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Cinque motivi per andare in Val Sarentino

Sport, tradizioni, artigianato, gusto e relax sulle Dolomiti meno affollate

Vista della Val Sarentino. Foto Eduard Weger, courtesy AT Val Sarentino.

Una strada che da Bolzano si snoda lungo l’altopiano tra boschi e paesini, le cime intorno, un angolo di pace e tranquillità: eccoci in Val Sarentino, nel cuore dell’Alto-Adige. Un tempo quella strada era sterrata, attraversava una gola di porfido e sbucava nella valle: era l’estate del 1534 e le famiglie borghesi di Bolzano scoprivano la Val Sarentino come luogo di villeggiatura. Ora in quella valle è sempre un piacere andarci, estate come inverno, autunno e primavera. I motivi? Eccone alcuni.

Vacanza attiva tra la natura

Ci sono tante occasioni per stare a contatto con la natura, scoprire angoli nascosti e godersi i panorami. Sci ai piedi si hanno si spazia sui 22 chilometri del comprensorio San Martino/Reinswald, oppure ci sono i tracciati per il fondo che si snodano lungo la Val di Plennes passando da Rio Bianco, Pennes e Asten, con una vista bellissima sulle vette. L’altro sport che qui va forte è lo slittino: c’è una pista naturale lunga più di 4 chilometri. E, quando le condizioni lo permettono, si può pattinare sul lago ghiacciato di Valdurna. A piedi si raggiunge la malga Getrumalm, nella zona di Reinswald; e sempre nella stessa zona c’è anche la piattaforma panoramica Sattele, raggiungibile in cabinovia e per poi proseguire a piedi dalle malghe Pichlberg o Pfnatsch. In inverno, si può prendere la seggiovia dalla malga Pfnatsch e salire in vetta al Sattele: siamo 2.460 metri e si gode di una bellissima vista a 360 gradi.

Rivivere le antiche tradizioni

Terra di contadini, la Val Sarentino ha avuto la fortuna di rimanere per secoli isolata dal resto del mondo: questo le ha permesso di conservare intatte fino a oggi usanze e tradizioni antiche. È ad esempio una delle poche zone dell’Alto Adige i cui abitanti indossano ancora l’abito tradizionale  che ricorda quello dei lord inglesi.

Usanze e tradizioni rivivono anche nelle feste dei paesi: tra queste c’è la “Klöckeln”, una sagra il cui nome deriva da Anklöpfeln che in tedesco significa bussare. Durante l’Avvento curiosi personaggi in costume – i Klöckeln appunto – girano di casa in casa bussando alle porte e i proprietari spesso li invitano entrare a mangiare dolci tipici e bere qualcosa.

Per scoprire saghe e tradizioni c’è un sentiero tematico: si chiama la “Via delle Saghe”, parte dal  maso Wippinger sopra al paese di Sonvigo e arriva fino alla malga Durr.

Alla scoperta delle lavorazioni artigianali

Legno, cuoio, tessuti: i manufatti artigianali sono un tesoro prezioso della Val Sarentino. Da scoprire, conoscere e apprezzare. Un modo per farlo è visitare la casa Rohrerhaus: un antico maso restaurato adibito a museo che racconta la quotidianità contadina di un tempo. Si può visitare l’antica cucina dove veniva affumicata la carne e ammirare il forno dove si cuoceva il pane.

Nel suo laboratorio, il maestro Drechslerei Fritz spiega le tecniche di tornitura impiegate già un secolo fa. Sculture e figure sacre possono essere invece ammirate nella bottega artigianale di Isak Runggaldier: entrando si assiste a tutto il processo di lavorazione, dal pezzo di legno all’opera d’arte. Da Peter Ainhauser a Villa, si trovano invece le posate tradizionali e le tipiche pipe della valle.

Per far conoscere la tradizione centenaria dell’artigianato addirittura ci sono cinque artigiani locali che si sono riuniti sotto il nome di “Sarner Gschick”: quando trovate un prodotto con questo nome sarete sicuri della sua originalità e della storia che c’è dietro.

Artigiano all’opera. Foto Oscar Morandi, courtesy AT Val Sarentino.

Il lato gourmet della valle

Ricette delle bisnonne e prodotti locali, ma anche interpretazione, innovazione e tanta creatività: la cucina sarentina sta sospesa tra passato e futuro regalando piatti unici. Uno dei cibi tradizionali da assaggiare? Lo Striezel – la pagnotta a base di farina di segale, lievito, latte, acqua e sale preparata dalle mani delle contadine – che può essere anche servita con brodo di carne. Una minestra sostanziosa, semplice e genuina. Ma ci sono anche proposte più ricercate; per provarle bastano due nomi: il ristorante Terra The Magic Place (2 stelle Michelin) e il ristorante La Fuga dell’Hotel Bad-Schoergau.

Tra i piatti stellati: la trota iridea marinata ai fiori di sambuco, perle alla melissa e gel al latticello; gnocchi liquidi al formaggio di montagna con schiuma di porcini secchi; tortilla all’ontano con crema di dragoncello, luccioperca e spuma d’uova di stato brado. Al Laboratory for Future Gastronomy (La FuGa) si sperimenta invece un viaggio gastronomico e sensoriale intenso con un menù fisso che oscilla tra tradizione e modernità, con tante sorprese.

I benefici del pino mugo

Dopo una giornata all’aperto e sulla neve non c’è niente di meglio che ritagliarsi un momento di benessere. Siamo nella valle del pino mugo e bisogna approfittarne: solo qui in Val Sarentino, tra i 1800 e i 2400 metri, si può trovare una superficie così estesa di pino mugo selvatico. I suoi benefici sono tanti: il Pinus Sarentensis è un antico rimedio naturale della tradizione contadina, regala vigore, tono ed energia al corpo ma anche alla mente, attiva la circolazione e i processi rigenerativi della pelle. Lo si trova distillato da provare tramite massaggi e trattamenti di bellezza.

Per visitare e scoprire la Val Sarentino, i suoi luoghi, le sue piste, i trekking ma anche gli indirizzi per mangiare e dormire bene, consigliamo Dolomite Mountains, un operatore specializzato in vacanze di avventura e piacere sulle montagne protette dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.