Dhasa. Una mirabile crasi in cui Dharamshala diventa Lhasa per rievocare anche nel nome il destino di questo paesino che ospita il Dalai Lama e il suo Governo da oltre 50 anni. Dhasa è una scheggia di Tibet in territorio indiano, una cittadina adagiata sul versante in cui l’Himalaya è dolce, boscoso, possibile.
È India ma non è India. Tutto ruota intorno al grande complesso sacro in cui vive Sua Santità, il polo di energia magnetica che detta il ritmo di vita di questa enclave tibetana. Nei giorni che precedono una delle rare udienze pubbliche, tutto accelera e il tempo qui acquista una dimensione umana perché dipende da un essere umano, Tenzin Gyatso, guida spirituale del Tibet e XIV Dalai Lama.
Qualche giorno prima di partire, avevo controllato il sito ufficiale per verificare il calendario delle preghiere pubbliche con Sua Santità. Il Karma ha voluto che ne fosse prevista una proprio il giorno dopo il mio arrivo.
Visto che il Karma aveva già fatto tanto, non appena arrivata sono subito andata al tempio per registrarmi come suggerito ovunque. Mentre gironzolavo cercando di capire a quale santo o monaco votarmi per ottenere informazioni certe, ho notato vari gruppetti di persone che stavano evidentemente aspettando qualcosa. Li ho seguiti fin dentro il tempio, mi sono seduta e ho aspettato cercando di capire di cosa ero diventata parte. Quando un monaco ha preso la parola, con sorpresa e commozione ho scoperto che stavano per distribuire i pass per assistere alla cerimonia di preghiera dell’indomani con lui, con il Dalai Lama.
Karma, puro karma.
Così il mattino dopo, all’alba, mi sono ritrovata nel tempio, a 20 passi da lui, letteralmente incapace di distogliere gli occhi dal suo volto dolce e sorridente.
Carisma puro, ride sempre. Rideva come un bimbo mentre io perdevo le parole. Ogni tanto mi scendeva una lacrima di pura gratitudine.
A Dharamsala ho imparato che il Caso non esiste, non esiste la Fortuna, esiste solo il Karma.
E che le magie accadono sempre all’alba.
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Informazioni
Sulla home page del ufficiale del Dalai Lama c’è una sezione dedicata allo “schedule” delle udienze pubbliche e le regole per partecipare. dalailama.com/office
Durante le udienze con Sua Santità è tassativamente vietato introdurre qualsiasi strumento digitale (anche gli smart watch sono banditi). Ognuno deve passare attraverso un metal detector, un approfondito controllo delle borse e una piccola ispezione personale (come quelle negli aeroporti, per intenderci). Nessuna eccezione, gli oggetti digitali – di nessun tipo – entrano. L’unica alternativa è tornare in hotel a lasciare il tutto perchè non ci sono armadietti in cui riporli.
L’udienza si svolge in tibetano, ma molti negozietti di Dharamshala vendono radioline a 5 euro da cui ascoltare la traduzione in simultanea, anche in italiano.
Il mio consiglio è di spendere pochi euro anche per acquistare un cuscino perché udienza e cerimonia durano qualche ora in cui si deve stare seduti per terra.
