Sono molti i motivi di vanto dell’Antica Corte Pallavicina, luogo simbolo della Bassa Parmense dove storia, ospitalità, alta ristorazione e gastronomia tipica si incontrano in un equilibrio capace di sorprendere. C’è innanzitutto il fascino di un castello trecentesco, con le sue 11 camere, i soffitti a cassettoni e gli arredi d’epoca, che restituiscono al soggiorno un’atmosfera sospesa nel tempo.
Dove stagiona il Culatello di ZibelloC’è soprattutto la cucina “gastrofluviale” dello chef Massimo Spigaroli, insignita della Stella Michelin dal 2011, che trova nel Po e nel suo paesaggio la propria fonte di ispirazione. E c’è un orto ricco e generoso, espressione concreta di una cucina profondamente legata alla terra e alla stagionalità. Ma il cuore più prezioso della corte è forse custodito nelle sue cantine: il forziere del Culatello, con il Museo del Culatello e del Masalén e gli antichi ambienti di stagionatura ricavati proprio all’interno del castello. Sono cantine la cui origine risale al 1320, realizzate dai marchesi Pallavicina, considerate fra le più antiche al mondo ancora oggi in attività. Il loro particolare microclima accompagna lentamente la maturazione di quello che è considerato il re dei salumi, un tempo destinato alle tavole dei duchi di Milano e della nobiltà europea e oggi diventato una delle più prestigiose espressioni della norcineria italiana.
È qui che la storia della famiglia Spigaroli, prima famiglia di mezzadri legata a Giuseppe Verdi e poi protagonista della ristorazione d’eccellenza, incontra quella di un’Emilia capace di trasformare la semplicità in cultura gastronomica. Una storia fatta di lavoro, terra, memoria e rispetto per i tempi della natura. Perché all’Antica Corte Pallavicina il territorio non è una semplice cornice. È parte integrante dell’esperienza. E il fiume Po, che scorre accanto alla corte, non è soltanto un elemento del paesaggio: diventa ispirazione, identità, memoria e persino ingrediente. Piaceri antichi e sensibilità contemporaneaÈ anche questo uno dei tratti distintivi della cucina dello chef Massimo Spigaroli: una cucina che guarda al fiume e alla Bassa Parmense, ne interpreta i prodotti e ne restituisce l’anima attraverso piatti nei quali la tradizione non viene semplicemente conservata, ma riletta con sensibilità contemporanea. ![]() L’orto fornitissimo dell’Antica Corte Pallavicina. E poi ci sono i pavoni, insieme agli altri pennuti e animali che popolano la corte: non è un dettaglio casuale, perché il pavone, per antonomasia, è proprio la più elegante rappresentazione di orgoglio, quasi a suggellare con la sua presenza la lunga lista di eccellenze di questo luogo. Così, tra le mura antiche del castello, nelle cantine dove il Culatello riposa lentamente, nell’orto rigoglioso che offre i migliori vegetali e nei piatti genuini che arrivano in tavola fra sorrisi e gusto, si compone il racconto di un territorio. ![]() Uno dei piatti a firma dello chef Massimo Spigaroli all’Antica Corte Pallavicina. L’Antica Corte Pallavicina rappresenta, in questo senso, il volto più originario e insieme più attuale della Bassa Parmense: un luogo dove il passato non è un museo da osservare, ma una materia viva da conoscere, assaporare e tramandare. ![]() Antica Corte Pallavicina |


