
Dopo tanti anni di preparazione, apriranno presto i battenti al Museo d’arte e di storia di Bruxelles, nella splendida cornice del Parco del Cinquantenario, due nuove sale, una dedicata alle arti decorative del XIX secolo, l’altra all’Art Nouveau e all’Art Déco belga. Con una superficie totale di 1200 m², queste nuove sale ospiteranno una moltitudine di opere d’arte eccezionali, molte delle quali saranno esposte per la prima volta. Sostenuto dal patrocinio del Fondo Baillet Latour, questo progetto metterà in risalto in particolare il giardino d’inverno della casa Cousin, capolavoro dell’architetto Victor Horta, oggetto di un restauro completo.

Nella prima sala, il percorso si apre con l’Art Nouveau: nato nel 1893, questo movimento costituisce la prima vera espressione stilistica nazionale del Belgio. I visitatori potranno scoprire l’opera di personaggi di spicco come Paul Hankar, Henry van de Velde, Victor Horta e Philippe Wolfers, tra gli altri. Grazie a testi contestualizzanti, note esplicative e fotografie d’archivio, le loro opere vengono inserite nel loro contesto storico. Un’epoca unica dal punto di vista socio-economico e di grandi esposizioni nazionali e internazionali. Il cuore della sala è il Giardino d’Inverno, di Victor Horta, una struttura in acciaio finemente decorata con magnifiche vetrate colorate e impreziosita da eleganti elementi in legno, un camino in marmo e un pavimento a mosaico. Seguono le collezioni dedicate all’Art Déco, la corrente artistica che nasce nel 1910 e si afferma come stile dominante degli anni Venti e Trenta. Mentre la Francia si confermava come la culla di una creatività straordinaria e raffinata, il piccolo Belgio non era da meno, distinguendosi con creazioni di grande qualità. L’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne, tenutasi a Parigi nel 1925, fu infatti una tappa importante sotto molti aspetti. Il Belgio brillò grazie ai successi del suo creatore e stilista di punta, Philippe Wolfers.
La sala dedicata alle Arti decorative del XIX secolo ha come tema centrale le grandi trasformazioni della società. La crescente urbanizzazione e l’ascesa della borghesia sconvolsero i rapporti sociali e diedero vita a nuove ideologie. Fu anche un periodo in cui la scienza, la tecnologia e la meccanizzazione vissero un boom strepitoso. In questo contesto di rapidi cambiamenti, la società si rimodellò e vide emergere nuovi stili nelle arti decorative. La collezione ospiterà pezzi di oreficeria, mobili pregiati, porcellane, cristalli e oggetti in vetro di lusso. Oltre all’evoluzione degli stili, la sala dedicata all’Ottocento metterà in luce anche una serie di temi sociali, illustrati attraverso una ricca selezione di oggetti. L’arte della tavola, l’igiene, il tempo libero e il turismo, i divertimenti rurali, i viaggi, l’infanzia -con particolare attenzione ai primi anni di vita, al gioco e all’apprendimento- ma anche l’illuminazione, la misurazione del tempo, la moda, la fotografia, i mezzi di comunicazione e le arti applicate. Questi sono tutti aspetti della vita quotidiana evocati nel percorso.