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A Tangeri tira aria buona

Dalle scogliere a picco sul mare alla Kasbah, dai parchi ai luoghi della creatività, la città marocchina è la nuova meta un turismo bohémien. Una piccola guida per immergersi nelle sue luci

Il faro di Cap Spartel, Tangeri. Foto di Haitam Elkadiri, da Unsplash.

La città bianca arroccata su una collina vigila sull’Europa e sull’Africa, sull’Atlantico e sul Mediterraneo. Città di scambi e multiculturale, Tangeri è il principale porto africano e la porta d’accesso a un mondo di esotismo per Tangeri è stata per molto tempo considerata seconda o terza rispetto a Marrakech e Fez, oggi è invece la città più promettente e cosmopolita del Marocco.

A nord del Paese e ben collegata con l’Europa, si raggiunge in quarantacinque minuti dalla Spagna. E a un’ora dal centro, c’è tutto, le spiagge, la campagna, le montagne.

Ma del suo fascino si erano già accorti artisti e intellettuali di tutto il mondo. Come lo scrittore americano Paul Bowles che la chiamava “città dei sogni” e vi rimase per oltre cinquant’anni. Il mosaico delle sue culture ha ispirato anche altri nomi della cultura, da Kerouac a Beckett, da Matisse a Yves Saint Laurent, da Bob Dylan a Brian Jones.

Creatività tra case e giardini

Oggi, parte del fascino di Tangeri è nascosto all’interno delle proprietà private di residenti di lunga data e di nuovi habitué internazionali che, nel suo magico clima subtropicale mediterraneo, hanno creato case e giardini dove si mescolano artigianato marocchino, influenze coloniali europee ed elementi marini. In Inside Tangier: Houses & Gardens, il designer milanese Nicolò Castellini-Baldissera ha raccontato le case colorate dei creativi della città. Il suo brand Casa Tosca prende il nome dalla sua residenza a Tangeri, uno snello edificio degli anni Trenta che si affaccia su una piazzetta, con piscina sul tetto e hammam. Sembra un paese delle meraviglie fatto di artigianato locale, arte, antiquariato e giardini a terrazza disegnati da Umberto Pasti.

Scrittore, collezionista e paesaggista, Umberto Pasti,  si è innamorato del Marocco più di quarant’anni fa e si è stabilito a Tangeri dove ha creato la sua casa-museo ricca di splendide collezioni di ceramiche, tappeti, quadri e una collezione di tessuti e oggetti nordafricani e un suggestivo giardino d’ombra con piante dalle bellissime foglie architettoniche. A Rohuna, a circa 45 minuti da Tangeri, ha realizzato un giardino con 450 specie per lo più autoctone tra cui una delle più grandi collezioni di specie botaniche africane, riconosciuto come un capolavoro di orticoltura sostenibile.

Recentemente Tangeri ha cavalcato un’ondata di espansione e sviluppo e ha riacquistato fiducia nella propria creatività, con marocchini consapevoli del proprio patrimonio culturale che si sono stabiliti qui per unire le forze con i talenti locali. Per designer, performer, artisti multimediali e curatori, è diventata una calamita e una nuova generazione di creativi sta prendendo le redini della narrazione della propria città.

Alcuni anni fa, il curatore Hicham Bouzid ha co-fondato Think Tanger, una piattaforma culturale senza scopo di lucro il cui obiettivo è riunire i residenti per discutere su come plasmare la loro città. Per Bouzid il volto mutevole della sua città è la forza trainante di Think Tanger che ha un programma innovativo di residenze d’artisti e laboratori pubblici per ampliare la comprensione di questa città in continua evoluzione.

Al Mahal Art Space, Nouha Ben Yebdri promuove talenti africani emergenti mentre il Kasbah Collective propone artigianato locala di nuova generazione.

