EDITORIAL

Anno sabbatico: un racconto in prima persona

Una scelta di intelligenza emotiva in un mondo di intelligenza artificiale

Martina D’aguanno in viaggio per il mondo.

A un certo punto ti risvegli dalla tua routine e capisci che non esiste una vita di riserva. E non esiste neanche una scatola del tempo futuro in cui fare, in un imprecisato, domani tutto quello che desideriamo oggi. Esistono solo la vita vissuta e la vita desiderata. Se queste due vite non coincidono, emerge un rumore interiore che io ho deciso di ascoltare.

Il rumore è emerso quando ho messo a tacere tutto intorno a me in un retreat di yoga e meditazione, completamente in silenzio. Quando spegni ogni suono intorno a te, rimbomba il rumore interiore che già si agitava dentro.

A me è accaduto a gennaio di quest’anno ed è stato un risveglio: era finita la storia d’amore con la vita che avevo vissuto fino ad allora. E quando finisce un amore, è definitivo. Mi sono detta: sto bene, va tutto bene in fondo, ma stare solo bene non mi basta. C’è troppo in ballo, ne va della mia vita. Un momento di totale, intima e cristallina intuizione, una epifania: impedire che l’anno nascente fosse uguale ai precedenti e interrompere la parabola di una corsa forsennata contro il tempo, sul lavoro, nella vita privata, ovunque.

Tornata a Milano, eludere questa consapevolezza è stato impossibile. Il primo passo sono state le dimissioni sull’onda dell’adrenalina della decisione presa. Molti lo hanno definito coraggio, in realtà è stata una scelta di intelligenza emotiva perché mi sono ascoltata e non ho lasciato che la comfort zone riprendesse il sopravvento. Il momento del coraggio è venuto dopo, necessario per sostenere la mia decisione nelle settimane successive, andando oltre i miei stessi vacillamenti.

E quando ho vacillato, mi ha guidata un mantra personale che adesso ispira tutte le mie decisioni: scegliere esperienze, persone, progetti che aggiungono tempo, energia, meraviglia, scoperta e lasciar andare tutto ciò che li sottrae.

Se l’obiettivo è trovare il punto di coincidenza tra vita vissuta e vita desiderata, non ho avuto dubbi che viaggiare fosse la mia modalità di ricerca. Istintivamente ho scelto l’Asia, ho assecondato un desiderio che avevo da tempo. Il progetto è quello di unire periodi di yoga e meditazione a soggiorni di lavoro volontario fornendo le mie competenze di marketing e comunicazione a piccole realtà turistiche locali.

Comincio dal Kerala, nell’estremo sud dell’India, alternando un’esperienza in un ashram a un retreat in una clinica di medicina ayurvedica specializzata in Panchakarma, un trattamento di detox profondo.

A posteriori mi rendo conto che involontariamente ho deciso di cominciare con il purificare il corpo; verrà anche il tempo della mente e dei pensieri.

Proverò a raccontarvi questo mio viaggio, una esperienza alla volta.