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Dievole Wine Resort, ospitalità raffinata nel Chianti Classico

Un lungo viale di cipressi porta alla villa antica che è il cuore della tenuta Dievole, simbolo del Chianti way of living. Un luogo da vivere, più ancora che un’azienda vinicola, dove convivono tre anime: vino, olio e ospitalità d’autore

La tenuta di Dievole Wine Resort nel cuore del Chianti Classico

Non è scontato, e non è banale, trovare chi nel cuore della sua tenuta, una delle più prestigiose della zona del Chianti Classico, decida di far conoscere ai suoi ospiti non solo le bellezze del suo resort, il Dievole Wine Resort, ma scelga di condividere tematiche, problemi e spunti di riflessione con altri attori importanti del territorio. Ma è proprio quello che ha fatto Stefano Capurso, Direttore Generale di Alejandro Bulgheroni Family Vinyards Italia, ABFV – l’imprenditore argentino proprietario di Dievole e di altre quattro tenute a Bolgheri e a Montalcino – che ha ideato un format dedicato alla stampa con due giorni di tavole rotonde sul tema “Fare sistema nel Chianti Classico”, una zona della Toscana che è candidata a entrare nella World Heritage list dell’Unesco. Si è parlato di sostenibilità, benessere, accoglienza e centralità delle risorse umane, vero e unico atout di chi vuole investire sull’ospitalità intesa come interazione con il territorio e come sostegno alla comunità locale.

Stefano Capurso durante la tavola rotonda sul benessere. Ph R. Nicosia

Un modo diverso, e lungimirante, per far conoscere agli ospiti una delle realtà più belle del Chianti, a soli 12 km da Siena. E più antiche. Il nome Dievole, che altro non significa che “Se Dio vuole” appare infatti per la prima volta in un documento del 1090, che attesta la presenza delle viti in questa vallata già dieci secoli fa. Oggi Dievole si estende su 600 ettari di boschi e colline, di cui 150 coltivati a vigneti secondo criteri di sostenibilità e di conservazione della vitalità del suolo, secondo la filosofia di ABFV che ha voluto creare, insieme alle sue altre tenute di Bolgheri e Montalcino, la più grande realtà bio della Toscana.

Ospitalità d’autore e cibo gourmet

Una delle camere inaugurate nel 2022. Ph R. Nicosia

Il Dievole Wine Resort occupa tutti gli edifici del piccolo borgo che compongono la proprietà. Intorno alla villa padronale realizzata nel XVIII secolo da una famiglia della nobiltà senese, circondata da giardini all’italiana e alberi secolari, e alla chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, si erigono le altre strutture storiche del resort. Nella villa, autentica dimora di campagna, si trovano 11 delle 31 stanze e suite del resort; le altre si trovano a Casa Olivo, alla Limonaia o a casa Dievolino, mentre gli appartamenti per famiglie – che hanno a disposizione la seconda piscina del resort – si trovano al Colombaio. Le ultime tre camere sono state inaugurate per la stagione 2022 e hanno un look più contemporaneo, pur mantenendo l’atmosfera tipica toscana di tutto il resort, grazie al pavimento in parquet.

La cena nelle scuderie. Ph R. Nicosia

Ma è l’esperienza quello che ha reso il soggiorno in questo luogo di pace e serenità davvero speciale, oltre naturalmente alla gente che ci lavora da sempre…

Si comincia con una degustazione verticale di due delle etichette della tenuta, Campinovi, un bianco Trebbiano al 100%, fermentato in tini di cemento grezzo, invecchiato 12 mesi in botte di rovere non tostata e con 3 mesi di affinamento in bottiglia, e Novecento Chianti Classico DOCG Riserva, 95% Sangiovese 3% Canaiolo, 2% Colorino, nato per celebrare i 900 anni della cantina. Il Novecento ha fermentazione di circa 2 settimane in cemento grezzo, invecchiamento 17 mesi in botte di rovere non tostata e affinamento in bottiglia per 6 mesi.