Un altro progetto creativo di colore si trova a Marshan, un quartiere residenziale Art Déco. Dopo aver lavorato per Jimmy Choo a Londra, la stilista Kenza Bennani è rientrata a Tangeri e ha fondato il marchio di slow-fashion New Tangier con approccio contemporaneo all’artigianato marocchino attraverso un design sostenibile.

Nuovi hotel e indirizzi storici

Villa Mabrouka immersa nel suo giardino. La casa di Yves Saint Laurent è ora un piccolo hotel con dodici suite.

Nella città bianca, creativa e in continuo movimento, ci sono nuove e importanti aperture anche  nell’ospitalità.

A 10 minuti dalla baia costeggiata da moderni business hotel e dall’antico quartiere della Kasbah, è appena arrivato il Faimont Tazi Palace Tangier, un ex palazzo degli anni Venti trasformato in un resort urbano. Sempre nel 2023 hanno aperto Villa Mabrouka, ex casa di Yves Saint Laurent trasformata dal designer Jasper Conran in uno splendido ritiro con dodici suite e grandi giardini affacciati sul mare, e l’intima Villa Augustine, cinque suite in una casa nascosta nel parco Marshan, progettata dall’ex direttore generale di El Fenn, Willem Smit. Si cena a un tavolo conviviale con tajine e cous cous davanti alla vista spettacolare sul mare. Un hotel di grande fascino, aperto da qualche tempo, è il Nord Pinus, in cima alla Kasbah: dalla sua terrazza si vedono gli ultimi attimi del giorno mentre si beve un drink e si cena.

Storie della città

Se andate in taxi, chiedete della foresta di Rmilat (a 6 km dal centro). Camminando su sentieri (più o meno segnalati) nella vegetazione mediterranea classificata come Sito di Interesse Biologico ed Ecologico (SIBE), si ammirano panorami abbaglianti sullo stretto di Gibilterra. Tra querce da sughero e pini a ombrello, l’ex villa estiva di Ion Perdicaris, l’attivista greco dei diritti umani a cui è intitolato il parco, è stata appena trasformata in un museo con interni d’epoca ricostruiti e informazioni sulla biodiversità della regione.

Cap Spartel, a 14 km da Tangeri. È qui che il Mediterraneo incontra l’Atlantico. Dall’alto della sua torre a forma di minareto, il più antico faro marocchino (1864) veglia ancora sullo spartiacque. Dopo una visita al nuovo piccolo museo, salite in cima (sono 101 gradini) per rifarvi gli occhi: il sito (con caffè/ristorante, senza alcol) e l’area circostante sono un luogo ideale per osservare il tramonto sul mare. Alle Grottes d’Hercule, dove si dice che il fortissimo eroe mitologico abbia riposato, il sole a volte brilla attraverso l’apertura a forma di mappa dell’Africa capovolta, principale attrazione di un luogo più pittoresco che affascinante.

Museo delle Culture Mediterranee La Kasbah. Un bellissimo palazzo arabo-andaluso, Dar El Mazhen (XVII secolo), con un patio colonnato e soffitti in cedro intagliato, tra cui una sontuosa cupola, e piccole ma affascinanti collezioni sulla storia di Tangeri fin dalla preistoria (tra cui urne funerarie provenienti dalla vicina necropoli punico-romana). L’ex prigione ospita un museo di arte contemporanea. Splendido anche il giardino andaluso, dove sarà aperto un caffè.

Museo Dar Nabia. Già sede del Naïb, intermediario tra le autorità e l’onnipresente corpo diplomatico alla fine del XIX secolo, e poi del consolato francese, questo bel palazzo con il cortile alberato è stato trasformato in museo e invita i visitatori a immergersi nell’atmosfera cosmopolita di fine Novecento. Tra i pittori che si lasciarono incantare dalla città sulla scia di Delacroix e Matisse c’era Antonio Fuentes (nato nell’hotel Fuentes sul Petit Socco) di cui si possono ammirare alcune opere.

