La bellezza, quando la si tiene tutta per sé, ha qualcosa di incompiuto. Perché è nel momento in cui la si condivide che accade la magia: un paesaggio diventa un ricordo comune, una tavola imbandita un racconto corale, un’idea l’inizio di un’altra idea. O forse di un ideale. La bellezza e la meraviglia, in fondo, hanno questa proprietà: invece di esaurirsi, quando passano da una persona all’altra, si moltiplicano.

Convivialità e creatività
È anche da questo assunto che nasce la scelta del designer padovano Daniele Lago di aprire la sua casa di montagna di San Martino di Castrozza, in Trentino. Non una dimora da abitare soltanto con la famiglia e gli amici, ma un luogo da condividere e da far vivere attraverso la socialità: quella vera, fatta di convivialità, certo, ma anche e soprattutto di creatività, spunti, incontri e relazioni. Uno spazio, insomma, dove stare insieme non sia soltanto un’occasione, ma il modo per far nascere qualcosa di nuovo.

Perché l’incontro tra persone, sensibilità e pensieri differenti, può generare ciò che, da soli, forse non avremmo nemmeno immaginato. La condivisione ha questo effetto moltiplicatore: un pensiero detto ad alta voce è prodromo di un manifestato; una conversazione può aprire una strada inattesa, un momento vissuto insieme lasciare un’energia che continua a vibrare anche oltre la circostanza. Diventando l’inizio di nuove connessioni.
La casa, quando smette di essere privata
La dimora che Daniele Lago e la moglie Eleonora, insieme ai loro figli, hanno immaginato e costruito ai piedi delle Pale di San Martino di Castrozza, non è un luogo da chiudere a chiave, bensì il luogo-chiave di incontri ed esperienze. Casa sì (e bellissima, pure) ma anche un laboratorio sul modo di intendere l’abitare. Progettata dall’architetto Giorgio Zaetta insieme a Daniele Lago, Casa Lago Dolomiti si sviluppa su oltre 700 metri quadrati e comprende lo chalet contemporaneo, un piccolo maso e gli spazi esterni con dehor e vasca idromassaggio.
Le Dolomiti entrano dalle grandi vetrate, diventano quinte naturali, cambiano colore con la luce e il giro delle ore. Il confine fra dentro e fuori si assottiglia fino quasi a scomparire. Il legno, i materiali, gli arredi di design costruiscono un dialogo discreto con un paesaggio. La casa, inoltre, ha ottenuto le certificazioni ARCA Silver e CasaClima, a riprova di una sensibilità ambientale concreta alla qualità costruttiva e all’efficienza energetica.

L’architettura delle relazioni
«Quando sono arrivato qui per la prima volta, credo di aver provato qualcosa di molto vicino a ciò che Le Corbusier intendeva quando definiva le Dolomiti la più bella architettura naturale del mondo», racconta Daniele Lago, ultimo di dieci fratelli, il quale ricorda di aver ricevuto dalla madre, l’educazione spontanea all’accoglienza. «Pur essendo una famiglia numerosa, c’era sempre qualche persona a tavola con noi». Anche la scelta delle montagne di Primiero ha un significato preciso.
Daniele Lago ha trovato, nella comunità trentina, una collettività che vive il territorio tutto l’anno, lontana dall’idea della montagna come mera destinazione stagionale. Una comunità che si prende cura del territorio e che Casa LAGO Dolomiti invita a viverlo in osmosi: a piedi, sugli sci, in e-bike. Va da sé che anche la collaborazione con Canyon Bicycles nasce da questa idea: la casa come punto di partenza per entrare nel paesaggio e scoprirlo, non come luogo dal quale osservarlo soltanto. Forse è proprio questa la parte più interessante e innovativa del progetto: in un’epoca in cui abbiamo imparato a chiuderci nella privacy e rinchiuderci negli spazi privati, Casa LAGO Dolomiti prova a fare l’opposto: aprirsi e aprire.