HOSPITALITY

Alberghi che fanno bene

I cinque stelle non sono solo posti da mille e una notte. Dalla pandemia in poi si fanno portavoce di progetti che tutelano tradizioni, arte, artigianato e persone che ruotano attorno a loro

(Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore, 2021, aggiornato il 23 ottobre 2023)

Mai come negli ultimi anni si è parlato di alberghi di lusso come protagonisti dei viaggi, fino a coincidere con la meta o diventarne più importanti. Di loro si raccontano il design straordinario, la cucina spesso stellata, le camere principesche con viste che inquadrano scorci e monumenti, e i servizi sempre più personalizzati. La pandemia è stata invece l’occasione per far emergere un aspetto poco conosciuto dell’alta ospitalità: l’impegno nei confronti delle realtà in cui lavorano. Per esempio, all’inizio di una stagione turistica molto incerta nel 2020, la famiglia Costa è stata la prima a regalare soggiorni di relax al personale sanitario impegnato in prima linea nei reparti di Covid 19. All’iniziativa si sono poi unite altre famiglie di albergatori che hanno messo a disposizione camere per concedere qualche giorno di relax e sollievo a chi era in prima linea negli ospedali. Altri invece hanno scelto di finanziare i reparti di terapia intensiva o la ricerca per il vaccino.

Tuttavia, ben prima dell’emergenza sanitaria, alcuni hotel di fascia alta hanno intrapreso progetti di filantropia, sostenibilità e cultura per contribuire concretamente a sostenere le comunità locali e l’ambiente. Sono iniziative di restituzione che nascono dall’amore per il proprio territorio e dalla convinzione che il turismo può migliorare il mondo e non consumarlo fino all’esaurimento.

Alessia Fuga crea e decora le sue perle una a una, nella sua bottega a Murano.
Demis Marin nella sua sartoria Ramosalso.

Luoghi delle meraviglie fatte a mano

Quando la famiglia Babini ha ripreso le redini dell’hotel The Place (ex JK a Firenze), ha rivoluzionato il concept dell’ospitalità, legandosi più profondamente a Firenze con un progetto dedicato all’artigianato locale messo a rischio da affitti sempre più cari, soprattutto per giovani esordienti, appena usciti dalle scuole di specializzazione. Per creare una relazione con il tessuto urbano e sociale, e diventare una presenza attiva capace di trasformare anche il ruolo di turisti, i Babini hanno creato The Place of Wonders, una fondazione a sostegno degli artigiani fiorentini. L’attività prevede visite agli atelier, collaborazioni per creare oggetti da esporre e vendere in hotel, borse di studio per chi vuole formarsi nell’artigianato e avviare un’attività. Il progetto è stato lanciato lo scorso 20 ottobre 2023 anche al Londra Palace, altro cinque stelle della famiglia Babini sulla Riva degli Schiavoni a Venezia. Con il titolo Mano a mano e in collaborazione con Venezia da Vivere hanno individuato quattro artigiani veneziani – la perlera Alessia Fuga a Murano, il sarto upcycling Demis Marin, la pellettiera naturale Shanti e l’ultracentenaria fonderia artistica Valese – con i quali realizzare lo stesso progetto in chiave veneta. Lo stesso accadrà in Umbria quando apre il resort Corte dei Conti nella primavera 2024.

Sponsorizzare la ricerca con nuove tecnologie

Alcune strutture hanno scelto di operare localmente. Nel 2001, i Melpignano, proprietari di alcuni degli hotel più rinomati della Puglia, da Borgo Egnazia a Masseria Cimino, hanno creato la Fondazione San Domenico per esplorare e riportare alla luce il patrimonio archeologico tra Fasano e Monopoli e formare un centro di ricerca all’avanguardia. Nel 2013 hanno ottenuto la gestione del Parco Rupestre di Lama D’Antico, dove un anno fa è stato concluso un primo restauro virtuale: senza alcun intervento fisico, con un sistema di videomapping viene ricostruito l’aspetto originario degli affreschi ormai quasi invisibili sulle pareti di una chiesetta trecentesca. Oggi la famiglia Melpignano è impegnata in un progetto di tutela delle tradizioni con la creazione di un’associazione che opererà sul territorio con progetti di salvaguardia, divulgazione e formazione dell’artigianato pugliese.

Conservare il patrimonio storico artistico

Anche il Gritti Palace, uno degli alberghi più lussuosi di Venezia, sul Canal Grande, ha scelto di sostenere la onlus Venetian Heritage, la cui mission è far conoscere l’arte veneta degli antichi territori della Serenissima, sparsi sia in Italia che fuori. Tra i diversi progetti in corso, l’organizzazione no profit ha adottato il restauro dello scalone monumentale della Scuola San Giovanni Evangelista, capolavoro rinascimentale di Mauro Codussi. Al progetto il Gritti ha donato 200.000 euro dei 450.000 finora raccolti.

Valorizzare il Made in Italy

Con il suo indotto, un hotel può assumere personale locale, e incaricare le maestranze del posto per gli interventi di rinnovo e manutenzione sempre necessari nelle strutture di alto livello. Nel caso di Starhotels, il gruppo alberghiero privato più grande d’Italia, la presidente Elisabetta Fabri ha fatto una scelta di mecenatismo con l’iniziativa La Grande Bellezza, per supportare il saper fare italiano con un premio annuale e impiegando l’alto artigianato e il design Made in Italy nelle 13 strutture storiche della Collezione dislocate in alcune delle più importanti città d’arte del mondo, da Roma a Firenze, da Parigi a New York.

L’agricoltura come strumento di inclusione sociale

L’attenzione al sociale e alla sostenibilità ambientale sono al centro della filosofia di Borgo San Felice, azienda agricola e resort a cinque stelle di proprietà del Gruppo Allianz. Nel 2012 è nato l’Orto Felice (ora anche con l’Aia), un progetto filantropico per favorire l’inserimento sociale e lavorativo di sei ragazzi con disabilità cognitive in un contesto agricolo: il loro compito è accudire le galline, le caprette e l’asino, e coltivare la verdura, dalla semina alla consegna nelle cucine del resort, imparando il mestiere dai contadini in pensione dei dintorni, con la supervisione dell’educatrice Sonia Belluardo.

Il bene non ha confini

Sostenitore dell’Economia del Bene Comune, Michil Costa è il proprietario di La Perla e Ladinia a Corvara, e del Posta Marcucci a Bagno Vignoni. Per anni è andato alla ricerca di un’organizzazione umanitaria da sostenere, ma nessuna soddisfaceva le sue attese, così nel 2007 ha fondato la Costa Family Foundation che nel 2019 ha raccolto più di 108mila euro da destinare a progetti sanitari, di educazione, formazione, e a sostegno delle donne, dal Togo all’Afghanistan all’India. Quanto alla sua regione, l’Alta Badia, il suo sogno è di liberarla in futuro dalle auto, almeno per qualche ora al giorno. Ma le sue idee partono sempre da azioni pratiche, così premia con sconti e champagne chi durante il soggiorno va solo a piedi, in bici o sugli sci.