Tra librerie, fotografia e cinema d’essai

Immergetevi nei luoghi del rinascimento creativo di Tangeri: la libreria Les Insolites, dove Stéphanie Gaou organizza letture e vernissage; la libreria Colonnes, un indirizzo mitico rinato da poco; la galleria d’arte Conil e i suoi tre spazi dove vengono promossi giovani artisti marocchini; la Fondation pour la Photographie, nel quartiere Vieille Montagne, dove Françoise e Daniel Aron incoraggiano la creazione contemporanea con mostre temporanee e una collezione permanente di alta qualità.

Sul versante meridionale di Grand Socco, La Cinémathèque de Tanger è uno dei poli creativi gestiti da artisti di Tangeri. Nel vecchio Cinéma Rif art déco, ospita il primo cinema d’essai e l’archivio cinematografico del Nordafrica, oltre a un caffè e uno spazio di coworking sotto una parete di poster d’epoca.

Dalla medina alla Kasbah

Dalla vivace Place du Grand Socco, entrate nella medina attraverso la porta Bab El Fahs. Fate colazione al Café Tingis in Place du Petit Socco, celebre teatro degli intrighi di Tangeri: frittelle baghrir irrorate di miele e tè alla menta. A pochi passi si trova il Museo della Legazione Americana che merita una visita per i suoi dipinti orientalisti, il grazioso patio andaluso e la sala dedicata a Paul Bowles. Poi perdetevi nelle strette vie della medina. Con i suoi passaggi a volta, le porte decorate e le pareti blu, bianche, gialle e viola, è un invito a passeggiare e a contemplare.

Dove mangiare e bere bene

Nono Sea Taste. Nora Larini è la giovane chef di questo ristorante di recente apertura sulla corniche dove sorgeva il vecchio caffè/ristorante di famiglia, di cui rimane solo la vista sul Mar Mediterraneo e sulla baia di Tangeri da dietro le grandi vetrate. Snello e più festoso la sera, il ristorante attira una clientela eclettica come il suo menù, che combina frutti di mare e carni, cotti nel forno a carbone, sushi e tapas da condividere.

M Restaurant, nel cuore del riad Mokhtar, il nuovo indirizzo della chef Julie Nebot, nativa di Tolosa e residente a Tangeri da 15 anni con il marito Guillaume. Sia in giardino nella bella stagione che nel grazioso patio arabo-andaluso, propongono una cucina mediterranea ispirata ai loro viaggi. In estate, il rooftop diventa una trattoria italiana sotto le stelle.

Macondo Vista sulla città, sulla Kasbah e sul mare con piatti prevalentemente italiani, paese d’origine del proprietario, saporiti e generosi.

Osky’s. Un bistrot accogliente gestito dal senegalese Oscar Ama Badji, che vive in Marocco da oltre 20 anni e propone una cucina raffinata e creativa, che include alcuni piatti di influenza marocchina, come l’agnello alle spezie dell’Atlante o il morbido ripieno di amlou, una deliziosa crema di mandorle e olio di argan. Alternativa alla cena, drink e tapas.

Le Salon Bleu, stessa proprietà di Dar Nour, la prima chambre d’hote di Tangeri, è il posto dove andare per il tè alla menta e i pasticcini marocchini a prezzi mini compresa la vista panoramica. Si possono anche gustare le kemie da condividere sempre fresche.

El Morocco Club, piano bar in stile speakeasy con pareti rivestite in legno e banquette zebrate come nel famoso club omonimo di New York. Per un drink, una cena o una serata musicale nel seminterrato dell’arredatore Stuart Church.

Fuori città

Chez Mounir. Una guesthouse con ristorante affacciata sulla Paradise Beach (il nome evoca la sua bellezza), sulla costa atlantica. A un’ora da Tangeri, ci si arriva passando attraverso montagne piene di piccoli villaggi e scogliere a picco sul mare.