Italy

A piedi dalle Alpi al Salento

Con oltre 2.000 chilometri e 90 tappe in 10 regioni, la Via Francigena attraversa l’Italia intera. E l’autunno è il momento migliore per percorrerla

C’è una frase del filosofo tedesco Lessing che dice molto su come siamo abituati a viaggiare e su quanto spesso lo facciamo nel modo sbagliato.

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere.

Siamo portati a vedere le destinazioni come oggetti da collezione: il panorama da fotografare, il piatto tipico che è andato virale, il posto di cui tutti parlano, il viaggio come voce da spuntare su una lista.

I cammini funzionano diversamente. Ogni tappa è accompagnata dalla gratificazione di aver camminato, atteso, percepito la fatica e contato le ore per arrivarci. Quello che si porta a casa è qualcosa che recupera l’essenza più trasformativa del viaggio: si assorbe ciò che circonda e si cambia, passo dopo passo.

Forse è per questo che il turismo lento cresce ogni anno a dismisura. Secondo TTG Italia, nel 2025 ha coinvolto 300.000 persone con una crescita del 56,7% e oltre 2,5 milioni di notti. A livello globale vale 150 miliardi di dollari, il 15% del turismo totale. I cammini ne sono il cuore, e in Italia ce ne sono alcuni tra i più affascinanti d’Europa. Il più antico e il più lungo di tutti è la Via Francigena.

Da Canterbury al Salento

Nasce nel Medioevo come via di pellegrinaggio che collegava Canterbury a Roma. Oggi il tratto italiano si estende ben oltre la capitale: parte dal Passo del Gran San Bernardo, a 2.473 metri di quota, e scende fino al Santuario di Santa Maria di Leuca, nel punto più meridionale della Puglia, dove l’Adriatico e lo Ionio si incontrano.

In mezzo ci sono oltre 2.000 chilometri, più di 90 tappe e 10 regioni. Il cammino scende dalla Valle d’Aosta attraverso Piemonte e Lombardia, percorre la Pianura Padana, supera l’Appennino, sfiora la Liguria ed entra in Toscana, con le sue strade bianche, i cipressi e i borghi medievali che si conoscono anche solo per averli visti in una cartolina. Poi il Lazio, Roma, il Parco dell’Appia Antica, la costa pontina, la Campania, l’Appennino sannita, il Gargano e infine il Salento.

Un unico grande viaggio

Per anni la Francigena è stata raccontata come due percorsi distinti: uno da nord verso Roma, l’altro da Roma verso il Salento. Ma se si facesse un passo indietro e la si immaginasse come il filo che collega l’intero paese? È questo l’angolo con cui la racconta Visit Italy, piattaforma culturale indipendente che lavora per restituire al cammino la sua unitarietà.

“La Via Francigena è uno dei cammini più antichi e identitari d’Europa”, spiega Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy. “Oggi possiamo raccontarla come un unico grande viaggio culturale europeo, capace di attraversare l’Italia da nord a sud e di parlare a un pubblico molto più ampio di quello religioso, interessato alle comunità, ai paesaggi e ai territori meno conosciuti che questo cammino mette in relazione.”

Perché mettersi in cammino?

L’aspetto rigenerativo di questo viaggio spesso, per l’appunto, non ha nulla a che vedere con la religiosità. I dati dell’Associazione Europea delle Vie Francigene raccontano che il 41,5% sceglie la Francigena per un’esperienza di condivisione, mentre il resto lo fa per ragioni spirituali, culturali e turistiche. Nel solo 2025 sono state distribuite quasi 20.000 credenziali del pellegrino, con un incremento del 36% rispetto all’anno precedente e una presenza internazionale del 53%.

La Francigena è percorribile a piedi e in bicicletta, non richiede di essere affrontata per intero e si adatta a stagioni, durate e stili di viaggio molto diversi. Ogni tratto ha una sua identità: il nord accoglie gli spiriti più solitari e in cerca di natura alpina, con la discesa dal Gran San Bernardo verso Aosta tra le più scenografiche dell’intero percorso europeo; il tratto centrale incanta con i borghi medievali e le colline toscane. E una volta arrivati nel tratto sud, tra i sentieri pianeggianti si scorge il mare che si fa sempre più vicino.

Siamo a fine agosto, l’autunno è alle porte e forse è proprio questo il momento giusto per partire. Le temperature che si abbassano rendono il cammino molto più gestibile rispetto all’estate: si cammina meglio, si fatica meno, i paesaggi virano sul rosso e le nebbie mattutine scendono sulle colline e in altura. E mentre paesi e città si svuotano e i ritmi si fanno più umani, ci si gode davvero il percorso.

Tutte le informazioni sul percorso, le tappe e la credenziale del pellegrino sono disponibili sul sito di Visit Italy e su www.viefrancigene.org.