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Dentro la casa modernista che Bruxelles ha tenuto nascosta per un secolo

A Bruxelles c’è una casa che sembra uscita da un film. Si trova a Jette, lontano dai percorsi più battuti, ha quasi un secolo di storia e per la prima volta apre le sue porte al pubblico

foto di BE CULTURE

Bruxelles ha la Grand-Place, le facciate Art Nouveau, i palazzi monumentali e gli indirizzi che ormai fanno parte dell’itinerario obbligato di qualsiasi weekend in città. Basta allontanarsi un po’ dal centro storico, però, per scoprire una Bruxelles completamente diversa. Una città più intima, creativa, residenziale. Fatta di case private, architetture visionarie, atelier, giardini e dettagli che spesso non si vedono dalla strada. È qui che entra in scena la Withuis. Una casa privata progettata nel 1927 dall’architetto Joseph Diongre per il poeta e segretario comunale belga Jef Mennekens, rimasta legata alla stessa famiglia per quasi un secolo e oggi considerata una delle espressioni più singolari del modernismo belga. Dopo un importante lavoro di restauro, la Withuis apre eccezionalmente al pubblico dal 19 settembre al 22 novembre, con visite guidate organizzate dall’associazione Arkadia, prima di tornare alla sua dimensione originaria, quella di una residenza privata. È proprio questo a renderla ancora più interessante. Non è un museo nato per essere visitato. È una casa vera, concepita quasi cento anni fa come un progetto unitario e conservata nel tempo insieme ai suoi interni, agli arredi e alle decorazioni, sapientemente restaurati.

foto di BE CULTURE
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UNA CASA PENSATA COME UN’OPERA D’ARTE

La prima cosa che colpisce della Withuis è la facciata. Geometrica, quasi cubista, lontana dall’immaginario più floreale dell’Art Nouveau che normalmente associamo a Bruxelles. Diongre ha lavorato, invece, su volumi, linee e superfici, costruendo un’architettura che sembra trovarsi esattamente nel punto di passaggio tra modernismo e Art Déco. La vera sorpresa comincia quando si varca la porta. Per Diongre la casa non era semplicemente un involucro architettonico. Doveva essere un’opera d’arte totale, nella quale edificio, interni, decorazioni, mobili e giardino dialogassero tra loro. È una filosofia progettuale che oggi sembra particolarmente contemporanea. L’idea che l’architettura non finisca con la facciata, ma continui nei materiali, nella luce, nei mobili, nei colori e persino nel modo in cui gli spazi vengono vissuti.

foto di BE CULTURE
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L’ARTE DELLE AVANGUARDIE

La visita della Withuis non si limita all’architettura. Durante il periodo di apertura, gli ambienti della casa ospiteranno anche una mostra dedicata ai pionieri dell’astrazione geometrica belga tra il 1920 e il 1928, con opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Un’occasione che aggiunge un altro livello alla visita: quello di entrare nel clima artistico di una Bruxelles attraversata dalle avanguardie, dalle sperimentazioni e dalla ricerca di nuove forme. Architettura e arte tornano così a incontrarsi nello stesso luogo. E non è difficile capire perché. La Withuis nasce infatti proprio in un momento in cui le discipline cominciano a dialogare in maniera sempre più stretta. La casa diventa spazio di sperimentazione, il design entra nella vita quotidiana, la geometria diventa linguaggio e l’arte esce dai luoghi tradizionali per entrare negli ambienti domestici.

foto di BE CULTURE
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UN INDIRIZZO DA SEGNARE ADESSO

La Withuis si trova a Jette, una zona che difficilmente compare tra le prime tappe di chi arriva a Bruxelles, e in Belgio, per la prima volta. È un dettaglio tutt’altro che secondario. La casa diventa, infatti, il pretesto perfetto per cambiare prospettiva sulla capitale belga. Lasciare per qualche ora gli indirizzi rinomati per andare alla ricerca di una città più laterale, fatta di quartieri residenziali e architetture meno conosciute. È una Bruxelles che non si attraversa necessariamente con una guida in mano. Si scopre seguendo una facciata particolare, entrando in una casa normalmente chiusa al pubblico, osservando un giardino o andando a cercare le tracce di quella stagione in cui architetti e artisti stavano immaginando un modo completamente nuovo di vivere. C’è poi un ulteriore elemento che rende questa apertura particolarmente preziosa, è temporanea. La Withuis non si trasformerà in un nuovo museo permanente. Dopo il 22 novembre, tornerà a essere una casa privata. Per chi ama viaggiare alla ricerca di luoghi insoliti, è quindi uno di quegli indirizzi da segnare in agenda prima che scompaia nuovamente dietro una porta privata. Non è l’ennesima attrazione da aggiungere a una lista, ma una piccola deviazione capace di cambiare il modo in cui si guarda una città. Bruxelles custodisce ancora una quantità sorprendente di storie architettoniche. La Withuis è una di quelle storie. Una piccola capsula del tempo che permette di entrare fisicamente nella Bruxelles delle avanguardie. E per una volta, il bello è proprio che non durerà per sempre.

Per info: arkadia.be/fr