EDITORIAL

Paradisi di frontiera

Sulla Neveazzurra dell’Alto Piemonte, tra bellezze naturalistiche e antiche testimonianze rurali.
Ammirando paesaggi da fiaba dalla finestra dell’anima

C’è un piccolo mondo antico in Alto Piemonte, quella porzione di territorio che nelle cartine geografiche si insinua tra il Monte Rosa e la Svizzera. È un condensato di semplicità, estratto di bellezze genuine che appartengono a zone misconosciute dell’Italia settentrionale, non troppo assediate dal turismo di massa ancorché comode a città come Milano e Torino e a due passi dal Lago Maggiore.

Sembrano cartoline d’altri tempi, fotografie a viraggio seppia, sinossi di un libro che narra di luoghi rimasti intatti nelle loro tradizioni tramandate e gelosamente custodite. Sono borghi di valli alpine dal fascino ancestrale, perpetuato nelle pietre e nel legno delle case rurali, perfino negli alberi secolari eletti a monumento, testimoni muti di comunità orgogliose e fedeli alle proprie radici montane. Un emblema su tutti è il tiglio secolare di Macugnaga, colosso vegetale citato anche in documenti storici con valenza notarile: sotto le sue fronde si sono celebrati matrimoni e firmate compravendite.

L’inverno in Alto Piemonte riserva queste meraviglie e tanto altro ancora, in parallelo all’offerta di attività outdoor che spaziano dallo sci di discesa e di fondo alle ciaspolate in quota, per poi gratificare il palato seduti attorno a una tavola di baita imbandita con taglieri di formaggio Buscagnino e Bettelmatt.

La finestra dell’anima. Interno della Casa Walser Museo di Macugnana, in Alto Piemonte.

Musei a cielo aperto

I territori della Valle Anzasca, della Val d’Ossola e della Val Vigezzo sono musei a cielo aperto con filoni tematici interessanti, come ad esempio la cittadina di Macugnaga che apre le porte a una autentica casa Walser dove l’appassionata custode Lia illustra come si svolgeva la vita degli abitanti dell’epoca, elencando ogni utensile e indumento presente e mostrando con dovizia di dettagli ogni stanza arredata. Di grande suggestione il racconto della “finestra dell’anima”, un pertugio posto a sud dell’edificio, che secondo tradizione veniva aperto solo in occasione della morte di un abitante della casa, dimodoché l’anima trovasse il passaggio per uscire. L’ufficio anagrafe del Comune di Macugnaga, in particolare lo sportello Walser, raccoglie le iscrizioni per i corsi di lingua Titsch, l’idioma tedesco con cui tuttora comunicano i residenti. A Macugnaga una funivia storica raggiunge le alte vette dove nel panorama orografico delle cime fa capolino il Monte Rosa. Ci sono seggiovie e skilift come una volta, per godersi il piacere lento e silenzioso delle risalite in un bianco ovattato.

Piana di Vigezzo in Alto Piemonte.

Dalle montagne alle vallate

Lungo questi paesaggi affascinanti dell’Alto Piemonte sfreccia la Vigezzina, il trenino panoramico della ferrovia Vigezzina Centovalli e ci sono numerosi sentieri percorribili a piedi o in bici. A Santa Maria Maggiore, terra di pittori e di tradizioni, c’è uno spettacolare anello di fondo per praticare lo sci nordico, con un fornito centro per il noleggio dell’attrezzatura proprio davanti al punto di partenza e più su, sulla Piana di Vigezzo, 20 chilometri di piste da discesa si snodano tra boschi di larici e pini e per chi cerca l’emozione del fuoripista c’è la possibilità di divertirsi in sicurezza.

Villaggi da fiaba

Un’altra piccola località sciistica di questa parte dell’Alto Piemonte situata a 1631 metri e composta di soli tre impianti con una seggiovia e due skilift, è l’Alpe Devero.  Appena si arriva, Devero spalanca il suo villaggio da fiaba che si trova all’interno del parco transfrontaliero tra Italia e Svizzera (attraversato un tempo dagli spalloni, il nome con cui venivano chiamati i contrabbandieri)  e dove vivono indisturbati il gallo forcello e la pernice bianca oltre a cervi, stambecchi e camosci che talvolta si intravvedono dalle piste.

Devero non ha  innevamento artificiale e l’unica struttura aperta tutto l’anno è l’albergo ristorante La Lanca, gestito dalla famiglia Olzer. Tutta questa offerta rientra nel distretto turistico dei laghi e va sotto il nome di Neveazzurra, il comprensorio che riunisce le stazioni sciistiche delle Valli dell’Ossola: Formazza, Devero, Divedro, Antrona, Anzasca, Vigezzo. Sono paradisi di confine e a numero chiuso, poco inclini al turismo invasivo e salvaguardati da consorzi locali impegnati e attenti a proteggerne la loro integrità. Gabriele Sivori è il presidente della Cooperativa Devero 2.0 composta da 72 soci, con un consiglio di amministrazione di 9 persone, un sodalizio autofinanziato, autogestito, senza scopo di lucro e con finalità sociali.

Gabriele Sivori presidente della Cooperativa Devero 2.0

Un passo indietro nel tempo

Queste montagne in apparenza sembrano ferme, ma in realtà sono molto produttive, pieni di rinvii per l’energia elettrica sotto le cascate. Certo, meno considerate di Sestriere”. Il presidente Sivori spiega come a Devero l’innevamento artificiale non esista, in quanto avrebbe richiesto un invaso irrealizzabile, essendo il territorio tutelato. “Siamo un’oasi naturalistica che per filosofia ha scelto di essere un passo indietro nel tempo. Il nostro intendimento è migliorare i piccoli servizi rendendo il tutto un’eccellenza. E ci stiamo riuscendo, forti anche del gradimento dei turisti”.

Devero, in Alto Piemonte.