Domenica 24 maggio 2026 l’Italia apre le porte del suo passato per raccontare il futuro. In occasione della XVI Giornata Nazionale promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.), saranno 348 tra castelli, ville e palazzi nobiliari ad accogliere gratuitamente il pubblico, da Nord a Sud, offrendo uno sguardo privilegiato su un patrimonio spesso nascosto dietro cancelli e facciate imponenti.

Un mosaico di luoghi unici
Cortili interni, saloni decorati, parchi storici e giardini secolari che punteggiano il paesaggio italiano, dalle coste alle montagne, passando per borghi e campagne. Non semplici testimonianze del passato, ma realtà vive che continuano a generare valore culturale, sociale ed economico. Il tema scelto per il 2026, “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”, sottolinea proprio questo cambio di prospettiva: le dimore storiche non sono più solo da conservare, ma da vivere e sostenere come infrastrutture culturali attive, soprattutto nelle aree interne del Paese. A confermarlo sono anche i numeri: nel 2025 oltre 500 dimore hanno partecipato all’iniziativa, registrando più di 250.000 visitatori. Un segnale chiaro dell’interesse crescente verso un turismo consapevole e diffuso.
Mappa delle dimore storiche in Italia: Toscana in testa, Sud in crescita
Guardando alla distribuzione geografica, la Toscana guida la classifica con 82 dimore storiche, seguita dall’Abruzzo con 44, dove molte ville e palazzi si concentrano nel centro storico dell’Aquila, simbolo di una rinascita culturale ancora in corso. Piemonte e Lazio si attestano entrambe a quota 35, mentre la Puglia e il Veneto contano 25 dimore ciascuno. Campania e Calabria partecipano con 23 siti, la Basilicata con 12, l’Emilia-Romagna con 10. Friuli Venezia Giulia, Liguria e Sicilia offrono 9 aperture ciascuna; Marche e Trentino-Alto Adige 8. Umbria e Lombardia si fermano a 5, mentre Molise e Sardegna chiudono con 2 dimore per regione.

Oltre i numeri: un viaggio nei luoghi che fanno vivere l’Italia
Il valore dell’iniziativa, tuttavia, non si esaurisce nei numeri. Il cuore della manifestazione pulsa soprattutto lontano dai grandi circuiti turistici, nei piccoli centri dove queste dimore rappresentano un presidio culturale ed economico. Visitarle significa sostenere una rete fatta di artigiani, restauratori, guide e comunità locali che custodiscono competenze e tradizioni. Per partecipare è consigliabile consultare il sito ufficiale dell’associazione, dove sono disponibili aggiornamenti su orari, modalità di accesso e prenotazioni. Una giornata per entrare in luoghi solitamente inaccessibili, ma anche per riflettere sul valore condiviso di un patrimonio che continua a vivere, trasformarsi e raccontare l’Italia.