EDITORIAL

Il fiume arcobaleno

Nel cuore della Colombia meno conosciuta scorre un fiume multicolor che sembra sgorgare dal giardino dell’Eden. Si chiama Caño Cristales e si può esplorare da luglio a novembre a piedi, in barca e in jeep

¡Chevere! Fantastico! Nemmeno l’espressione che per eccellenza esprime l’entusiasmo colombiano pare sufficiente per descrivere quel monumento naturale della Colombia chiamato Caño Cristales. Il fiume volgarmente detto dei cinque colori, ha guadagnato il più poetico soprannome di «arcobaleno liquido» perché prima di gettarsi nelle acque del fiume Guayabero, mentre scorre nella provincia di Meta all’interno del Parco nazionale Serrania de la Macarena, offre uno spettacolo di colori davvero unico al mondo.

Caño Cristales, in Colombia, è considerato il fiume più bello del mondo, una delle meraviglie naturali del nostro pianeta. Detto anche «fiume arcobaleno», è caratterizzato da rocce e piante di cinque colori: giallo, rosa, verde, rosso e viola. 

Grazie all’elevatissima biodiversità della zona, posta alla confluenza dei tre sistemi biogeografici delle Ande, dell’Amazzonia e della regione dell’Orinoco, durante la stagione umida e calda (quando in Italia è estate e fino all’autunno inoltrato) questo corso d’acqua si tinge di colori vivacissimi: sono il verde smeraldo del muschio, il viola e il magenta accesi delle alghe, il blu forte dell’acqua e soprattutto il rosso fuoco creato dalla Macarenia Clavigera, un’alga speciale, a donare al fiume tinte quasi psichedeliche.

Se il realismo magico avesse un indirizzo preciso, forse questo sarebbe proprio Caño Cristales. Da qualsiasi parte lo si voglia ammirare – il Mirador, Caño Cristalitos, Caño Piedra o Rio Bajo Lozada –, e con qualsiasi mezzo lo si desideri esplorare – a piedi, in fuoristrada oppure a bordo di una lancia  tradizionale –, al di là della bizzarra cromia, tra le fincas nascoste nella sierra, stravaganti formazioni rocciose e le incisioni degli indigeni della regione, Caño Cristales sembra uscito da un romanzo dello scrittore Gabriel García Márquez.

Riaperto alle visite dal 2009, anche il viaggio per arrivare fin qui nel mezzo del Paese sudamericano, ben al di fuori dei circuiti turistici più battuti della Colombia, è di per sé un’avventura del tipo una volta nella vita. La strada più diretta è optare per il volo dalla capitale Bogotà a La Macarena (1 h e 15 minuti), poi una breve navigazione lungo il Río Guayabero e infine un trasferimento di mezz’ora in jeep 4×4 fino alla porta d’ingresso del mitico fiume. E bisogna anche prepararsi all’esperienza perché, a Caño Cristales, in base ai capricci che deciderà di fare o non fare il meteo e al livello di altezza raggiunto in quel preciso periodo dal fiume, si deve guadare a mollo nell’acqua, arrampicarsi su e giù per le rocce e camminare con cautela e rispetto per la fauna tra la fitta vegetazione.

Dove? Lungo percorsi più o meno impegnativi, sempre e obbligatoriamente da camminare stando dietro ai passi di una guida escursionistica esperta. Si comincia dal più facile, Caño Escondido, per salire progressivamente con le difficoltà e le ore di percorrenza negli itinerari di Los Pailones, Los Pianos e, infine, il Salto del Águila, il trekking più lungo di tutti (della durata di circa sei ore tra l’andata e il ritorno) che conduce a una spettacolare cascata con salti, pozze e forre dalle varie dimensioni. In alcune delle piscine che s’incontrano lungo il corso del fiume l’acqua limpida invita a fare il bagno ma solo nelle aree dov’è concesso e senza crema solare o spray contro le punture di insetti, per proteggere la fragile flora acquatica e garantire che lo spettacolo multicolor si ripeta per i prossimi esploratori.

«La pittura non è qualcosa che si fa per esprimere un’emozione. No, la pittura è una scienza, qualcosa di superiore, che ha delle regole molto precise e complicate» scrisse Fernando Botero, l’iconico artista colombiano recentemente scomparso, e per Caño Cristales è esattamente così: chi viene a visitarlo per i restanti mesi dell’anno (durante il nostro inverno e nei mesi primaverili) incontrerà un normalissimo fiume perché oltre ai raggi del sole, a fare accadere la magia di Madre Natura concorrono molti fattori. Tanto che il National Geographic ha ipotizzato che questo luogo sia scappato dal giardino dell’Eden.

Il viaggio in questo angolo remoto della Colombia può essere organizzato con il tour operator Ruta40 specializzato in itinerari classici o insoliti in America Latina. Info qui.