisabetta Lampe

I cinesi, notoriamente, sono abilissimi nell’arte di copiare prodotti progettati altrove. Replicano alla perfezione borsette e abiti griffati, profumi, orologi e perfino automobili e macchinari industriali. Ora hanno clonato addirittura un’intera località turistica. A Huizhou, nella provincia del Guangdong, è stata appena inaugurata una replica esatta di Hallstatt, pittoresca cittadina lacustre del Salisburghese. La copia (quasi) perfetta occupa un’area di quattro chilometri quadrati in riva a un lago e riproduce case, strade, piazze, fontanelle e persino i balconi fioriti della celebre località austriaca. L’unica differenza è che la Hallstatt cinese, per motivi geografici e pratici, è speculare all’originale. Cartelli e insegne sono naturalmente in cinese, né mancano tocchi esotici come improbabili palme. Ma l’effetto è impressionante e gli investitori si aspettano ottimi affari dalla vendita degli appartamenti e, naturalmente, fiumi di turisti.

Gli abitanti della vera Hallstatt come hanno reagito? Inizialmente con incredulità e indignazione, poi l’idea ha cominciato a divertirli. Tanto che alla cerimonia d’inaugurazione del clone cinese erano presenti anche il sindaco della cittadina austriaca, Alexander Scheutz, e qualche avvenente “ambasciatrice” in costume tradizionale alpino.

Nella foto: il sindaco di Hallstatt Alexander Scheutz all’inaugurazione del “clone” borgo austriaco a Huizhou-Cina, il 2 giugno 2012.