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Cosa fare di bello a Lisbona

Lisbona offre così tanto da vedere che non basta un weekend: vicoli lastricati, tram in legno, azulejos e il Tago restano, ma la città cambia e cresce. Chef internazionali aprono ristoranti di alto livello, spingendo la scena locale a migliorarsi. Giovani mixologist e baristi tornati da Londra, Parigi e New York lanciano bar e caffè che mescolano stili internazionali e tradizione. Designer, ceramisti e artigiani espongono le loro opere in nuovi negozi e gallerie. Oltre a tappe iconiche come Torre di Belém e Castelo de S. Jorge, Lisbona offre esperienze e scoperte continue.

Un giro a piedi

Non si può andare a Lisbona senza dedicare qualche ora a camminare nei quartieri di Alfama e Mouraria, che scendono a gradoni sulla collina sotto il castello di San Giorgio. Vicoli tortuosi fiancheggiati da palazzi rivestiti di azulejos con piccole piazzette ombreggiate da aranci in fiore su cui si aprono da bar e bistrot da cui arriva un delizioso profumino di sardine grigliate. Non preoccupatevi di seguire un percorso preciso: lasciatevi andare e scoprirete angoli deliziosi con viste sorprendenti sulla città. Solo una raccomandazione: mettete scarpe comode!

Foto di Julian Dik, Unsplash.

Vi aspetterete il solito suggerimento di prendere il famoso tram 28. Invece no, non è più una chicca. Basterà usare i mezzi pubblici per spostarsi, e salire su uno di quei tram sferraglianti che collegano i quartieri bassi a quelli in cima alla collina. Il sistema è efficiente, ed è piacevole mischiarsi con i cittadini diretti alle loro commissioni mentre si raggiunge qualche monumento o luogo storico. Per esempio, dall’Alfama si prende uno di quei vecchi tram per andare a visitare la casa-museo di Fernando Pessoa (casafernandopessoa.pt), il grande poeta e scrittore portoghese del Novecento (era famoso per i suoi tanti pseudonimi), che tra l’altro ha scritto una bellissima guida alla sua città: Lisbona, quello che il turista deve vedere (in Italia, edizioni Einaudi).

Un pastel de nata (o forse dieci)

Il pastel de nata, il golosissimo cestino di pasta sfoglia croccante ripieno di crème brûlée, è sempre un’ottima scusa per una sosta. Quasi tutti fanno la fila davanti alla pasticceria Pastéis de Belém (e non c’è nulla di male), ma meritano attenzione anche quelli di Castro (link), un nuovo locale. Per una versione più creativa, si può andare al quinto piano del Bairro Alto Hotel (link): qui si trova una pasticceria che reinventa con ottimi risultati i dolci tradizionali.

Foto di Dario Daniel Silva, Unsplash.

La scena gastronomica

Lisbona è una città molto più “foodie” , con proposte per ogni gusto: dalle piccole tascas che servono irresistibili polpette di baccalà e altri piatti locali – come Penalva da Graça e As Bifanas do Afonso (per altri consigli consultate la guida di Time Out Lisboa firmata dalla critica gastronomica Cláudia Lima Carvalho) – fino ai ristoranti stellati Michelin, per esempio Alma, Encanto (anche stella verde), Belcanto. Un esempio dell’evoluzione della ristorazione sono i locali del gruppo Jncquoi in Avenida da Libertade, con un concept che spazia dal bistrot al fine dining al club privato, e spazia poi alle boutique di abbigliamento e per la casa fino all’ospitalità. I ristoranti, molto scenografici, sono quattro: Asia, Delibar, FrouFrou e Avenida, cucina portoghese e internazionale, sempre con un twist. Nella sala dagli alti soffitti è montato lo scheletro di un tirannosauro. Una volta alla settimana tirano fuori un pregiatissimo bottiglione di vino di Lisbona che servono al bicchiere (per la modica cifra di qualche centinaia di euro) e chi lo acquista può firmare l’etichetta e farsi fare una foto ricordo per l’esperienza. Sono posti divertenti, dove si riunisce il bel mondo lisbonese, che poi prosegue la serata al club dove si balla fino all’alba. PS: Jncquoi si legge je ne sais quoi che in francese significa “non so cosa”. Un nome scelto dai fondatori Miguel Guedes de Sousa e Paula Amorim, ex Aman Resort lui, imprenditrice del sughero lei, per indicare un progetto che non si vuole porre limiti e non impone definizioni.

Asia, uno dei ristoranti del gruppo portoghese Jncquoi.

Prenota una serata di fado

Comunque sia, prenotate una serata per ascoltare il fado, la musica caratteristica del Portogallo, sempre in voga dall’Ottocento di solito eseguita in una formazione base: cantante e due chitarre. Non mancano i posti per ascoltarlo. Qualche suggerimento: Fado & Wine, Clube de Fado, Sr. Fado e la Casa de Fados, nella Mouraria. L’ex appartamento di Maria Severa, una delle interpreti storiche di questo genere,  vanta uno dei migliori programmi del genere.

Un nuovo museo

Il Macam (Museo de Arte Contemporanee Armando Martins), inaugurato a marzo 2025, ospita una collezione privata iniziata nel 1974 da Armando Martins, tuttora in progress, mostre temporanee (fino al 27 ottobre c’è The Anthropocene: in search of a new human?, sul nostro presente, un po’ agghiacciante ma interessante) e un programma di conferenze e incontri. Il concetto è innovativo: vuole essere una casa di collezioni private che diventa pubblica ospitando altre collezioni private e anche un hotel. L’esposizione si divede tra l’edificio storic e  parte si trova in un palazzo storico, a cui è stato innestato un nuovo corpo modernissimo. Le due ali sono collegate da una piazza, con opere d’arte, su cui si affaccioano un bistrot e i balconi delle camere.

Un giorno in spiaggia

Comporta e Melides sono gli Hamptons di Lisbona. Il paradiso naturale dove hanno creato le loro magnifiche dimore-rifugio gli stilisti Vincent Van Duysen e Philippe Starck, lo stilista Christian Louboutin, e anche Madonna ne sta costruendo una. Quasi trenta km di spiaggia selvaggia con un beach club e, nel villaggio, un bistrot (Delicomporta) con concept store di moda e oggetti per la casa nel villaggio, tutto del gruppo Jncquoi. Il progetto è molto più ampio. In una riserva naturale di 164 ettari che si estende dalla pineta alla spiaggia, Jncquoi sta realizzando un resort con un campo da golf, 64 ville da vendere e 34 suite diffuse, tutto firmato da van Duysen. Al momento è stato realizzato solo il prototipo della camera, dove si può già dormire, ma il progetto sarà completato nel 2028. Comporta, almeno per il momento, è un davvero un posto speciale, selvaggio, incontaminato a poco più di un’ora da Lisbona. Intanto si può dormire nelle cabine essenziali e deliziose di Sublime Comporta immerse in una pineta.

Il beach club Jncquoi, Comporta.
Prototipo suite Jncquoi, Comporta.