HOSPITALITY

L’eleganza del cigno

A Limone sul Garda il luxury hotel Eala è concepito come un rifugio di pace e armonia da vivere sospesi tra acqua, terra e cielo. E toccare le stelle con la cucina dello chef Alfio Ghezzi

 

Un cigno, il panorama e il Lago di Garda. Tre elementi precisi che ad un certo punto si fondono insieme per dar vita a una nuova prospettiva che li riassume tutti. Questa operazione ha generato Eala, l’hotel 5 stelle lusso di 8 piani e 67 suite affacciato sulle rive trentine del bacino lacustre più grande d’Italia, precisamente a Limone sul Garda.

Panorama sul Lago di Garda

Eala, in lingua celtica, ha il suo equivalente in cigno, emblema di regalità, classe e purezza. La famiglia Risatti è partita proprio da questo simbolo per assegnare un nuovo nome all’ex Hotel Panorama di cui era proprietaria, una struttura che, come rivelava il nome, spalancava la sua vista sul paesaggio circostante, osmosi fra rilievi e acqua.

Con Eala, c’è ora l’eleganza del cigno a rendere tutto meravigliosamente bello.

Eala è incastonato tra rocce e piante di limoni e palme e costruito in ossequio ai più alti standard di certificazione ambientale: quasi incorporato nella Gardesana e arredato internamente con elementi di design su misura dell’azienda vicentina Arte Brotto specializzata anche in pregiate pavimentazioni in legno con intarsi materici come marmo e ottone grazie alla divisione Foglie d’Oro.

Spa Suite Argantos Sauna hotel Eala Lago di Garda

Eala, osmosi sul Lago di Garda

Tre anni ci sono voluti – dal 2019 al 2021 –  per completare la ristrutturazione e ottenere  un resort di grande fascino, grazie alle linee guida dello Studio Gesia, che ha unito le competenze ingegneristiche con le creatività architettoniche per dare vita a un edificio sostenibile, rispettoso dell’ambiente e al contempo vocato al lusso dove le forme e i colori sono integrati con il paesaggio.

L’esterno di Eala, quello fronte strada, è a doghe verticali di abete; la parte che guarda al lago in pannelli cementizi. Le prime, le assi di legno, ricordano le piante di limoni; i secondi, le lastre in calcestruzzo, dialogano con la falesia della Gardesana.
Entrambe inglobano l’hotel  che custodisce al suo interno anche uno scrigno di gusto e buon gusto, ossia l’alta cucina dello chef stellato Alfio Ghezzi, che guida l’omonimo ristorante e il Fine Dining Senso.