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Cuore di pietra

Dimenticate le spiagge e la vivace capitale Tirana. A una manciata di chilometri dal confine greco, l’Albania è un territorio selvaggio tutto da scoprire

Përmet, la culla della gastronomia albanese
Non basta una lezione di cucina per imparare a preparare il byrek, ma è certamente un buon inizio. Per chi ha voglia di cimentarsi in quest’arte culinaria tipica della tradizione albanese, è Villa Përmet l’indirizzo da segnare in agenda durante un viaggio nella Terra delle aquile. In questa antica residenza di fine Ottocento collocata nell’omonima cittadina e ristrutturata in tempi recenti, si impasta, si farcisce e poi si assapora -sedendosi ai tavolini sulla terrazza con vista panoramica sul centro e le montagne- questa torta salata immancabile in ogni tavola balcanica che si rispetti. Un giro tra antiche chiese e una passeggiata lungo il fiume Vjosa, poi dritti alle terme di Benjë -considerate dagli specialisti tra le migliori in Europa-, regno del relax in terra albanese. Un ponte in pietra, il fiume Langaricë con il canyon, tappa di escursioni per chi ha gambe ben allenate, piscine naturali dove sgorga acqua curativa e una vista che lascia senza parole. Difficile chiedere di meglio.

Leskovik, terra selvaggia
L’itinerario prosegue verso sud, direzione Leskovik. Lungo il tragitto si costeggia il fiume Vjosa che, silenzioso, accompagna i passanti in quest’ultimo tratto di terra albanese prima del confine. La Grecia è a una manciata di chilometri e i panorami sono di quelli che tolgono il fiato e che nessuno immaginerebbe di trovare nel sud della penisola balcanica: foreste di abeti, montagne, boschi, picchi rocciosi che si susseguono alternandosi fino alla piccola cittadina in pietra di Leskovik. A 6 km dal centro storico, la cantina Max Winery produce uno dei rossi migliori del sud Albania. Una combinazione unica di Mavrud, Merlot e Pinot coltivati in questa zona del Paese già durante la dittatura. Col crollo del regime, negli anni ‘90, molti vitigni della zona sono andati persi ma, in tempi recenti, la Cantina è tornata a investire nell’area. Il risultato è un grande campo di 16 ettari a un’altitudine di 750 metri sul livello del mare con esposizione a sud, dove sono coltivati Merlot, Mavrud, Pinot, oltre a Pearl, utilizzato per produrre brandy e raki, noto liquore aromatizzato dei Balcani, e Debinë, cultivar indigeno. Qui si può anche mangiare presso il ristorante in loco dove sono serviti piatti della gastronomia locale -tra cui lakrore una torta salata tipica della zona solitamente ripiena di spinaci, verdure fresche dell’orto, formaggi e burro dei pastori-, dormire in una delle 3 camere con vista sulle montagne circostanti e visitare la Chiesetta di Sant’Elena Kostantini del 1800, un tempo utilizzata dai credenti per chiedere benedizioni.

Sotira, il regno del relax
L’ultima tappa di questo itinerario inconsueto in Albania del sud, è Farma Sotira. L’agriturismo, a circa un’oretta dalla cittadina di Ersekë visitabile in mezza giornata, è il posto perfetto se si ha bisogno di staccare dalla routine ed immergersi completamente nella natura. Le camere dell’agriturismo sono ospitate in bungalow in legno dai tetti spioventi che affacciano su un’ampia vallata dove, al mattino, pascolano le pecore e altri animali della fattoria. È con il rumore del loro campanello che si viene svegliati prima di recarsi nel patio a fare colazione con le uova delle galline del pollaio e latte fresco. Alle spalle dei bungalow c’è una rigogliosa foresta di abeti neri che circonda l’agriturismo. Tra passeggiate a piedi o a cavallo, escursioni, tuffi in piscina, pasti a base di prodotti locali e rilassanti dormite nei bungalow in legno della struttura, il riposo è assicurato. E la bellezza pure.