La degustazione verticale di diverse annate del Campinovi e del Novecento. Ph R. Nicosia
Il sommelier serve l’aperitivo al D’Wine Club. Ph R. Nicosia

La degustazione si fa nella cantina di invecchiamento, con lunghi tavoli disposti fra le botti di rovere, ma ancora più suggestivo è il D’Wine, il Wine Club di Dievole, un progetto esclusivo per l’attenta offerta di servizi rivolta ai membri e al contempo inclusivo in quanto destinato alla wine community internazionale, che può ordinare prodotti di eccellenza delle denominazioni toscane, dal Chianti Classico al Brunello di Montalcino passando per la più giovane denominazione di Bolgheri. Un luogo da vivere all’interno degli spazi riservati del wine resort, ed è qui che ci viene servito un aperitivo con le eccellenze del territorio prima di passare alla cena servita nella cantina.

La cena servita in cantina. Ospite, a fianco a Capurso, Alessandro Benvenuti. Ph R. Nicosia

Nel menu: baccalà in olio di cottura, insalata del campo e olio EVO Dop Dievole, accompagnato dal vino Campinovi; risotto all’ortica con capriolo affumicato e polvere di calendula, servito con il Petrignano Chianti Classico del 2019; coscia di anatra ripiena di papavero e artemisia con purea di sedano rapa con il vino Vigna di Sessina Chianti Classico Docg Gran selezione 2016 e infine pinolata con gelato di latte di pecora e crema di orzo accompagnato dal Vin Santo del Chianti Classico Doc 2016.

Baccalà in olio di cottura, insalata del campo e olio EVO Dop Dievole. Ph R. Nicosia
Risotto all’ortica con capriolo affumicato e polvere di calendula. Ph R. Nicosia

Una cena sopraffina che si deve all’estro creativo di Monika Filipinska, la chef polacca che da venti anni è la responsabile delle prelibatezze servite al ristorante Novecento, situato al piano terra della Villa Padronale e aperto anche alla clientela esterna. Il ristorante è ispirato alla cucina tradizionale e predilige le materie prime dell’azienda e di alcuni fornitori locali selezionati e propone piatti legati alla stagionalità, per un viaggio tra i sapori e i profumi della tradizione culinaria toscana e italiana reinterpretati con estro e piglio gourmet da chi il Chianti lo ha scelto per amore. Grande attenzione nella provenienza delle materie prime e un uso non convenzionale delle erbe del territorio sono la firma di Monika.

Dievole Wine Resort

L’attenzione al benessere fisico e mentale

Dievole non è solo ospitalità di alta gamma, vino eccellente, olio extra vergine e gastronomia d’autore, ma anche ricerca del benessere, inteso come capacità di riconnettersi alla natura attraverso un’esperienza multisensoriale. Creata appositamente per gli ospiti del Dievole Wine Resort, questa attività si chiama ANTS e porta la firma di Daniele Tognaccini, ideatore di Milan Lab, il centro di ricerca interdisciplinare high-tech dell’A.C. Milan. No, non c’entrano le formiche, che ironicamente appaiono sulle t-shirt dello staff, è solo l’acronimo di Activity Nature Training Sense.

L’iconico vigneto circolare Fidelio con tutte le uve autoctone toscane. Si visita durante l’attività con ANTS

L’esperienza dura mezza giornata, dalla colazione al pranzo, ed è strutturata in una serie di semplici esercizi: si cammina con particolari calzature a cinque dita, lasciando che i piedi si adattino a tutte le superfici, si pratica attività sportiva all’aria aperta, camminando nei boschi e fermandosi per semplici esercizi di stretching e yoga, si prova la sensazione di capovolgere il proprio punto di vista lasciandosi rovesciare a testa in giù appesi ad una specie di amaca, esercizio ottimo anche per distendere la colonna vertebrale, per terminare con un picnic sotto gli alberi.

Il pic nic dopo l’attività con ANTS

Ancora più speciale il pranzo da assaporare bendati che permette di acuire il gusto e prestare davvero attenzione ai sapori del cibo. Tutto intorno alla tenuta si snoda il Natural Path, un percorso lungo 27.6 chilometri, diviso in più tratti, recuperato tra le antiche strade che i mezzadri percorrevano per raggiungere i loro poderi, nell’incantevole scenario del Chianti, tra viti, oliveti, torrenti e boschi. Da fare a piedi, in mountain bike o a cavallo, per entrare in contatto intimo con questo angolo di paradiso.

La villa padronale vista dal Natural Path. Ph R. Nicosia