Nella centralissima Piazza Re Enzo di Bologna è visitabile la mostra fotografica “Appenniners. Volti e storie di chi ha scelto l’Appennino”: un progetto che restituisce, attraverso immagini e testimonianze, l’identità contemporanea dell’Appennino bolognese.
Protagonisti dell’esposizione sono 16 scatti firmati dal fotografo bolognese Giacomo Maestri, già famoso per collaborazioni con testate internazionali come Vanity Fair, The Wall Street Journal e Financial Times.
Le sue fotografie raccontano uomini e donne dell’Appennino nei luoghi in cui vivono e lavorano, offrendo uno sguardo verace su chi ha scelto di restare, tornare o trasferirsi nelle aree interne. Ogni immagine è accompagnata da un QR code che rimanda a brevi video-interviste: racconti in prima persona che approfondiscono motivazioni, sfide e bellezza della vita in Appennino, senza nasconderne le difficoltà.
Sfide e bellezze della vita in Appennino
La mostra è promossa dalla Città metropolitana di Bologna e dal Comune di Bologna e si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della montagna. Un momento particolarmente favorevole, anche sul piano mediatico: l’Appennino bolognese è infatti al centro dell’attenzione grazie alla serie televisiva “Uno sbirro in Appennino”, interpretata da Claudio Bisio e diretta dal regista Renato De Maria, girata proprio nelle aree interne del territorio. A rafforzare questo rinnovato interesse contribuisce anche la musica: è uscita da pochi giorni “Monghidoro”, la nuova canzone di Gianni Morandi, artista profondamente legato a questi luoghi, dove ha scelto di vivere, precisamente a Monghidoro.
Un mosaico di esperienze
Nelle fotografie di Maestri non mancano i paesaggi, sempre più frequentati da turisti, camminatori e sportivi. Tuttavia, il vero cuore del progetto sono e rimangono le persone: storie di chi ha deciso di abitare l’Appennino, costruendovi il proprio futuro. Un mosaico di esperienze che attraversa professioni e generazioni, restituendo l’immagine di comunità dinamiche e in trasformazione. Dalla compagnia teatrale di Grizzana Morandi al responsabile della Divisione Sistemi Nucleari per l’Energia del Centro ENEA del Brasimone, dalla cooperativa attiva a Monte Sole — luogo simbolo della memoria nazionale — alle donne impegnate in agricoltura, protagoniste del 2026 proclamato Nazioni Unite “Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici”.
E ancora ristoratori, architetti, imprenditori della meccanica di precisione per l’aerospazio, insegnanti, dipendenti comunali, guide escursionistiche e operatori della rigenerazione urbana.
La mostra sarà visitabile fino al 19 aprile 2026 a Bologna, per poi trasferirsi in Appennino: dal 13 maggio 2026 sarà infatti ospitata a Vergato, continuando il suo viaggio tra i territori e le comunità che racconta.